DerbyDerbyDerby Calcio Italiano Fagioli si apre sul caso delle scommesse: "Non mi odio, ho fatto male solo a me stesso"

Fagioli si apre sul caso delle scommesse: "Non mi odio, ho fatto male solo a me stesso"

Alex Bianchi
Nicolò Fagioli ripercorre il periodo più difficile della sua vita, ringraziando per il sostegno ricevuto dal vecchio club e raccontando il percorso per uscirne

Dietro il talento di Nicolò Fagioli si nasconde una vicenda personale segnata dalla dipendenza dal gioco d'azzardo, dai debiti e dalla sofferenza psicologica. In un'intervista concessa a SportWeek, il settimanale della Gazzetta dello Sport, il centrocampista è tornato a parlare del suo periodo complicato, del sostegno ricevuto e della necessità di ricostruire la propria vita.

Fagioli: "Non ho fatto male a nessuno, se non a me stesso"

La vicenda di Nicolò Fagioli è diventata per un periodo uno dei casi più discussi del calcio italiano. Il centrocampista, all'epoca dei fatti alla Juventus e oggi alla Fiorentina, ha ammesso di aver scommesso anche attraverso piattaforme illegali, finendo in una spirale di debiti e ossessione verso il gioco d'azzardo. Nel 2023, dopo una lunga serie di indagini, la giustizia sportiva gli ha inflitto sette mesi di squalifica per violazione del divieto di scommettere sul calcio. Nel racconto di Fagioli emerge soprattutto la dimensione personale della dipendenza: una condizione che ha compromesso la serenità quotidiana e lo ha costretto ad affrontare conseguenze pesanti. Il giocatore ha però riconosciuto i propri errori, senza nascondersi dietro giustificazioni, ma chiedendo che la sua storia venga letta anche attraverso il percorso di recupero.
Il concetto centrale delle sue dichiarazioni è la distinzione tra l'assunzione di responsabilità e l'autodistruzione: "Sono un ragazzo cresciuto ora, in campo ma soprattutto fuori. Ora è il momento di essere uomo", ha detto il centrocampista. L'autoanalisi parte poi con una spiegazione chiara su quello che è stato il suo problema, l'ammissione di non avere paura delle ritorsioni né tantomeno di arrivare ad odiare sé stesso, fino a ciò che gli è servito capire nel percorso psicologico: "Ero incosciente e non avevo paura di niente, nemmeno di essere squalificato, nella mia ignoranza non pensavo a niente. In quegli anni mi andava bene tutto di me stesso, neanche ero cosciente di sbagliare, però non è che odiassi me stesso. Anche adesso che ho compreso i miei errori, non mi odio per ciò che ho fatto. Con il percorso fatto, ho scoperto però di essere tanto sensibile, e anche tanto buono. Soprattutto nel mondo del calcio, dove c'è gente che è sempre pronta ad approfittarsi di te, non porta sempre sulla strada giusta", ha spiegato Fagioli.

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NAPOLI, ITALIA - 31 GENNAIO: Nicolo Fagioli dell'ACF Fiorentina durante la partita di Serie A tra SSC Napoli e ACF Fiorentina allo Stadio Diego Armando Maradona il 31 gennaio 2026 a Napoli, Italia. (Foto di Francesco Pecoraro/Getty Images)

Fagioli e il sostegno della Juve: "Il club e Allegri mi sono stati sempre vicini"

Nel percorso di recupero, hanno avuto un ruolo importante anche le persone incontrate nel mondo del calcio. Fagioli ha infatti espresso riconoscenza verso la Juventus e Massimiliano Allegri, raccontando un sostegno ricevuto che ha rappresentato un punto di riferimento nel suo percorso: "Sono grato alla Juve e ad Allegri, che erano a conoscenza della situazione e mi sono stati vicini. Prima di ogni partita il mister mi chiedeva se me la sentissi, e io ogni volta rispondevo che volevo giocare. Sono stati momenti complicati, in cui sono riuscito però a trovare qualcosa di positivo, come le diverse persone che mi hanno aiutato", ha concluso il centrocampista.
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