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Standard Liegi, viaggio dentro il Maurice Dufrasne: l'inferno di Sclessin

Mattia Celio
Comunemente noto come Stadio Sclessin, la casa della "matricola numero 16" è stata soggetto a ben 6 ristrutturazioni in soli 30 anni

È chiamato "l'Inferno di Sclessin" per il per il fervore dei tifosi che vi si radunano. Ebbene lo Stadio Maurice Dufrasne questo pomeriggio sarà un vero e proprio "inferno" per la posta in palio tra Standard Liegi-Genk, due delle squadre più blasonate del Belgio. Nonostante entrambi i club non abbiano più nulla da chiedere, questa rimane comunque una delle rivalità più accese. Entriamo nella casa della "matricola numero 16".

L'intero dello Stadio Maurice Dufrasne. (Photo by Dean Mouhtaropoulos/Getty Images)

Standard Liegi, la casa della "Matricola numero 16": la storia del Dufrasne

Lo stadio Maurice-Dufrasne, casa dello Standard Liegi, prende il nome dal quinto presidente del club (in carica dal 1909 al 1931), ma è più noto in Belgio come stadio Sclessin, dal nome del quartiere dell'area metropolitana di Liegi in cui si trova. La sua posizione vicino alle acciaierie ArcelorMittal, lungo il fiume Mosa, conferisce all'impianto un'atmosfera unica, comunemente chiamata "Inferno di Sclessin" per il fervore dei tifosi che vi si radunano per sostenere i giocatori della "Matricola numero 16".

Lo Standard Liegi, infatti, si chiama così poiché fu la sedicesima società sportiva a registrarsi ufficialmente presso la Federcalcio del Belgio agli inizi del XX secolo. In Belgio, infatti, la federazione calcistica (URBSFA) assegna alle squadre un numero di matricola progressivo al momento della fondazione o dell'affiliazione ufficiale. Un numero che non cambia nel tempo e che indica lo storico prestigio del club.

Dalle colline di Cointe a Sclessin: il record nel 1973 e il cambiamento nel corso degli anni

Dopo aver giocato sulle colline di Cointe, al velodromo di Boverie o persino a Grivegnée, lo Standard Liegi fu costretto a lasciare questi luoghi e alla fine trovò nel 1909 un appezzamento di prato, appunto, a Sclessin. Affittarono quindi il terreno per 300 franchi belgi all'anno e, con il passare del tempo, lo stadio venne modificato. Nel 1925, per esempio, la sua capienza raggiunse i 20.000 spettatori. 15 anni dopo, invece, fu eretta una grande tribuna in cemento con soli posti in piedi e altri 10.000 posti a sedere.

Nel 1972, lo Stade de Sclessin fu uno dei quattro stadi che ospitarono gli Europei del 1972 e fu teatro della finale per il terzo posto, vinta dal Belgio contro l'Ungheria per 2-1. Ma fu l'anno dopo che l'impianto raggiunse la sua massima capienza arrivando a ben 43.000 posti a sedere. Nel 1985, 1992 e 1995, furono effettuati importanti lavori di ristrutturazione durante i quali vennero costruite tre nuove tribune.

Nel dicembre del 2009 lo Standard Liegi tentò il vero colpo: arrivare a toccare i 50 mila posti. L'obiettivo era competere con i migliori club europei e anche co-ospitare il Mondiale nel 2018 o nel 2022 con l'Olanda (come per Euro 2000). Lo stadio sarebbe stato quindi classificato come uno stadio a 4 o 5 stelle secondo gli standard UEFA dell'epoca, ma in seguito al mancato ottenimento per la Coppa del Mondo il progetto naufragò.