DerbyDerbyDerby Calcio Italiano Abate "di corsa" per il suo Toro: 16km al giorno e tanta intensità

Abate "di corsa" per il suo Toro: 16km al giorno e tanta intensità

Michele Massa
Nessuno risparmiato, i granata corrono e si allenano con un'intensità unica. Più che un ritiro sembra essere un addestramento...militare

Il nuovo Torino di Ignazio Abate nasce dalla fatica. Nel ritiro estivo di Pinzolo il tecnico granata ha imposto fin dai primi giorni ritmi altissimi, con un programma di lavoro pensato per trasformare la squadra in un gruppo capace di correre, pressare e mantenere intensità per tutta la partita.

Il ritiro del Torino sotto gli ordini del sergente Abate

Il dato che più colpisce riguarda il lavoro atletico quotidiano. I calciatori del Torino arrivano a percorrere una media di circa 16 chilometri al giorno durante le sedute di preparazione. Un carico importante, che testimonia la volontà di Abate di costruire una squadra fisicamente pronta e in grado di sostenere il calcio aggressivo che il tecnico ha in mente.

Per l’allenatore granata la condizione atletica rappresenta una base imprescindibile. L’obiettivo è avere una squadra corta, compatta e capace di andare a recuperare il pallone con pressione costante, senza cali di intensità. Per farlo, però, serve una preparazione all’altezza e un lavoro quotidiano senza sconti. Le mattinate a Pinzolo sono quindi dedicate principalmente alla parte atletica, con sedute che mettono alla prova la resistenza e la capacità dei giocatori di adattarsi a ritmi elevati. I chilometri accumulati sul campo non sono soltanto un dato numerico. Ma rappresentano la filosofia del nuovo Torino: correre di più per giocare meglio.

Nel pomeriggio, invece, spazio alla tattica e alla costruzione dell’identità di squadra. Abate lavora sui movimenti offensivi e difensivi, sulla circolazione della palla e sui meccanismi necessari per trasformare la grande mole di lavoro fisico in prestazioni durante le partite. Il tecnico ha voluto anche tranquillizzare il gruppo sull’utilità di questi sacrifici, spiegando il motivo di una preparazione così intensa: "State certi che tutto questo pesante lavoro ve lo ritroverete in partita".

Un messaggio chiaro ai suoi giocatori: la fatica di oggi dovrà diventare il vantaggio del Torino domani. A confermare l’impatto dei nuovi metodi è arrivato anche lo stupore di Sandro Kulenovic. L’attaccante croato, secondo quanto riportato da Tuttosport, avrebbe raccontato di non aver mai vissuto una preparazione così dura e dispendiosa in carriera. La nuova era granata parte dunque da una parola chiave: intensità. Abate vuole una squadra che non si arrenda mai, capace di correre per 90 minuti e di trasformare quei 16 chilometri quotidiani in energia e risultati sul campo.