Como in Champions, Suwarso: "Fabregas vuole sempre vincere. Il futuro? Serve un erede"
Il Como si prepara a vivere una delle serate più importanti della propria storia, quella dell'esordio in Champions League al Sinigaglia contro il Red Bull Lipsia. Un appuntamento che resterà per sempre nei cuori dei tifosi comaschi, che in pochi anni hanno visto la loro squadra cambiare per sempre il modo di mostrarsi agli altri. A chi c'è sempre stato, ci ha pensato il presidente del club, Mirwan Suwarso. Proprio per la sfida contro i tedeschi, ha deciso di rinunciare al proprio posto d'onore in tribuna per lasciarlo a un tifoso anziano, rendendo quest'esordio ancora più unico e speciale.
Esordio in Champions per il Como: le parole del presidente
Alla vigilia della sfida, il presidente Mirwan Suwarso ha raccontato a Repubblica il momento vissuto dal club, parlando delle ambizioni della società, del rapporto con la città e del futuro del progetto costruito insieme a Cesc Fabregas. Un'intervista nella quale il numero uno del Como ha toccato diversi temi, senza dimenticare le radici di una squadra che in pochi anni è passata dalla Serie C alla massima competizione europea.
Ha iniziato l'intervista parlando del gesto di lasciare il proprio posto negli spalti a un tifoso di vecchia data: "Oggi scriviamo la storia ed è corretto che sugli spalti ci sia chi tifa questi colori da una vita intera e non è riuscito a trovare il biglietto, viste le restrizioni sui posti. Io mi arrangerò e guarderò il match dove capita".
Sulla sfida di stanotte: "Cesc scende in campo sempre con la convinzione di poter vincere contro chiunque. Poi, chiaramente, sarà il terreno di gioco a emettere il verdetto definitivo".
Sulla tradizione oltre al successo: "Noi proprietari siamo soltanto degli ospiti, il Como appartiene ai comaschi. Proprio per mantenere intatta questa identità, abbiamo deciso di lasciare i prezzi della Curva identici a quelli che avevamo quando eravamo in Serie C".
Infine, il presidente si è espresso sul futuro del calcio italiano: "Rispetto a noi gli inglesi hanno sicuramente i capitali, ma in Italia possiamo vantare la passione, la storia, l'arte e il cibo. Sfruttando nel modo giusto questi asset, nel giro di un decennio la Serie A può tranquillamente tornare al livello che c'era negli anni '90".
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