DerbyDerbyDerby Calcio Estero Siviglia, la rivolta dei genitori: "Il club punisce i nostri figli con la tassa sullo stadio"

Siviglia, la rivolta dei genitori: "Il club punisce i nostri figli con la tassa sullo stadio"

Danilo Loda
La Federazione dei club dei tifosi si schiera contro la nuova campagna abbonamenti.

Andare allo stadio con i propri figli sta diventando un lusso, e non solo per una questione di prezzi. A Siviglia è scoppiata una vera e propria bufera dopo il lancio della nuova campagna abbonamenti per la stagione 2026/27. La Federazione dei club dei tifosi "San Fernando" ha alzato la voce per difendere la fascia più debole del tifo: i bambini e i ragazzi che usufruiscono dei pacchetti famiglia.

Al centro della polemica c’è la cosiddetta "regola delle 14 partite", una norma introdotta dalla dirigenza per riempire le tribune del Ramón Sánchez-Pizjuán ed evitare i troppi seggiolini vuoti visti l'anno scorso. In sostanza, se non ti presenti (o non cedi il posto) ad almeno 14 match di campionato, perdi i diritti alle promozioni e rischi di pagare l'abbonamento dell'anno successivo a prezzo pieno, quasi fossi un nuovo socio. Un'idea che sulla carta punta a premiare la fedeltà, ma che nella realtà si sta trasformando in una trappola economica per tantissimi genitori.

Siviglia, orari impossibili e punizioni finanziarie

I rappresentanti dei tifosi lo hanno spiegato chiaramente, senza troppi giri di parole: questa regola è un danno ingiustificato per i minori. Il motivo è banale quanto concreto. Molte partite vengono programmate dalla Liga in orari serali o nei giorni feriali, rendendo impossibile per un bambino restare sugli spalti fino a tarda notte quando il giorno dopo lo aspetta la scuola.

SIVIGLIA, SPAGNA - 24 GENNAIO: Veduta generale dell'esterno dello stadio prima della partita di LaLiga EA Sports tra Siviglia FC e Athletic Club allo stadio Ramon Sanchez Pizjuan il 24 gennaio 2026 a Siviglia, Spagna. (Photo by Fran Santiago/Getty Images)

La situazione si complica maledettamente per chi non abita nel centro di Siviglia. Le famiglie che viaggiano dalla provincia o da altre zone dell'Andalusia devono affrontare ore di macchina per raggiungere lo stadio, una fatica enorme se abbinata ai ritmi scolastici dei ragazzi. Per i club dei sostenitori del club, tradurre tutto questo in una penalizzazione economica significa punire i giovani solo perché sono minorenni e hanno giustamente altre priorità.

"I sentimenti non si negoziano"

La richiesta ufficiale inviata alla società è netta: bisogna azzerare queste condizioni e ripensare la struttura della campagna. Nessuno nega che lo stadio debba essere pieno, ma farlo pesare sulle tasche delle famiglie che crescono i tifosi del futuro è la via più sbagliata. "I sentimenti dei nostri figli non sono negoziabili", si legge nella nota appassionata della Federazione. La palla adesso passa alla dirigenza del Siviglia, chiamata a decidere se ascoltare la propria gente o tirare dritto, rischiando però di allontanare dallo stadio proprio la nuova generazione di cuori biancorossi.