DerbyDerbyDerby Calcio Italiano ESCLUSIVA Trotta: "Questo Napoli è in ripresa. Mi rivedo nel sacrificio di Politano. Lippi? Un Luminare"

ESCLUSIVA Trotta: "Questo Napoli è in ripresa. Mi rivedo nel sacrificio di Politano. Lippi? Un Luminare"

Dennis Re
Trotta si sofferma sul futuro di Spalletti, sul Napoli di Allegri, sul calcio di oggi e sui protagonisti che hanno segnato il suo percorso

Nel calcio ci sono storie che vanno oltre le maglie indossate e le partite giocate. Storie che sono fatte di incontri, insegnamenti, amicizie e momenti che continuano a vivere anche quando si smette di scendere in campo. La carriera di Ivano Trotta appartiene sicuramente a questa categoria. Dalla Juventus, dove è cresciuto calcisticamente respirando l'aria dei grandi campioni, al Napoli, piazza che lo ha accolto e accompagnato in una stagione speciale culminata con la promozione in Serie A. In mezzo, tante maglie, spogliatoi e amicizie che hanno lasciato il segno. Oggi il pallone è ancora una parte fondamentale della sua vita: ha scelto di trasmettere ai più giovani ciò che ha imparato in tanti anni di calcio, dedicandosi alla tecnica individuale. In questa intervista esclusiva, l’ex centrocampista Ivano Trotta ci accompagna verso Juventus-Napoli, analizzando il momento di entrambe le squadre, ci racconta dei ricordi di Rimini e di un campionato italiano sempre più spettacolare.

Ivano Trotta analizza la situazione in casa Juve

Partiamo dalla Juventus, squadra con cui ha esordito in Serie A dopo essere passato dalle giovanili. Questo fine settimana ci sarà la sfida contro il Napoli, come vede il momento della Juventus e cosa si aspetta da questa partita?

"Sicuramente è un momento tutt'altro che semplice. Anche contro il Genoa ha fatto molta fatica e ha perso. Credo che per il Napoli sia proprio il momento giusto per affrontare la Juventus, perché, al contrario, arriva da una bella vittoria contro il Monza e sembra in ripresa. Credo quindi che per i bianconeri sarà una partita un po' da dentro o fuori, soprattutto per Spalletti: è una gara che non possono assolutamente sbagliare."

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Nelle ultime settimane si è parlato molto di un possibile cambio in panchina. Sono usciti nomi come Antonio Conte, ma anche Deschamps e Pioli. Secondo lei è giusto cambiare allenatore oppure bisogna dare continuità al lavoro di Spalletti?

"Bisogna capire se c'è ancora l'intenzione dei giocatori di continuare a seguirlo, perché la Juventus non può permettersi di perdere troppe partite, altri punti e terreno in campionato se vuole accedere alla prossima Champions League. Di conseguenza, certe scelte possono anche essere dettate dagli eventi. Se non si supporta più l'allenatore, credo che a un certo punto diventi inevitabile cambiare, perché non si possono sostituire venti giocatori. Purtroppo questa è la dura regola di chi allena. Sicuramente la sfida di Domenica sera contro il Napoli , come dicevo in precedenza, sarà importantissima e dopo la partita si potranno tirare le somme."

GENOVA, ITALIA - 28 OTTOBRE: Edon Zhegrova (a sinistra), Carlo Pinsoglio, Gleison Bremer e Nick Woltemade della Juventus reagiscono con delusione al termine della partita di Serie A tra Genoa CFC e Juventus FC, disputata allo stadio Luigi Ferraris il 28 ottobre 2026 a Genova, Italia. (Foto di Simone Arveda/Getty Images)

Il punto sul Napoli e l'analisi di Trotta sulla sfida dello Stadium

Passiamo al Napoli, dove lei ha vissuto la stagione 2006-2007, culminata con la promozione in Serie A. Come vede la squadra di Allegri dopo un avvio di stagione un po' in salita e la recente vittoria contro il Monza?

