Van Gaal spara a zero sulla nuova Champions: "Un torneo per fare cassa, oramai ci gioca chiunque"
Louis Van Gaal non è mai stato uno da peli sulla lingua, e anche questa volta non le ha mandate a dire. Nel mirino dell'ex commissario tecnico olandese ci è finita la nuova Champions League e quel girone unico a 36 squadre nato nel 2024. Come riporta il sito olandese VI.nl, per l'allenatore che quella coppa l'ha alzata nel 1995 al timone del giovane Ajax, il formato attuale è solo una macchina da soldi che ha finito per sciallacquare il valore della competizione. A detta sua, la corsa agli incassi e alle dirette TV ha spalancato le porte a chiunque indossi un paio di scarpe da calcio: "È ridicolo che la UEFA si inventi un formato di competizione del genere. Ormai anche il più insignificante dei giocatori può partecipare. La UEFA pensa solo a fare soldi. Viviamo in un mondo corrotto".
Meno quantità, più qualità
Secondo il tecnico che ha guidato panchine del calibro di Barcellona, Bayern Monaco e Manchester United, la vera essenza della competizione si sta perdendo. Se il torneo si chiama "Coppa dei Campioni", sostiene il maestro olandese, dovrebbero sfidarsi soltanto le eccellenze assolute: "Si chiama Champions League, no? Dovrebbero partecipare le squadre migliori. Così c'è meno differenza di livello e quindi meno gol, ma le partite sono di livello più alto e si vede un calcio molto migliore".
Invece ci si ritrova con otto giornate nella prima fase e un calendario intasato che sta letteralmente spremendo i calciatori. Le conseguenze si vedono sul campo, con infermerie piene e rose decimate dai continui infortuni muscolari. Qualche grande partita si salva ancora — come il 4 a 2 tra PSG e Barcellona —, ma resta l'eccezione che conferma la regola.
Un'idea inascoltata da vent'anni
L'amarezza di Van Gaal parte da lontano. Già negli anni Novanta definiva la competizione una "mostruosità commerciale". Due decenni fa provò persino a proporre ai vertici del calcio europeo un modello di divisioni meritocratiche basato sul livello reale delle squadre, sulla falsariga dell'hockey su ghiaccio: "Classificando tutto per livello. Questo è il principio che si applica in tutto il mondo del calcio, tranne che ai massimi livelli. L'ho detto alla UEFA vent'anni fa, ma non mi hanno ascoltato". Europa e Conference League non bastano a bilanciare i valori, e la sensazione per il grande saggio del calcio olandese è che, finché saranno i bilanci a dettare l'agenda, lo spettacolo sul campo passerà sempre in secondo piano.© RIPRODUZIONE RISERVATA