Zak Brunt, il talento sfuggito all'Atletico Madrid: Guti lo voleva al Real, oggi gioca in quinta divisione
Zak Brunt oggi è uno dei protagonisti del Boreham Wood, squadra che milita nella National League, la quinta divisione del calcio inglese, ma il suo percorso avrebbe potuto portarlo in categorie molto più alte. Da Manchester a Madrid, passando per alcune delle accademie più prestigiose d'Inghilterra, il classe 2001 ha vissuto un'avventura che lo ha portato persino a un passo dall'Atletico Madrid e sotto gli occhi di Guti, storico centrocampista del Real Madrid.
Manchester United, Manchester City e Aston Villa sono state tappe della sua formazione quando era giovane, ma l'esperienza nei settori giovanili non lo aveva convinto completamente. Il ragazzo non si sentiva valorizzato da un sistema che, a suo giudizio, tendeva a concentrarsi sulla ricerca del prossimo Cristiano Ronaldo o Lionel Messi, lasciando indietro tutti gli altri
Zak Brunt: dalle accademie inglesi all'Atletico Madrid
In un'intervista rilasciata a TNT Sports, il calciatore ha raccontato di non essere stato convinto che quell'ambiente potesse aiutarlo a migliorare, considerando che anche il modello di gioco proposto non sembrava adatto alle sue caratteristiche: "Ricordo che al Manchester United ci dicevano di prendere il pallone, andare uno contro uno, provare a saltare tutta la squadra e segnare. Non era qualcosa che avrebbe funzionato per me".
Da qui la decisione, condivisa con il padre, di provare un'esperienza completamente diversa. Inizialmente Brunt aveva pensato persino al Brasile, ma il progetto non era concretamente realizzabile. Alcune email inviate dal padre ad alcune società spagnole cambiarono però il destino della sua carriera. Arrivarono le opportunità con il Real Valladolid e successivamente con l'Atletico Madrid: "Lì hanno cinque squadre, quindi la A e la B, poi la C, la D, fino alla squadra locale, che verrebbe classificata come squadra E. Quindi ho dovuto iniziare da loro e farmi strada fino all'Atletico, fino a quando volevano mettermi sotto contratto".
Sembrava l'inizio di una nuova avventura, ma emerse un problema burocratico che avrebbe cambiato tutto. Le norme FIFA, infatti, impongono severe restrizioni sui trasferimenti internazionali dei calciatori minorenni, in particolare per quelli che non hanno ancora compiuto 16 anni, salvo specifiche eccezioni: "La domanda finale è stata respinta e mi hanno detto che in Spagna si può giocare solo a calcio a livello amatoriale fino ai 16 anni, dopodiché si può firmare".
I due rimasero in Spagna per circa 18 mesi, mentre la famiglia del ragazzo, compresa la madre e gli altri figli, continuava a vivere in Inghilterra. Nel frattempo, il giovane centrocampista rinnovava continuamente i periodi di prova di 6 settimane con l'Atletico, in attesa di una risposta definitiva.
L'interesse di Guti e del Real Madrid
Nonostante il mancato accordo con l'Atletico, Brunt decise di sfruttare al massimo il tempo trascorso a Madrid. Continuò ad allenarsi con grande intensità, cercando di mantenere una routine simile a quella di un calciatore professionista. Fu proprio durante questo periodo che arrivò un'altra opportunità inaspettata. Il giovane successivamente iniziò a giocare con il figlio di Guti, leggenda del Real Madrid, nella squadra del Rayo Majadahonda. L'ex centrocampista, che in quel periodo lavorava nel settore giovanile dei Blancos insieme all'allenatore Roberto Rojas, ebbe così modo di osservarlo da vicino.
Guti rimase colpito dalle sue qualità e gli propose di sostenere un provino con un'accademia affiliata al Real Madrid, dove venivano riuniti alcuni dei migliori giovani calciatori della zona. Brunt accettò immediatamente, ma quando spiegò quanto accaduto con l'Atletico Madrid ricevette una risposta che chiuse anche questa possibilità: "Non possiamo prenderlo".
Dopo 18 mesi trascorsi in Spagna, Brunt fece ritorno in Inghilterra, dove entrò nell'accademia del Derby County. Non fu semplice lasciarsi alle spalle un'esperienza del genere, soprattutto dopo aver visto sfumare due opportunità così importanti. Anche in Inghilterra, tuttavia, la strada non fu in discesa e a 16 anni, il Derby County gli aveva attribuito una valutazione economica che rendeva complicato per altre società ingaggiarlo. Per trovare spazio nel calcio dei grandi, Brunt decise così di scendere fino al calcio semiprofessionistico, firmando con il Matlock Town proprio al compimento dei richiestissimi 16 anni.
Nell'estate del 2025 il Boreham Wood decise di riportarlo a Meadow Park con un'operazione da record per il club, puntando sulle sue qualità per inseguire una storica promozione nella Football League. Una scelta che, almeno inizialmente, ha dato risultati straordinari, dato che nelle prime 58 presenze in campionato dal suo ritorno ha messo insieme 21 gol e 28 assist, numeri che spiegano perché l'allenatore Luke Garrard lo abbia soprannominato "Il mago".
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