Milan-Atalanta è anche Amorim vs Sarri: due filosofie, una sola ossessione
La settima giornata di Serie A metterà di fronte Milan e Atalanta. I bergamaschi - reduci dal successo per 3-1 ai danni del Venezia - arrivano a San Siro con l'obiettivo di battere i rossoneri e provare l'aggancio in classifica. Questo derby tutto lombardo sarà anche il palcoscenico di una sfida nella sfida. Da una parte Ruben Amorim, il 41enne portoghese arrivato in Italia con la voglia di imporre le proprie idee; dall'altra Maurizio Sarri, uno dei tecnici più longevi in Serie A, che ha scelto Bergamo come la città da cui ripartire e magari ritrovare i fasti di Napoli.
Ruben Amorim, il giovane rivoluzionario
La nuova stagione di Serie A è iniziata in maniera opposta rispetto alla scorsa. Meno pareggi, squadre più votate all'attacco che alla difesa della porta, un unico 0-0 arrivato dopo addirittura sei giornate, in Como-Roma. Questa tendenza, oltre che alla volontà del calcio italiano di avvicinarsi di più a quello europeo, che viaggia su un altro ritmo, è dovuto anche alla scelta di alcune società di portare idee nuove sulle panchine.
Una di queste società è proprio il Milan, che ha scelto di ingaggiare Ruben Amorim e puntarvi come uomo della rinascita. Nonostante abbia solo 41 anni, il tecnico può vantare già otto anni di esperienza come allenatore, il che lo rende sì fresco, ma navigato quanto basta per sedersi su una panchina come quella dei rossoneri. Inoltre il suo curriculum ha già un certo peso: un titolo di campione di Portogallo, due Coppe di Lega ed una Supercoppa con lo Sporting Lisbona, più un'esperienza sulla panchina del Manchester United.
Il Milan del portoghese
La filosofia del tecnico è abbastanza chiara: vuole una squadra aggressiva, che impone il proprio controllo sulle gare e capace di attaccare l'avversario già dalla sua difesa. Inoltre il portoghese, data anche la sua età, non ha problemi nell'affidare ai giovani le responsabilità e di lanciarli nella mischia fin da subito - vedi Cissé, che lo sta ripagando con prestazioni come quella di Europa League contro il Salisburgo. Il suo modulo prediletto è il 3-4-2-1, con due uomini sottopunta impegnati sia nella fase offensiva sia nel portare il primo pressing.La vittoria esterna in coppa ha però rialzato il morale del club rossonero dopo il pareggio in Emilia nell'ultima giornata di Serie A. Bisognerà riconfermarsi contro l'Atalanta per continuare il percorso di crescita, soprattutto vista la frenesia dei dirigenti italiani e la poca pazienza dei tifosi. Amorim lo sa, e punta ai tre punti nella sfida casalinga contro la Dea.
Sarri, il bancario in tuta
Sull'altra panchina siederà Maurizio Sarri. Il tecnico, nato a Napoli ma di origini toscane, ha scelto Bergamo per ripartire dopo i quattro anni a Roma, sponda Lazio. L'allenatore atalantino ha una storia totalmente diversa rispetto a quella dell'avversario portoghese. Se da un lato c'è Amorim che sembra un "predestinato", arrivato ad allenare il Manchester United prima ed il Milan poi dopo pochissime stagioni, dall'altro troviamo Sarri, che per sedersi su delle panchine importanti ha dovuto affrontare la più classica delle "gavette".Il tecnico è partito dalla seconda categoria. Il viaggio che gli ha permesso di arrivare a Napoli è stato lunghissimo: Faellese, Antella, Sangiovannese, Pescara, Verona, sono solo alcune delle squadre che Sarri ha allenato durante questo percorso che, per un momento, gli sarà sembrato infinito. Poi nel 2015, dopo un ottimo triennio ad Empoli, la chiamata di De Laurentiis.
Tra Sarri e i napoletani è stato subito amore. Il "comandante" - così soprannominato dai tifosi del club partenopeo - ha reso il Napoli una delle squadre più belle da vedere in tutto il panorama europeo. Oltre ad essere esteticamente godibile però, il Napoli di Sarri risulta anche una squadra temibilissima: due secondi posti ed un terzo posto alla guida del club, ed uno scudetto - quello della sua terza ed ultima stagione in azzurro - non vinto tra mille polemiche arrivando secondo con novantuno punti conquistati.
Tra trofei e rinascite
Dopo il Napoli Sarri è riuscito a togliersi anche la soddisfazione di mettere in bacheca dei trofei. Prima col Chelsea, con il quale riesce a vincere il suo primo titolo internazionale, l'Europa League. Dopo proprio con la Juventus. Con quelli che erano stati gli avverarsi numero uno a Napoli, Sarri si laurea Campione d'Italia, vincendo l'ultimo scudetto dei bianconeri della storia recente. Dopo un anno sabbatico il tecnico va a Roma, sponda Lazio. Con i biancocelesti quattro anni - divisi in due parti: 2021/2024 e 2025/2026 - in cui non riesce a ripetersi. Porta comunque i capitolini alla conquista di un secondo posto e di una finale di Coppa Italia - persa contro l'Inter.Adesso il tecnico ha scelto di ripartire da Bergamo. La scelta è stata fatta anche grazie alla società. Dopo gli ultimi anni con Lotito, a dir poco "complicati", i Percassi sono sembrati a Sarri la scelta migliore. La famiglia proprietaria dell'Atalanta ha infatti dimostrato, durante l'era Gasperini, di avere le idee chiare circa il futuro del club e di poter e voler investire alla ricerca di risultati sempre migliori. Nonostate un avvio non felicissimo, riuscirà Sarri ad aprire un altro ciclo a Bergamo?
Milan-Atalanta: nuova e vecchia scuola a confronto
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