DerbyDerbyDerby Calcio Italiano Juventus, Carnevali: "La mia idea è quella di portare giocatori italiani, anche se non è facile"

Juventus, Carnevali: "La mia idea è quella di portare giocatori italiani, anche se non è facile"

Luigi Mereu
L'amministratore delegato bianconero detta la linea per il futuro

Giovanni Carnevali è da anni una pedina fondamentale per la crescita del calcio italiano. Dopo un lungo percorso nel management sportivo, nel 2013 è arrivato al Sassuolo, diventando uno dei principali protagonisti della crescita del club emiliano, prima come amministratore delegato e poi anche come direttore generale. In 13 anni ha accompagnato i neroverdi dalla dimensione di una realtà piccola ed emergente fino alla presenza stabile in Serie A, arrivando anche alla qualificazione in Europa League nella stagione 2015-2016.

Nell'estate 2026 è arrivato il passaggio alla Juventus, reduce da mercati fallimentari e dispendiosi e una stagione da zero titoli, oltre ad un sesto posto deludente. Una nuova sfida quindi, all'interno di una società con ambizioni e pressioni completamente differenti rispetto al Sassuolo.

Juventus: le parole di Carnevali

Ospite del Festival dello Sport, Carnevali ha parlato del percorso iniziato alla Juventus e delle idee alla base del nuovo progetto. Al centro delle sue dichiarazioni ci sono la volontà di puntare maggiormente sui giocatori italiani, il lavoro con i giovani e la necessità di costruire una squadra attraverso un percorso condiviso, senza affidare le decisioni a una sola persona.

TORINO, ITALIA - 15 GIUGNO: Giovanni Carnevali posa durante la presentazione come nuovo CEO della Juventus presso la sede della Juventus il 15 giugno 2026 a Torino, Italia. (Foto di Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

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Ha iniziato l'intervista parlando proprio della volontà di dare spazio agli italiani: "La mia idea è quella di portare giocatori italiani. Non è facile, il mercato internazionale è ampio. La Juve ha bisogno di giocatori forti e la voglia è quella di inserirli, anche giovani. Abbiamo anche la Next Gen con dei ragazzi interessanti magari per portarli con noi o fargli fare un percorso con altri club. Bisogna fare attenzione a non andare a prendere stranieri di basso livello".

Sulla scelta dei giocatori giusti e sul rapporto all'interno della società: "Abbiamo un'area sportiva formata da me, Massara e Ottolini. La scelta dei giocatori parte da una selezione di giocatori visti dal vivo e, se c'è la possibilità, da conoscere. A volte fa la differenza avere degli uomini che ti aiutano nei momenti di difficoltà o che aiutano i giovani a crescere. Ho molta fiducia dei miei collaboratori e con Spalletti vado d'accordo. Non mi è mai piaciuto che un singolo prenda le scelte da solo, la scelta può anche andare male. Quello che posso garantire è che c'è un ottimo rapporto".

Su Alajbegovic: "È giovane e di prospettiva, e noi dobbiamo puntare su questo. Abbiamo bisogno di giocatori che un domani saranno rivendibili a 70/80 milioni. Non siamo competitivi con il mercato della Champions. Per farlo arrivare da noi, poi, avevamo necessità di far uscire altri, e non è stato semplice".

Infine, due parole su Spalletti: "Non ha bisogno di essere difeso da me. Credo che nei momenti difficili come la sconfitta con il Sassuolo si è scatenato tutto contro Spalletti, ma io so che allenatore straordinario è, capace e che insegna. Se veniste a vedere i suoi allenamenti rimarreste a bocca aperta. Ci vorrebbero più allenatori come lui nel nostro campionato".

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