ESCLUSIVA - Stovini: "Roma, altro che quarto posto. Lecce? Negli ultimi anni tanta fortuna"
La Roma cala il poker al Via del Mare e lo fa con una prestazione che lascia il segno. Il 4-0 rifilato al Lecce porta la firma soprattutto di Donyell Malen, autore di una doppietta, ma racconta anche di una squadra che sembra aver trovato immediatamente ritmo, idee e convinzione. Il tandem con Paulo Dybala promette spettacolo, mentre le ambizioni giallorosse iniziano inevitabilmente a crescere. Per il Lecce, invece, una battuta d'arresto pesante dalla quale ripartire.
A commentare la sfida è Lorenzo Stovini, ex difensore cresciuto nelle giovanili della Roma e protagonista, tra le altre, con Lecce e Catania. Un punto di vista privilegiato per analizzare la nuova Roma di Gasperini, le prospettive del Lecce e l'impatto della coppia Dybala-Malen, ma anche per tornare su una delle esperienze più significative della sua carriera. Il ricordo di quel Catania capace di creare un gruppo speciale e di conquistare una piazza attraverso identità, carattere e senso di appartenenza. E poi i derby, quelle partite in cui il calcio cambia volto e ogni dettaglio può diventare decisivo.
Lecce-Roma 0-4: l'analisi della partita di Lorenzo Stovini
Stovini, partiamo dallo 0-4 della Roma nell'ultima gara di campionato: i ragazzi di Gasperini hanno surclassato il Lecce: doppietta di Malen gol di Soulé e prima rete in Serie A di Rodrigo Mora. Qual è la sua analisi del match?“Non c’è molto da analizzare. La Roma sta dimostrando, partita dopo partita, di essere fortissima e che quest’anno potrà lottare veramente per le primissime posizioni. Sicuramente ha trovato un Lecce dismesso, che non è mai stato in partita dall’inizio alla fine. La partita si può giudicare già dalla prima mezz’ora, ma chiaramente è tutto a favore della Roma. Il Lecce, diciamo, non ha fatto niente: è sembrato quasi che non fosse sceso in campo”.
Per un difensore come lei guardando la fase difensiva del primo tempo del Lecce, c’è un problema principale che lei ha individuato?
“Nel match c’era poco da individuare: hanno giocato sottotono, hanno giocato tutti male. Quindi non credo sia un singolo problema. Già nella prima partita, nonostante la vittoria, nel primo tempo il Venezia aveva fatto una signora partita e avrebbe meritato: aveva avuto anche due gol annullati. Poi è normale che una squadra come la Roma, quando è in giornata, questi problemi te li amplifica totalmente. Lunedì non c’è stato verso di controbattere, anche probabilmente per qualche scelta discutibile. Ma, col senno di poi, siamo tutti bravi".
Stovini, gli obiettivi della Roma di Gasperini e la coppia Dybala-Malen
La Roma ha segnato otto gol nelle prime due partite, 4-o con la Fiorentina e 0-4 con il Lecce, dando la sensazione di avere sempre il controllo delle partite. Questa Roma è già pronta per competere ad alti livelli e, secondo lei, deve puntare al quarto posto o può ambire a qualcosa di più?"Si dice sempre che sono le prime partite, però, da quello che sta facendo vedere, è normale che debba provare ad arrivare più in alto possibile. È una squadra attrezzata per questo e stanno facendo benissimo: per adesso hanno tutte le caselle al posto giusto. Quindi, non credo che una squadra come la Roma possa puntare solamente al quarto posto. Capisco che la qualificazione in Champions League sia importante, ma una Roma così, nonostante siano state giocate solo due giornate, deve puntare al massimo.
Il momento positivo che sta vivendo la Roma è dato forse anche da due grandi giocatori, Dybala e Malen, che insieme sembrano intendersi alla grande. Se lei oggi fosse un difensore chiamato ad affrontarli, quale dei due la preoccuperebbe di più e per quale motivo?
“Malen e Dybala sono due grandi campioni. La preoccupazione ci può essere quando giochi contro grandi giocatori che sono in giornata e tu non sei in giornata: è normale che facciano il bello e il cattivo tempo. Poi sicuramente troveranno squadre più attrezzate che daranno più battaglia alla Roma. Il Lecce ha schierato anche una difesa a tre contro una squadra come la Roma, con una potenza offensiva del genere: è stato un rischio un po’ azzardato. Infatti, dopo trenta minuti la partita era già finita”.
