Giulini difende Maldini: "Le tracce di stupefacenti sono solo sui giornali"
Il caso Daniel Maldini continua a far discutere e a prendere posizione è Tommaso Giulini. Il presidente del club è intervenuto sulle indiscrezioni circolate nelle ultime ore riguardo al presunto utilizzo di sostanze stupefacenti da parte del calciatore, respingendo con decisione le ricostruzioni e sottolineando come gli esami effettuati subito dopo l'episodio abbiano dato esito negativo.
Le parole di Giulini sul caso Maldini
"Indiscrezioni sul presunto uso di stupefacenti? È una cosa che ci lascia assolutamente basiti e sorpresi, francamente non capiamo come possano uscire notizie di questo tipo", ha dichiarato Giulini. Il presidente ha poi puntato il dito contro la diffusione di alcune notizie, facendo riferimento direttamente agli accertamenti medici effettuati sul giocatore.
"Mi sembra che le tracce di stupefacenti siano più che altro sui giornali e questo è molto grave: gli esami li abbiamo fatti subito e sono risultati negativi", ha spiegato Giulini, ribadendo la posizione del club e la fiducia nei confronti del calciatore.
Il presidente ha quindi raccontato anche la versione fornita dallo stesso Maldini: "Crediamo alla buona fede del ragazzo, che giura di non aver fatto uso di sostanze, ma bevuto solo un paio di cocktail, e penso sia evidente dal valore del tasso alcolemico". Una ricostruzione che, secondo Giulini, sarebbe compatibile con quanto emerso dagli accertamenti effettuati in ospedale.
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Il caso "ketamina" e l'attacco del presidente
A far discutere particolarmente è stata poi la presunta presenza di ketamina nelle ricostruzioni pubblicate sui giornali. Giulini ha però precisato di aver visionato personalmente il verbale del Pronto Soccorso: "Sui giornali è uscita addirittura la ketamina… Io ho visto il verbale del Pronto Soccorso e parla solo di uno screening con questi famosi pre-test, dove sembrerebbero esserci tracce di THC".
Infine, Giulini ha voluto rimarcare la differenza tra un eventuale riscontro di THC e l'accusa di aver assunto ketamina, invitando a non confondere elementi differenti: "Qualora mai si fosse fumato una canna, e non credo, penso ci sia una distinzione enorme tra fumarsi una canna, cosa che ripeto non credo abbia fatto, e dire che Daniel Maldini, tra l'altro figlio di Paolo, altrimenti la questione non avrebbe avuto tanto clamore, abbia usato ketamina: penso ci sia una bella differenza".
Le parole di Giulini arrivano dunque per chiarire la posizione del club e difendere Maldini dalle indiscrezioni più pesanti, sottolineando la differenza tra quanto riportato dai media e ciò che, secondo il presidente, sarebbe effettivamente emerso dagli accertamenti sanitari.
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