DerbyDerbyDerby Calcio Estero Tensione per le due sfide tra Irlanda e Israele: spunta l'appello per il boicottaggio

Tensione per le due sfide tra Irlanda e Israele: spunta l'appello per il boicottaggio

Alex Bianchi
La vigilia delle due sfide di Nations League è già segnata da proteste e polemiche: oltre 160 sportivi irlandesi hanno lanciato un appello diretto alla Nazionale

La partita non è ancora iniziata, ma le due partite tra Irlanda e Israele sono già al centro di una durissima polemica. Tra appelli al boicottaggio, proteste e dichiarazioni contrapposte, il calcio diventa il terreno di un confronto che vanno ben oltre lo sport.

Irlanda-Israele: l'appello degli sportivi irlandesi

Secondo quanto rivelato da diversi media internazionali, sarebbero oltre 160 gli sportivi irlandesi che hanno firmato una lettera aperta indirizzata alla nazionale maschile dell'Irlanda, chiedendo alla federazione e ai giocatori di rifiutarsi di scendere in campo contro la nazionale israeliana. L'iniziativa è stata promossa da Irish Sport for Palestine nell'ambito della campagna Stop the Game e tra i firmatari figurano l'olimpionica Ciara Mageean, l'ex nazionale Louise Quinn, l'ex rugbista Tony Ward e diversi altri esponenti di calcio, rugby, atletica, boxe e GAA. Nel documento, gli autori sostengono che la partecipazione alle partite possa contribuire a legittimare ciò che viene definito un "regime genocida", oltre a denunciare presunte violazioni dello statuto sportivo, apartheid e crimini di guerra. La lettera, invita quindi i calciatori ad "agire collettivamente con coscienza", concludendo con lo slogan "Fermate il Gioco. L'Irlanda è dietro di te".

Irlanda e Israele, almeno per il momento, si affronteranno il 27 settembre a Debrecen, in Ungheria, e il 4 ottobre a Backa Topola, in Serbia, in seguito alla decisione di spostare entrambe le gare in sedi neutrali e, soprattutto, a porte chiuse. La Football Association of Ireland (FAI), ha spiegato di aver scelto questa soluzione dopo aver valutato le difficoltà operative e di sicurezza legate alla disputa della partita in Irlanda e a luglio, inoltre, un'assemblea straordinaria della federazione ha approvato una mozione a favore dello svolgimento delle due partite, sottolineando che un eventuale forfait potrebbe comportare conseguenze sportive e disciplinari.

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PRAGA, REPUBBLICA CECA - 26 MARZO: Heimir Hallgrimsson, capo allenatore della Repubblica d'Irlanda, guarda prima della partita di play-off della Coppa del Mondo FIFA 2026 Qualificazioni europee KO tra Repubblica Ceca e Repubblica d'Irlanda alla Fortuna Arena il 26 marzo 2026 a Praga, Repubblica Ceca. (Foto di Gabriel Kuchta/Getty Images)

Il CT irlandese: "Noi stiamo giocando contro il genocidio". Israele risponde e accusa

La tensione non ha fatto altro che aumentare dopo le dichiarazioni pubbliche del commissario tecnico irlandese, Heimir Hallgrimsson, che ha affermato: "Noi non stiamo giocando con il genocidio, noi stiamo giocando contro", scaturendo l'indignazione della federazione israeliana, che ha reagito duramente accusando il tecnico di "stupidità, ignoranza e ipocrisia". La FAI, al momento, avrebbe deciso di non commentare la risposta dell'Israel Football Association, secondo quanto riportato. Il confronto, dunque, è destinato a proseguire fino al primo fischio della partita, mentre sullo sfondo resta il dibattito internazionale tra sport, istituzioni e conflitti politici e geopolitici.
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