Tripic, difensore dei Viking, attacca i media: "Campagna diffamatoria contro di me"
Un pareggio storico, un'espulsione pesante e una polemica che non si è fermata al fischio finale: Zlatko Tripic torna al centro della scena dopo la sfida contro il Bayern Monaco, contestando il modo in cui i media hanno raccontato il suo comportamento.
L'espulsione di Olise e la provocazione di Tripic nel post-gara
Lo scorso 13 ottobre, il Viking ha strappato un sorprendente 3-3 contro il Bayern Monaco nella prima fase della Champions League, passando in vantaggio per 2-0 prima della rimonta bavarese firmata dalla doppietta di Kane e dal gol di Luis Diaz. Al minuto 73, però, l'episodio che ancora fa discutere: Michael Olise, dopo aver ricevuto un primo cartellino giallo per fallo tattico, ha lanciato il pallone contro il volto di Tripic, rimediando la seconda ammonizione e la conseguente espulsione.Nel dopo-partita, Tripic non ha nascosto la propria soddisfazione per essere riuscito ad innervosire gli avversari e, intervistato dall'emittente norvegese 'TV 2', ha dichiarato di essere stato "incredibilmente felice", sostenendo di aver fatto perdere la calma a metà della squadra bavarese. La strategia del capitano, dunque, è diventata parte integrante del racconto della partita.
Una lettura che ha provocato la dura reazione del direttore sportivo del Bayern, Max Eberl, secondo cui Tripic avrebbe giocato in maniera antisportiva, riuscendo ad ottenere quello he voleva, ossia l'espulsione di un avversario. Anche Harry Kane aveva descritto il norvegese come un giocatore "abile nel cercare falli" e spezzare il ritmo della gara, pur riconoscendo che comportamenti simili fanno parte del gioco.
Tripic e l'accusa ai media: "Vengo descritto come una persona terribile"
Nei giorni successivi, l'attenzione si è spostata dal campo alla rappresentazione mediatica dell'episodio: Tripic, ha contestato le critiche ricevute, denunciando quella che considera una campagna pubblica contro la propria immagine: "Sento che il mio nome viene usato costantemente in questo momento, vengo ritratto come se avessi rotto la gamba a Olise e come se fossi una persona terribile. Anche i media norvegesi stanno contribuendo ad alimentare questa narrazione", ha dichiarato il difensore al media 'VG', sottolineando anche di come sia stato bersaglio di una campagna che ha coinvolto anche la propria famiglia, invitando a fare attenzione: "Penso che la gente dovrebbe stare un pò attenta. Se avessi visto alcune delle cose che ho ricevuto, capiresti che sono cose che non vanno bene", ha concluso Tripic.
La vicenda solleva perciò una questione più ampia: dove finisce il mestiere del giocatore esperto, capace di provocare l'avversario, e dove comincia il comportamento antisportivo? Il gesto di Olise resta una responsabilità del francese, ma le tattiche di Tripic hanno alimentato un dibattito sul limite tra furbizia e scorrettezza.
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