DerbyDerbyDerby Calcio Italiano Fabregas tuona sul calcio moderno: "Deve tornare ad essere gioia. Basta social"

Fabregas tuona sul calcio moderno: "Deve tornare ad essere gioia. Basta social"

Alex Bianchi
Dall'infanzia catalana alla Champions con il Como: Fabregas parla di giovani, della sua visione del calcio e del pericolo dell'era digitale

Da campione del mondo a tecnico rivoluzionario con il Como, il percorso di Cesc Fabregas in panchina è una storia di visione ed evoluzione. In una lunga intervista a Walter Veltroni per il Corriere della Sera, lo spagnolo svela la sua idea di calcio ma anche della vita: un manifesto contro la frenesia del presente e di come i giovani dovrebbero realmente vedere il calcio.

La 'guerra' ai social

Il punto più acceso dell'intervista è la riflessione sull'era digitale: "Mi piacerebbe che i miei figli provassero quella gioia, quella sensazione di libertà creativa. Ma ora il tempo è occupato dai dispositivi, dai social e da tutta quella roba che divora il tempo dei bambini". Una posizione che applica anche alla sua famiglia, sua figlia tredicenne è l'unica della sua classe senza il telefono: "Voglio che faccia di questo un uso consapevole, non che si faccia mangiare il tempo della sua vita da un telefono. Fino a sedici o diciassette anni non lo avrà, cerco di proteggere la sua adolescenza". La stessa filosofia che regna nello spogliatoio: in ritiro, a pranzo, i cellulari sono vietati.

TORINO, ITALIA - 25 OTTOBRE 2024: Cesc Fabregas, allenatore del Como, durante la partita di Serie A tra Torino e Como allo Stadio Olimpico di Torino. (Foto di Valerio Pennicino/Getty Images)

Il calcio che vorrebbe

Durante l'intervista, Fabregas si scaglia contro la cultura degli esoneri facili, citando Mikel Arteta all'Arsenal come modello di progetto virtuoso: "Un allenatore deve avere autorità sui giocatori e supporto dalla società. Va valutato nel corso di uno o due campionato, non puoi cacciare perché il pubblico fischia. Come l'Arsenal ha dato fiducia ad Arteta dopo due ottavi posti nelle sue prime tre stagioni, dimostrando di avere un progetto e di voler tenere duro". La critica di Fabregas finisce a toccare anche un calcio diventato robotico: "Oggi nel calcio non c'è più spazio per il talento e per la creatività. Un giocatore che azzarda una giocata complicata e la sbaglia, viene massacrato. Tutti devono controllare e programmare tutto. Nelle giovanili del Como si insegna soprattutto la tecnica, in modo da fare divertire i ragazzi. Il calcio deve essere gioia per i bambini, non tattica".

Il successo del Como

Il Como ha centrato la qualificazione in Champions League per la prima volta nella sua storia, Fabregas ne parla orgoglioso: "La qualificazione è frutto di una società ben organizzata, dal nostro modello di gioco e dalla continuità che abbiamo dato. In questo momento dobbiamo solo pensare a godercela, migliorando la squadra ma con la consapevolezza di non poter sottovalutare il campionato. Bisogna essere pronti per il più importante torneo per club del pianeta".