Italia, l'agente di Calò sulla mancata chiamata di Mancini: "Spero non sia morta la meritocrazia"
L'inizio strabiliante della sua stagione non è bastato a convincere Roberto Mancini su di lui. Giacomo Calò deve posticipare la chiamata della Nazionale italiana, ma in merito a ciò sono tanti i dubbi sollevati dalla critica. In particolar modo, è il suo agente a prendere di mira la scelta del Commissario Tecnico, non vedendo riconosciuti i meriti al proprio assistito.
Calò, l'agente non ci sta: "Niente Nazionale? Spero esista ancora la meritocrazia"
Trascorso questo weekend di Serie A, ci sarà un nuovo slot dedicato alle nazionali e i campionati si fermeranno per un paio di settimane. In previsione della sosta, i CT stanno diramando le rispettive liste di convocati che - come sempre - fanno sorgere diversi dubbi e polemiche su chi poteva esserci e, invece, manca all'appello. Stavolta è il turno di Giacomo Calò, tra i protagonisti indiscutibili della cavalcata del suo Frosinone. La squadra di Alvini è incredibilmente al sesto posto e i cinque sigilli de centrocampista hanno aiutato eccome.
Al netto del rendimento del 29enne, di lui non c'è traccia tra i convocati del CT. Intervistato da TuttoMercatoWeb, Vincenzo Pisacane, agente del ragazzo, ha toccato diversi temi, tra cui anche quello della scelta dell'ex allenatore dell'Inter. "È chiaro (che ci avesse sperato ndr). In termini di numeri nessuno in Italia ha fatto meglio di lui a centrocampo. Strano che non ci sia, dato che so che Mancini tenga conto di queste cose. Avesse avuto 34-35 anni, avrei anche capito, ma di anni ne ha 29... Ambiva alla Nazionale e credo fosse giusto dare peso a quanto sta facendo. Spero che non sia morta la meritocrazia con questa scelta e che Giacomo possa essere chiamato in un'altra occasione. Se così non fosse, non vedrei un senso nelle convocazioni [...]".
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