DerbyDerbyDerby Calcio Estero Tom Cairney, l’ultimo custode: come è cambiato il Fulham nei suoi undici anni

Tom Cairney, l’ultimo custode: come è cambiato il Fulham nei suoi undici anni

Carmine Panarella
Una vera e propria bandiera che non ha mai smesso di supportare la sua seconda pelle, nel bene e nel male

Ci sono giocatori che finiscono per diventare molto più di una semplice presenza nella rosa di una squadra. Tom Cairney è uno di questi. Dal 2015 a oggi, il centrocampista scozzese ha attraversato praticamente tutte le trasformazioni del Fulham, vivendo promozioni, retrocessioni, cambi di allenatore, rivoluzioni della rosa e una progressiva stabilizzazione del club in Premier League.

Arrivato a Craven Cottage nell'estate del 2015 dal Blackburn Rovers, Cairney si è trovato davanti un Fulham molto diverso da quello attuale: una squadra appena reduce dalla retrocessione dalla Premier League, lontana dalle ambizioni che avrebbe costruito negli anni successivi e persino alle prese con il rischio concreto di scivolare ulteriormente verso il basso. Il club lo acquistò con un contratto iniziale fino al 2019, con opzione per un'ulteriore stagione.

Undici anni dopo, Cairney è ancora lì. E nel gennaio 2026 il Fulham ha deciso di prolungare ulteriormente il rapporto fino al 2027, permettendogli di entrare nella sua dodicesima stagione con la maglia dei Cottagers.

Tom Cairney del Fulham festeggia la sua seconda rete nell'incontro del campionato tra Fulham e Newcastle (Photo by Alex Davidson/Getty Images)

Dal Fulham in difficoltà alla promozione di Wembley

Quando Cairney arrivò a Londra, il Fulham era reduce da una stagione complicata in Championship. Il centrocampista avrebbe presto assunto un ruolo centrale nella squadra, diventando uno dei riferimenti tecnici del progetto e, soprattutto, uno dei giocatori maggiormente identificati con il club.
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La svolta arrivò nella stagione 2016-17, quando Slavisa Jokanovic riuscì a valorizzarne le caratteristiche nel cuore del centrocampo. Cairney ha raccontato come il tecnico serbo fosse stato determinante nel comprenderne le qualità, permettendogli di giocare in mezzo al campo e di diventare uno dei principali protagonisti della squadra.

Un anno più tardi arrivò il momento destinato a rimanere nella storia. Cairney era diventato capitano e il Fulham conquistò la promozione in Premier League attraverso i playoff. A Wembley, contro l'Aston Villa, fu proprio lui a segnare il gol decisivo: una rete che ancora oggi rappresenta probabilmente il fotogramma più iconico della sua carriera al Fulham.

Quel pomeriggio del 2018 rappresentò anche il primo grande punto di svolta nella storia recente dei Cottagers. Cairney sollevò il trofeo da capitano e il club tornò nella massima serie dopo anni di altalena tra Championship e Premier League.

Tom Cairney del Fulham arriva allo stadio prima del match di Premier League tra Fulham e Tottenham (Photo by Harry Murphy/Getty Images)

Le difficoltà della Premier League e una nuova caduta

Il ritorno in una Premier League sempre più dominante nel panorama europeo, però, non fu semplice. Il Fulham investì molto sul mercato, cambiò allenatore più volte e non riuscì a trovare la continuità necessaria per salvarsi. La stagione 2018-19 terminò con la retrocessione e Cairney si ritrovò nuovamente in Championship.

Anche il suo percorso personale fu segnato dagli infortuni. Nel 2020 un problema al ginocchio lo costrinse a un lungo periodo lontano dai campi, proprio mentre il Fulham preparava un'altra rincorsa alla Premier League.

Eppure, anche in una fase così complicata, il suo rapporto con il club non si spezzò. Nel 2019 aveva firmato un nuovo contratto a lungo termine e continuava a rappresentare una figura centrale nello spogliatoio.