Stovini, il Lecce e la lotta salvezza
Parlando proprio del Lecce, quanto può essere difficile, per una squadra come quella salentina, preparare una partita e una fase difensiva contro una squadra del genere come la Roma?“Io penso che le partite, per una squadra che si deve salvare, debbano essere preparate a prescindere dal fatto che giochi con la Roma o con una tua diretta concorrente. Quando ti devi salvare, ogni partita e ogni punto alla fine valgono, quindi è normale che siano tutte difficili da preparare. Poi, se dai anche una mano a queste squadre, che non ne hanno bisogno, è normale che dopo non vedi l’ora che finisca. Quando stai 3-0 dopo trenta minuti, ritrovare la testa e le gambe per poter provare a fare qualcosa contro una Roma così è praticamente impossibile. Quindi la preparazione, quando ci si deve salvare, dovrebbe essere la stessa contro tutte le squadre. Poi sai che vai ad affrontare una squadra più forte o meno forte, ma la testa e la preparazione devono essere le stesse”.
Stovini, lei ha vissuto tanti anni importanti a Lecce. Cosa significa giocare lì per la salvezza e quale può essere l’ingrediente indispensabile per Di Francesco per permettere a questo Lecce di centrare la quinta salvezza consecutiva in Serie A?
“Se si trovano tre squadre peggiori, è già un primo passo, perché se non trovi quelle devi cominciare a preoccuparti. Poi è normale che lottare per la salvezza significa vivere è un anno in apnea. Devi dare il massimo in ogni partita, lottando punto su punto e basta. Non c’è una ricetta: quando giochi per la salvezza devi sempre avere la stessa mentalità operaia che ci deve essere in queste squadre. Poi può andare bene o può andare male. Se hai la fortuna di trovare tre squadre che sono peggio di te, allora magari tutto diventa anche un po’ più facile. Anche quest’anno, tanto, ci saranno le solite cinque o sei squadre che lotteranno gli ultimi tre posti”.
Ecco, in virtù di ciò, nella lotta salvezza ci sono Venezia, Monza, Frosinone, che sono le neopromosse, e altre squadre, insieme al Lecce. Secondo lei, alla fine il Lecce riuscirà a salvarsi oppure non scamperà alla retrocessione?
“Negli ultimi anni il Lecce si è salvato per una bella dose di fortuna, ma veramente tanta. Poi non lo so, non è che ci sia una classifica da fare dopo due giornate. Ci saranno quelle quattro, cinque, sei squadre che magari si giocheranno la salvezza. Ce ne sarà una dentro a sorpresa che nessuno magari si aspetta, come sempre, e se la giocheranno fino alla fine".
Stovini, il ricordo del suo Catania e dei derby più emozionanti
Dopo aver parlato di Roma e Lecce, torniamo indietro a quel Catania dove lei ha trascorso una parte importante della sua carriera. Quella squadra è stata una delle realtà più belle del calcio italiano di quegli anni. Che cosa aveva di speciale quel gruppo?“Era un gran gruppo, una bella squadra allestita in maniera ottima, anche di una certa qualità. Siamo riusciti nei tre anni in cui sono stato lì, a ottenere tre salvezze, di cui una con una difficoltà estrema, quando successero i fatti di Palermo-Catania. Era una squadra allestita bene, c’era un gran gruppo, c’era una città che ti stava dietro. Quando le cose vengono fatte per bene, diciamo che tutti remano dalla stessa parte. Poi, alla fine, magari i risultati si vedono. Era anche una squadra di grande, grande qualità: c’erano giocatori che facevano la differenza per raggiungere l’obiettivo che serviva”.
A proposito dei giocatori, se dovesse prendere un giocatore di quel Catania e inserirlo nella Serie A di oggi, chi sceglierebbe?
“Ma ce ne sarebbero tanti da scegliere. È inutile che faccia un nome, perché nella squadra in cui ho giocato io ce n’erano tanti che potrebbero stare nella Serie A di oggi, e anche in squadre che lottano per i posti europei, non solo per la salvezza”.
Dopo aver giocato in piazze come Lecce e Catania, e non solo, qual è il derby che le ha trasmesso più emozioni e qual è quello che, da difensore, sentiva maggiormente?
“Io sentivo un po’ tutte le partite. Poi sappiamo quello che vale il derby per i tifosi. È normale che uno cerchi sempre di regalare alla propria squadra una gioia importante per i tifosi: che sia Lecce-Bari, Catania-Palermo, Reggina-Cosenza, per dirne alcuni, oppure Vicenza-Verona e Vicenza-Venezia. Insomma, ne ho fatti tanti. Però ogni derby è una storia a sé, perché è sempre una situazione in cui, se riesci a vincere un certo tipo di partita, dai una soddisfazione in più ai tifosi. Poi l’obiettivo principale è un altro discorso, però quando si vince un derby siamo tutti più contenti, tifosi in primis”.
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