"Un avvio in salita che era anche prevedibile, perché dopo due anni con Antonio Conte è arrivato un nuovo allenatore, con idee diverse. È stato fatto pochissimo mercato, se non nulla, e quel poco che è stato fatto non è andato propriamente nelle direttive di Allegri, anche per questioni di tempo e di necessità. C'era più l'esigenza di vendere che quella di acquistare e si è fatto fatica anche a cedere alcuni giocatori. Il Napoli è rimasto un po' fermo e Allegri, come credo sia normale, ha bisogno di tempo per far quadrare la situazione e trasmettere le proprie idee, che sono sicuramente diverse da quelle di Conte. Oggi vedo il Napoli in ripresa e spero che possa continuare su questa strada, senza tornare al periodo in cui non arrivavano né i risultati né il gioco."

Le due squadre arrivano quindi alla sfida in momenti differenti. Anche dal punto di vista psicologico vede il Napoli un po' più avanti rispetto alla Juventus?

"Sicuramente sì, il Napoli arriva con maggiore fiducia, mentre la Juventus deve ritrovare certezze. Poi le partite si giocano sul campo e può succedere di tutto, ma al momento vedo la squadra di Allegri leggermente favorita, con i bianconeri che al momento sono irriconoscibili se penso a come giocava la squadra un anno fa, appena arrivò Spalletti."

Lei ha avuto modo di conoscere entrambe le piazze. Quali sono le principali differenze tra Torino e Napoli, secondo lei è cambiato qualcosa nel corso degli anni a livello di ambizioni dei rispettivi tifosi?

"Napoli è sicuramente una piazza più calorosa e negli ultimi anni si è abituata anche a vincere, mentre prima era forse più abituata a soffrire. Al Nord, invece, le dinamiche del tifo sono un po' più fredde, ma quando giochi in una società importante come la Juventus sai che devi vincere ogni partita, altrimenti vieni criticato. Fondamentalmente oggi le aspettative sono identiche, cambiano soltanto le modalità con cui vengono vissute, a livello di tifo e di preparazione delle partite. Alla fine, però, quando si scende in campo entrambe hanno la necessità di vincere, perché sono due squadre importantissime, non soltanto in Italia."

Ivano Trotta impugna la maglia del Napoli della stagione 2006-2007 con il suo storico numero 7

La prima parte di questa stagione di Serie A raccontata da Ivano Trotta

Allargando il discorso alla Serie A, in questa prima parte di stagione stiamo assistendo a un campionato ricco di gol e partite spettacolari, soprattutto rispetto ad alcune annate precedenti. Come giudica questo trend? C'è una squadra che la sta sorprendendo particolarmente?

"Sicuramente è un trend positivo e ne sono contento. Quest'anno in Serie A ci sono allenatori con idee interessanti e propositive, anche in squadre meno blasonate. Si cerca di giocare a viso aperto contro chiunque e credo sia giusto così. Il fatto di dare importanza allo spettacolo è una cosa positiva, perché porta benefici al calcio. Se devo indicare una squadra che ha sovvertito maggiormente i pronostici, direi sicuramente la Lazio. Senza fare mercato, senza i tifosi in casa e con giocatori che in passato avevano fatto grande fatica, sta riuscendo a ottenere risultati importanti e a mettere in mostra un ottimo gruppo, costruito in pochissimo tempo."

Rimanendo in tema Serie A, lei che è stato un esterno di centrocampo, rivede alcune delle sue caratteristiche in qualche giocatore che milita nel nostro campionato? C'è qualcuno che le piace particolarmente?

"Oggi i giocatori sono un po' più veloci e puntano maggiormente sull'uno contro uno, soprattutto sugli esterni. Chiaramente non per lo stesso piede, perché lui è mancino, ma nel Napoli il ruolo che ricoprivo io è un po' quello di Politano: stare in posizione sulla fascia, mettersi a disposizione della squadra e aiutare i compagni. Mi rivedo un po' in lui, soprattutto per il modo in cui si mette al servizio della squadra."

Ivano Trotta: dal calcio giocato al lavoro con i giovani

di aver vissuto tanti anni da calciatore, ha intrapreso ormai da tempo la carriera da allenatore. Come sta andando questa esperienza? C'è qualche tecnico con cui ha lavorato da cui ha preso maggiormente ispirazione?