La seconda promozione arrivò nel 2020, in un contesto completamente diverso: la pandemia aveva trasformato il calcio e il playoff contro il Brentford si disputò a Wembley senza pubblico. Cairney visse quella stagione anche da lontano a causa dell'infortunio, ma rimase il capitano di una squadra che riuscì a tornare immediatamente in Premier League.

Marco Silva, allenatore del Fulham, durante il match di Premier League tra Fulham e Tottenham (Photo by Peter Nicholls/Getty Images)

La stagione più difficile e la rinascita con Marco Silva

Il ritorno in Premier League durò però soltanto una stagione. Nel 2020-21 il Fulham retrocesse nuovamente e Cairney, tormentato dagli infortuni, descrisse quella come una delle esperienze più depressive della propria carriera. Era un altro momento in cui il club sembrava incapace di trovare stabilità.

La svolta definitiva arrivò con Marco Silva. Nel 2021-22 il Fulham costruì una squadra dominante in Championship e conquistò la promozione da campione. Cairney non era più necessariamente il giocatore chiamato a sostenere ogni minuto della partita, ma rimaneva una presenza fondamentale per leadership, esperienza e qualità tecnica. Quella squadra, trascinata dai gol di Aleksandar Mitrovic, dominò il campionato e riportò nuovamente i Cottagers in Premier League.

Il Fulham moderno e l'ultimo custode

La stagione 2022-23 ha rappresentato una sorta di spartiacque. Per la prima volta dopo diversi tentativi, Cairney riuscì a vivere una stagione di Premier League senza retrocessione con il Fulham. La squadra di Silva chiuse al decimo posto, dimostrando di poter competere stabilmente con club economicamente più attrezzati.

Negli anni successivi il progetto è diventato ancora più solido. Sono arrivati giocatori importanti, il club ha modificato progressivamente la propria struttura e il Fulham ha smesso di essere considerato semplicemente una squadra di passaggio tra Premier League e Championship.

Cairney, nel frattempo, ha modificato anche il proprio ruolo. Da protagonista assoluto del centrocampo è diventato sempre più un riferimento tecnico e umano, utilizzato spesso come arma dalla panchina ma ancora capace di incidere quando chiamato in causa. La sua evoluzione è stata particolarmente evidente sotto Marco Silva, che ne ha sfruttato esperienza e qualità in maniera differente rispetto agli allenatori precedenti.

Nel dicembre 2023 è arrivato anche il traguardo delle 300 presenze con il Fulham in tutte le competizioni, a testimonianza di una continuità ormai rarissima nel calcio moderno.

Tom Cairney del Fulham durante il match di Premier League tra Fulham e West Ham (Photo by Julian Finney/Getty Images)

Undici anni dopo, Cairney è ancora lì

Il rinnovo firmato nel 2025 aveva già garantito a Cairney una undicesima stagione a Craven Cottage. Poi, nel gennaio 2026, il club ha deciso di andare ancora oltre, prolungando il suo contratto fino al 2027.

È una scelta che racconta molto più di un semplice rapporto professionale. Cairney è diventato il custode della memoria recente del Fulham: l'unico giocatore ad aver vissuto dall'interno le diverse anime di questo club, dalla paura della retrocessione in League One alle promozioni, dalle giornate di Wembley alle delusioni della Premier League, fino alla stabilità conquistata negli ultimi anni.

In undici stagioni il Fulham ha cambiato allenatori, giocatori, obiettivi e dimensione. Cairney è rimasto. È passato dall'essere il centrocampista creativo su cui costruire la squadra all'esperto capitano capace di trasmettere identità alle nuove generazioni.

Ed è forse proprio questo il significato più profondo della sua storia: nel calcio moderno, dove una squadra può cambiare volto nel giro di una sessione di mercato, Tom Cairney rappresenta la continuità. Il Fulham di oggi è molto diverso da quello che lo accolse nel 2015, ma dentro Craven Cottage c'è ancora un uomo che può raccontare ogni passaggio di quella trasformazione.

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