DerbyDerbyDerby Calcio Italiano Italia, Mancini gonfia il petto: "La mia Nazionale meglio dell'Argentina di Maradona e del Brasile di Pelé"

Italia, Mancini gonfia il petto: "La mia Nazionale meglio dell'Argentina di Maradona e del Brasile di Pelé"

Francesco Lovino
Roberto Mancini ha rivelato al Festival della Serie A di non essersi sentito a suo agio in Qatar, precisando la grandezza raggiunta dall'Italia all'Europeo.

Roberto Mancini è stato l'ultimo baluardo di una nazionale di successo. Sotto la sua guida tecnica è arrivato lo storico trionfo ai Campionati Europei del 2021, centrando un trofeo che mancava dal 1968. In pochissimi mesi, però, l'Italia è sprofondata nuovamente in un incubo, mancando altre due volte la qualificazione al Mondiale. Adesso c'è chi sogna il ritorno dell'ex allenatore dell'Inter.

Mancini fiero: "Con me la migliore Italia"

Un'Italia che non si è mai rivista. I 37 risultati utili consecutivi e una striscia di imbattibilità culminata col trionfo agli Europei sono traguardi difficilmente ripetibili. Soprattutto, ora come ora, paiono lontanissimi e sbiaditi, eppure si tratta della Nazionale di pochi anni fa. A Parma, in occasione del Festival di Serie A, Roberto Mancini è tornato a parlare della sua avventura da allenatore dell'Italia, gonfiando il petto e alimentando nostalgia in qualcuno. Di seguito le sue parole: "Ogni vittoria è importante, ma la vittoria dell'Europeo è qualcosa di straordinario. La metto sopra a tutte le altre. Quattro anni senza mai perdere, un record mondiale: 30 vittorie e 7 pareggi. Anche meglio del Brasile di Pelé e dell'Argentina di Maradona".

GEDDA, ​​ARABIA SAUDITA - 16 APRILE: Roberto Mancini, allenatore dell'Al Sadd SC, impartisce istruzioni alla squadra durante la partita dei quarti di finale dell'AFC Champions Elite tra Al Sadd e Vissel Kobe allo stadio Prince Abdullah Al Faisal il 16 aprile 2026 a Gedda, Arabia Saudita. (Foto di Abdullah Ahmed/Getty Images)

Proprio la rassegna continentale ha reso storica e indimenticabile quella cavalcata: "Credo che vincere non sia mai semplice, anche se hai la possibilità di allenare squadre di un certo livello, e che tutte le vittorie siano importanti. Ma certamente la vittoria di un europeo è qualcosa di straordinario, metto quella vittoria sopra a tutte le altre. Quella era una squadra che faceva cose straordinarie, giocava benissimo, giocava a calcio, non partiva mai per difendere ma sempre per attaccare. Sono stati bravissimi i giocatori, che hanno creduto subito di voler fare qualcosa di diverso, di non voler essere una squadra che aspettava. Era una squadra che voleva giocare e l'ha fatto, sono stati bravi i ragazzi a crederci dal primo giorno".

Al termine del successo sull'Inghilterra scattò un lungo abbraccio con Gianluca Vialli suo amico e ormai scomparso. Era molto scaramantico e il trionfo azzurro porta ancora il suo nome, grazie anche ai discorsi che teneva alla squadra: "Erano emozionanti, quando Luca parlava a loro i ragazzi erano concentratissimi. Il discorso che fece prima di partire per Wembley per la finale fu veramente incredibile. Luca è stato molto importante per tutti i giocatori e l'ambiente". Dall'esperienza in Qatar, infine, Roberto Mancini è rimasto deluso come conferma il lapidario: "(alla domanda se avesse trovato quello che si attendeva ndr) No, non l'ho trovato".