Bonucci e la malattia del figlio Matteo: "Aveva una massa di 8 cm vicino al cervelletto"
Leonardo Bonucci ha vissuto uno dei periodi più drammatici della sua vita nell'estate del 2016, quando al figlio Matteo, allora di appena due anni, fu diagnosticata una grave patologia che richiese un intervento chirurgico d'urgenza. L'ex difensore della Juventus e della Nazionale è tornato a raccontare quella vicenda nel podcast Il Fienile, ripercorrendo la paura, l'incertezza e le ore interminabili trascorse in attesa di notizie sulle condizioni del piccolo Matteo.
Una storia che, fortunatamente, ha avuto un lieto fine, ma che ha lasciato un segno profondo nella vita del calciatore e di sua moglie Martina Maccari. Oggi Matteo sta bene e può anche praticare sport, seppur con alcune precauzioni, mentre Bonucci ha scelto di condividere quei ricordi dimostrando la sua forza anche fuori dal rettangolo verde, raccontando per aiutare chi sta soffrendo.
Bonucci e la malattia del piccolo Matteo
Bonucci, reduce dagli Europei in Francia, dove aveva segnato il suo primo rigore in carriera nei quarti di finale contro la Germania, il difensore era al centro dell'attenzione internazionale, tanto da attirare l'interesse dei migliori club del mondo, tra cui il Manchester City di Pep Guardiola, ma la vita può cambiare da un momento all'altro e senza preavviso.
L'ex difensore della Juventus e della Nazionale ha ripercorso quei momenti, raccontando come la preoccupazione per la salute del figlio Matteo abbia improvvisamente preso il posto delle soddisfazioni sportive: "Quella del 2016 fu un'estate particolare. Durante gli Europei avevo segnato il mio primo rigore in carriera nei quarti di finale contro la Germania, un episodio che mi aveva dato grande visibilità internazionale. Terminata la competizione, con il Manchester City interessato a me, partimmo per una vacanza a Formentera. Fu proprio lì che Matteo cominciò a stare poco bene, apparendo a tratti assente".
Bonucci ha infine raccontato anche il lieto fine della vicenda, tra la forza del piccolo Matteo, il recupero e la solidarietà della famiglia: "Fortunatamente l'operazione andò bene, anche se ha dovuto subire altri due interventi per regolarizzare il flusso del liquido spinale. Oggi ha 12 anni e, pur con i suoi limiti riguardo agli sport di contatto, sta bene e gioca a tennis. Per ridare agli altri l'amore e le cure che ha ricevuto, mia moglie Martina ha percorso 575 km lungo il Po per una raccolta fondi destinata all'Ospedale Regina Margherita".
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