De Rossi, nuovi indizi sul futuro: "Spero di portare il Genoa a un livello più alto"
Dopo il recente pareggio ottenuto dal Genoa nel match casalingo contro la Fiorentina, una frase pronunciata a caldo in sala stampa aveva fatto tremare i tifosi del Grifone. L'affermazione di De Rossi, "Non posso promettere qualcosa che non so", aveva immediatamente scatenato speculazioni e dubbi sul futuro dell'allenatore romano, mettendo in discussione una permanenza sulla panchina rossoblù che, fino a quel momento, appariva come una certezza in vista della prossima stagione.
De Rossi, futuro a tinte rossoblù?
Successivamente, è stato lo stesso tecnico a voler intervenire in prima persona per spazzare via ogni nube all'orizzonte. L'occasione perfetta si è presentata sul prestigioso palcoscenico del 27° Galà delle Stelle, evento andato in scena nella suggestiva cornice dei Magazzini del Cotone al Porto Antico di Genova. Durante la serata, in cui l'ex centrocampista è stato insignito del riconoscimento e ha ricevuto il premio come rossoblucerchiato dell’anno, ha voluto fare totale chiarezza sulla propria posizione.Rivolgendosi ai presenti, l'allenatore ha spiegato come la sua precedente dichiarazione fosse stata semplicemente un eccesso di franchezza e non un segnale di addio imminente: “Non sono momenti di riflessione, quelle le facciamo quotidianamente e settimanalmente. Io ho detto 100 cose e 99 erano che sto bene, sto da Dio, mi vedo qui a lungo termine e che penso e spero di portare il Genoa ad un livello più alto di dove l'ho trovato”.
Le dichiarazioni del tecnico
Approfondendo ulteriormente il tema legato alla totale sintonia con la società e alla meticolosa preparazione del prossimo campionato, l'allenatore ha aggiunto una precisazione fondamentale per rassicurare l'ambiente: "Sbaglio sempre, sono molto onesto, dico sempre 'Poi nel calcio non si sa mai' e quel 'Non si sa mai' sono diventate dieci pagine di dubbi. Che non ci sono in realtà. C'è grande sintonia con la società, con i giocatori e andiamo avanti. Prepariamo le ultime due partite e facciamo le 2 di notte a guardare i giocatori, organizzare il ritiro e fare tutto quello che fanno gli allenatori che sono felici del posto dove stanno”.
È stato anche il momento ideale per tracciare un bilancio emotivo e sportivo di questa prima annata alla guida del Genoa, culminata con una tranquilla salvezza. Un traguardo non banale per un professionista che, per sua stessa ammissione, era abituato a vivere la propria carriera calcistica legata a un'unica città: “Per me è una delle prime volte che cambio C.A.P., ho sempre vissuto nello stesso posto e giocato per gli stessi colori. Essere entrato in sintonia con il tifoso genoano è un piacere e un onore. Io devo entrare in sintonia con chi è allo stadio e sono contento di aver trovato nel Genoa una piazza fantastica. Salvezza in anticipo? Lo speravamo un percorso così positivo. Non pensavo fosse difficilissimo perché ho incontrato il carattere dei miei giocatori che mi hanno fatto entrare nella loro testa. E' stato un percorso lungo e ora sembra facile perché siamo salvi da tanto tempo. Devo ringraziare i ragazzi e la società che mi ha sostenuto anche quando le cose non hanno girato per il verso giusto”.
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