Barcellona, conti e debiti: il piano blaugrana per tornare alla sostenibilità entro il 2030
Il Barcellona è ancora alle prese con una situazione finanziaria complessa, nonostante i segnali di miglioramento registrati negli ultimi anni. Il peso del debito, il patrimonio netto negativo e le perdite accumulate continuano a rappresentare le principali criticità per il club blaugrana, che nel frattempo ha superato il miliardo di euro di ricavi ordinari.
Secondo quanto riportato da Marca, al centro del piano di risanamento ci sono il ritorno al nuovo Spotify Camp Nou, destinato ad aumentare significativamente le entrate, il controllo dei costi della rosa e la gestione degli investimenti legati all'Espai Barça. L'obiettivo della società è raggiungere entro il 2030 una struttura finanziaria più sostenibile, con una crescita dei ricavi e riducendo progressivamente il debito.
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Espai Barça, tra costi e nuove entrate
Al centro della strategia economica c’è l’Espai Barça, il grande progetto di trasformazione dell’area del Camp Nou. L’investimento, inizialmente stimato a 1,5 miliardi di euro, è salito a circa 1,8 miliardi, soprattutto a causa dei ritardi nei lavori e delle modifiche al progetto. Nonostante l’aumento dei costi, il Barcellona sostiene di non aver superato i limiti fissati nel 2021: il finanziamento non prevede ipoteche sulle strutture del club e il rimborso sarà sostenuto dai nuovi ricavi generati dallo stadio. In particolare, i primi 100 milioni di euro di entrate aggiuntive del Camp Nou saranno destinati al rimborso del debito.Il nuovo stadio sarà quindi fondamentale anche per la crescita dei ricavi: per la stagione 2026-2027 il club prevede 285 milioni di euro di entrate dal Camp Nou, il 27% in più rispetto all’anno precedente. A questo si aggiungeranno 74 milioni previsti dalle cessioni dei giocatori, sostenute anche dalla crescita del settore giovanile.
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Per avere maggiore liquidità, il club ha inoltre previsto una nuova emissione di 210 milioni di euro di obbligazioni a dieci anni, garantite dai diritti televisivi. Una prima tranche da 105 milioni è già stata collocata a luglio. L’obiettivo è distribuire nel tempo il peso dei rimborsi e arrivare al 2030-31 con una situazione finanziaria più sostenibile.
Il Palau Blaugrana fuori dal finanziamento principale
Un altro capitolo riguarda il nuovo Palau Blaugrana. Secondo quanto ricostruito da Marca, il progetto non sarebbe compreso nell'attuale finanziamento dell'Espai Barça. Il club sta quindi valutando il coinvolgimento di un socio esterno che possa sostenere i costi della costruzione in cambio della gestione della struttura per un determinato periodo.Finora sono stati investiti 7,5 milioni di euro, mentre il costo inizialmente previsto era di circa 420 milioni. Sul finanziamento, Joan Laporta ha assicurato che il progetto non comporterà debiti e non avrà ripercussioni sul finanziamento dell’Espai Barça. Le tempistiche, invece, restano ancora incerte.
Altri nodi finanziari: Barça Vision e il prestito BLM
Un altro problema riguarda Barça Vision, il progetto legato agli asset digitali del club. La società era stata inizialmente valutata 408 milioni di euro, ma oggi il suo valore è sceso a 115 milioni, anche a causa del crollo del mercato NFT e delle difficoltà del progetto. Secondo Ferran Olivé, questa potrebbe essere l’ultima svalutazione, se la società riuscirà a tornare a generare utili.Il Barcellona deve inoltre rispettare i parametri finanziari di UEFA e LaLiga: le perdite accumulate dal 2019-20 sono pari a 396,4 milioni di euro, mentre il patrimonio netto resta negativo per 168,2 milioni. Per rafforzare la propria posizione finanziaria, il club ha quindi utilizzato Barça Licensing & Merchandising (BLM) come garanzia per un prestito subordinato da 90 milioni di euro, utile anche ai fini del rispetto delle regole finanziarie.
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