Bologna, Palladino si presenta: "Sento di poter aprire un nuovo ciclo, tenuta fisica da migliorare"
Sono bastate quattro giornate di campionato alla dirigenza del Bologna per prendere la decisione di sollevare dall'incarico di allenatore Domenico Tedesco. L'ex guida del Lipsia e della Nazionale belga non ha convinto fino in fondo, nonostante buone prestazioni offerte nelle prime tre uscite. Le modalità con cui è avvenuta la sconfitta al Maradona contro il Napoli però, hanno fatto traboccare un vaso già pieno fino all'orlo, arrivando alla spaccatura interna e alla decisione di affidare il nuovo progetto a Raffaele Palladino. Il tecnico che l'anno scorso ha traghettato l'Atalanta dopo il flop targato Juric, ha parlato in questi minuti in conferenza stampa dopo aver condotto i primi allenamenti a Casteldebole.
"Un progetto, non una panchina"
L'allenatore campano ha parlato in conferenza stampa dando il suo punto di vista sui primi due giorni in rossoblù: "La società e la dirigenza mi hanno presentato non una panchina, ma un progetto. Sono molto felice, ho avuto sensazioni bellissime in un ambiente positivo, in cui bisogna ritrovare l'entusiasmo che magari si è un po' perso. Sono molto determinato per intraprendere questo percorso assieme".Sullo stile di gioco, invece, Palladino non ha dubbi: "L'obiettivo prioritario è la partita di sabato, il secondo è sfruttare la sosta, quasi un ritiro. Lì dovremo migliorare la condizione fisica, i ragazzi ne sono al corrente, e i carichi di lavoro saranno diversi. E' importante, per le mie caratteristiche, avere una ottima condizione. Vogliamo aggredire e pressare gli avversari in avanti, essendo sempre propositivi".
Spazio al campo, ricostruendo
Il cambio immediato in panchina ma a ridosso della maxi sosta lunga tre settimane, permetterà al nuovo tecnico di valutare attentamente tutti i giocatori, capendo quali si possano sposare con le sue caratteristiche. Parlando dei singoli, questo è il pensiero di Palladino su Ferguson, colonna del centrocampo felsineo e capitano in assenza di De Silvestri: "E' un giocatore universale, può giocare nella mediana a due ma anche sotto punta. E' un calciatore intelligente. Credo tanto in lui e credo in tutti i mediani che ho. Sono soddisfatto del reparto di centrocampo".
Da sempre, chi ricopre un ruolo fondamentale nello scacchiere di Palladino è il centravanti. Non è un caso che Moise Kean abbia toccato picchi mai raggiunti prima nella stagione alla Fiorentina. Lo stesso si auspica con la coppia Piccoli - Dovbyk: "Piccoli lo conosco bene, ho parlato molto con lui. Il rapporto umano è alla base di questo lavoro. Credo tanto sia in lui che in Dovbyk. Vogliamo metterli nelle condizioni migliori possibili".
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