Leao vuota il sacco: "Voglio una nuova sfida. Milan? Il sistema tattico non mi aiutava"
Uno dei tormentoni di questo calciomercato estivo sarà la situazione che riguarda Rafael Leao. L'attaccante portoghese ha chiaramente espresso di voler lasciare il Milan, squadra che l'ha consacrato ad alti livelli, dopo 7 stagioni. Leao è stato il protagonista della vittoria dello scudetto 21-22, ma dopo questo grandissimo traguardo la sua avventura rossonera è stata un continuo decrescendo. Involuzione che è arrivata fino alla stagione di quest'anno, che ha visto il Milan arrivare clamorosamente fuori dalla zona Champions League, con Leao che è stato continuamente riempito di fischi dai tifosi rossoneri.
L'attaccante portoghese ha parlato della sua esigenza di lasciare Milano in un'intervista rilasciata a Sport TV: "Ho bisogno di una nuova sfida. Ho già vinto due trofei in Italia e ci sono stato per un po'. È un campionato che si sta evolvendo, ma per il mio calcio una Premier League o una Liga spagnola valorizzerebbe di più il mio talento e me come giocatore". L'esterno ha poi rincarato la dose sulle difficoltà dell'annata: "È stata una stagione difficile. Non siamo arrivati in Champions League. Ho giocato infortunato per 4-5 mesi con una pubalgia, in una posizione che non è la mia. Il sistema tattico non mi aiutava. Sentivo di poter fare la differenza, ma il modo in cui la squadra giocava non mi ha messo nelle condizioni di riuscirci. Alla fine diventa logorante".
Il clamoroso retroscena di mercato e l'impatto di Maldini
All'interno della sua lunga confessione, il numero dieci rossonero ha sganciato una vera e propria bomba di mercato sul suo passato, rivelando come il suo destino sarebbe potuto essere clamorosamente a tinte nerazzurre prima del suo sbarco sull'altra sponda del Naviglio. "C'era stato prima un interessamento dell'Inter. Luís Campos mi disse che stavano pensando di vendermi. Io dissi che volevo restare un altro anno", ha svelato l'attaccante lusitano, spiegando poi come la svolta decisiva arrivò grazie a una telefonata leggendaria: "Poi qualche giorno dopo mi disse che il Milan si sarebbe fatto avanti con una proposta da 25 milioni. E mi disse che qualcuno voleva parlarmi. Qualche ora dopo mi passano un telefono e... Maldini, Maldini che parlava con me. Non potevo dire di no. Ho ricevuto una buona energia da parte sua".
AC Milan v ACF Fiorentina - Serie A
I rapporti con Ibrahimovic e Pioli
Leao ha voluto anche tracciare un bilancio umano e tecnico delle figure chiave che lo hanno accompagnato a Milanello, a partire da Zlatan Ibrahimovic: "È una brava persona, ma se sei debole psicologicamente, ti fai influenzare. L'approccio a volte sembra negativo. Se sei una persona che si sente subito attaccata dal suo modo di rivolgersi a te, ti sentirai male. Non è il tipo da darti una pacca sulle spalle, nemmeno negli allenamenti. Personalmente per me è sempre stato molto importante. Mi ha aiutato dentro e fuori dal campo. È un idolo".
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L'evoluzione in campo
In chiusura, un'analisi prettamente tattica sul suo futuro posizionamento in campo, spiegando i vantaggi dell'abbandonare la corsia laterale per agire centralmente: "Come ala, dopo il dribbling, ho più tempo per pensare se tirare, dribblare di nuovo o crossare. Ma giocando come seconda punta sono più vicino alla porta e devo essere più concreto: o fai assist o tiri. È un dettaglio su cui devo lavorare. Alla fine il calcio oggi si basa sui numeri, ed è l'ultimo step che mi manca. Sulla fascia sono prevedibile? Le squadre si sono adattate. Quando la palla arriva all'ala, arrivano già due o tre difensori. Cambiando dalla fascia a seconda punta, o nelle zone centrali, mi avvicino due o tre volte alla porta durante la partita e poi torno aperto. Questo rende il mio gioco più imprevedibile".© RIPRODUZIONE RISERVATA