"Attualmente mi occupo soprattutto di tecnica individuale, un settore nel quale mi sono specializzato da circa dieci anni. Sono quindi un allenatore un po' atipico, perché mi concentro su un aspetto specifico e non alleno una squadra. Ho avuto tantissimi allenatori nel corso della mia carriera e ho sempre cercato di cogliere il meglio da ognuno di loro. Non è sempre facile riuscire a trasmettere tutto questo ai ragazzi, ma oggi lavorare con i bambini è la soluzione che mi rende più felice, perché vederli migliorare mi dà grande soddisfazione."

Ivano trotta alle prese con un piccolo allievo in uno dei suoi allenamenti

Ritorniamo nel passato, nel corso della sua carriera ha vissuto diverse rivalità, derby e partite particolarmente sentite. Ce n'è una che le è rimasta maggiormente impressa, magari accompagnata da un ricordo o un aneddoto particolare?

"Guarda ne ho vissuti tantissimi di scontri, però ricordo benissimo i derby Cesena-Rimini, quando giocavo nel Rimini. Purtroppo me è rimasta una di queste sfide sul groppone, come si dice a Roma (ride, ndr). Mi ricordo che giocavamo al Manuzzi davanti a 20.000 persone, eravamo in vantaggio 2-0 fino a diciotto minuti dalla fine, ma alla fine perdemmo 3-2. È sicuramente una delle partite che mi è rimasta più impresse e che ricordo con maggiore rimpianto."

Da Calaiò a Del Piero: le parole di Trotta per i suoi ex compagni ed allenatori

Prima di salutarci, vorrei proporle un brevissimo gioco. Le farò alcuni nomi di ex compagni e allenatori che ha incontrato nel corso della sua carriera: per ognuno mi dovrà dire la prima cosa che le viene in mente, un aggettivo o una parola, e se vuole anche motivare la risposta.

Partiamo da Emanuele Calaiò.

"Un grande giocatore, un grande bomber. È un mio amico, ci vediamo tutte le settimane a Napoli e giochiamo a padel. Deve migliorare un po' rispetto a me (ride, ndr), però è un amico e un grandissimo centravanti, fortissimo."

Roberto De Zerbi.

"Un ragazzo di grande estro e fantasia, che è sempre stato un po' particolare. Quello che ha fatto oggi da allenatore, però, credo che in pochi se lo aspettassero. È stato un grande e bisogna riconoscerglielo. Bravo Roby!"

Marcello Lippi.

"Un luminare, per quello che ha fatto nel corso della sua carriera e soprattutto perché mi ha dato la grandissima possibilità di allenarmi per un anno con campioni del calibro di Zidane, Del Piero e tanti altri. Mi ha permesso di esordire in Serie A e in Champions League, dandomi la possibilità di toccare davvero con mano il calcio ad altissimi livelli, in una società importante come la Juventus. Lo ringrazierò sempre per questo."

Lo ha citato adesso, Alessandro Del Piero.

"Vederlo da vicino era tanta roba. Un ragazzo perbene, serio e un professionista esemplare. Quando ero giovanissimo e mi trovavo alla Juventus, lui era appena esploso e stava vivendo un momento straordinario, nel quale riusciva a fare praticamente di tutto. Era un giocatore incredibile."

Antonio Conte.

"Ho avuto la fortuna di viverlo anche da giocatore in quell'anno alla Juventus, perché lui era il capitano e io ero lì. Poi l'ho incontrato anche in occasione di Napoli-Arezzo, da avversario. Ricordo una persona molto seria, molto inquadrata, proprio come appare oggi nel suo ruolo di allenatore."

Leonardo Bonucci.

"Eravamo molto amici io e Leo ai tempi di Treviso, quando lui era giovanissimo. Io arrivavo già dall'esperienza di Napoli e tra noi era nata una bellissima amicizia. Poi, dopo qualche mese, sono andato via da Treviso. Lo ricordo con grande piacere: ha fatto una carriera che è sotto gli occhi di tutti e che si è meritato."

E per concludere, Fabio Liverani.

"Fabio per me è un fratello, un fratello di Roma. Giocavamo insieme alla Lodigiani e abbiamo vinto il campionato insieme a Viterbo. Ancora oggi a Roma ci vediamo spesso sui campi da padel, che ormai è la passione un po di tutti. Fabio è un grande, una grande persona."

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