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Premier League

Wolverhampton, la retrocessione è realtà: torna in Championship dopo 8 anni

Federico Grimaldi
Federico Grimaldi
Nel frattempo restano le ultime partite, utili quantomeno per chiudere con dignità una stagione negativa e regalare ai tifosi un ultimo segnale prima di ripartire
00:37 min

Il West Ham ha mandato in Championship il Wolverhampton. Infatti, con il pareggio degli Hammers contro il Crystal Palace, è arrivata la matematica certezza della retrocessione dei Wolves. Una stagione iniziata male, finita nel peggiore dei modi. La squadra inglese ha totalizzato un amaro bottino: solo 17 punti in 33 partite. Il cambio in panchina non ha portato giovamento ma soprattutto non si è mai vista una reazione durante l'anno. Sono molte le cause di questa debacle: dal gioco alla qualità dei giocatori, tutti elementi centrali di una stagione fallimentare. E ora c'è da rifare tutto.

Wolverhampton , un incubo diventato realtà

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Lontani anni luce dai tempi di Diogo Jota e Ruben Neves, quando il Wolverhamptonsi affacciava con ambizione alle zone europee. Oggi, invece, il club inglese si ritrova a fare i conti con una stagione disastrosa, culminata con una retrocessione che non sorprende per come è maturata. Mai, nel corso dell’anno, si è avuta la reale sensazione di una possibile rimonta: i risultati raccolti raccontano di una squadra fragile, senza continuità e priva di basi solide su cui costruire. Un progetto che, col passare del tempo, ha perso identità e direzione. La proprietà ha insistito su una linea ben precisa, quasi unica nel panorama della Premier League: forte impronta portoghese, tra allenatore e buona parte della rosa. Una scelta che in passato aveva dato risultati, ma che oggi sembra aver mostrato tutti i suoi limiti, senza garantire quel salto di qualità necessario per restare competitivi.

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Durante la stagione sono mancati segnali di reazione: poche vittorie, spesso episodiche, e nessuna vera svolta nei momenti decisivi. Un andamento che ha portato alla fine di un ciclo durato anni. Ora si apre una nuova fase. Il Wolverhampton dovrà ricostruire, ripartendo da basi più solide e con l’obiettivo chiaro di tornare subito in Premier. Ma la Championship è un campionato duro e imprevedibile, come dimostrano le difficoltà incontrate anche da club strutturati come il Leicester . Nel frattempo restano le ultime partite, utili quantomeno per chiudere con dignità una stagione negativa e regalare ai tifosi un ultimo segnale prima di ripartire, ancora una volta, dall’inferno della seconda serie.

Numeri e statistiche di un'annata da brividi

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Sono i numeri a parlare, a fotografare una stagione da matita rossa. La retrocessione del Wolverhampton non nasce per caso, ma è il risultato di una serie di fattori gestiti male e mai davvero corretti. Dopo 33 giornate, i Wolves hanno raccolto appena 17 punti, frutto di 3 vittorie, 8 pareggi e ben 22 sconfitte. Un rendimento insufficiente sotto ogni punto di vista. Fa quasi sorridere, amaramente, un dato: due delle tre vittorie sono arrivate contro squadre di vertice, come Aston Villa e Liverpool, battute tra fine febbraio e inizio marzo. Episodi isolati, incapaci però di dare continuità a una stagione sempre in affanno.

Il problema principale resta l’attacco: appena 24 gol segnati, il peggior dato della Premier League. Numeri che spiegano bene le difficoltà offensive della squadra. Anche la difesa non offre garanzie: 61 reti subite, secondo peggior reparto del campionato, con solo il Burnley a fare peggio. Emblematico anche il dato sui marcatori: il miglior realizzatore è il centrocampista Rodrigo Gomes con appena 3 gol. Tra gli attaccanti, il più prolifico è Mateus Mané, fermo a quota 2. Numeri che certificano l’assenza di un vero riferimento offensivo. Il quadro è chiaro: servirà una rifondazione profonda, tecnica e strutturale. Perché tornare subito competitivi sarà tutt’altro che scontato. E senza scelte forti, il rischio è quello di restare intrappolati ancora a lungo lontano dalla Premier.