Napoli, De Laurentiis: "Il calcio europeo sta collassando. Voglio costruire stadio e centro sportivo"
Tra gli impegni americani e il titolo di cittadino onorario di Los Angeles, Aurelio De Laurentiis non perde mai di vista il suo obiettivo principale: riportare lo scudetto all'ombra del Vesuvio. Il suo rientro in Italia è imminente e promette scintille, con un'agenda fitta che prevede l'atteso annuncio di Max Allegri, un nome ancora custodito dietro un velo di silenzio ufficiale, e le nuove strategie di calciomercato. Eppure, approfittando della finestra offerta dai Mondiali, il presidente del Napoli ha offerto un'analisi a tutto tondo, spaziando dalle dinamiche attuali del calcio italiano al futuro del suo club.
Le parole di De Laurentiis
Il Mondiale visto dagli USA "Certo, sto guardando le partite con mia moglie, i miei collaboratori e qualche amico. Ho visto Svizzera-Bosnia dal vivo al SoFi per onorare la nazione di mia moglie Jacqueline. Stadio straordinario, accoglienza perfetta. Una grande organizzazione anche nella viabilità e nei parcheggi, tutto senza file. Ho appena visto anche Belgio-Iran per salutare Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, due giocatori del Napoli. Gli Stati Uniti, invece, solo in tv: sono una squadra molto interessante…".Il calcio americano in confronto a quello europeo "La distanza è rappresentata dall’obbligo di pagare una franchigia molto alta per entrare a far parte anche della Mls e di avere alcuni requisiti importanti per partecipare. Oltre al fatto che non ci sono retrocessioni. Penso che il calcio europeo non riesca a coprire i propri costi e che stia collassando per i bilanci in crisi. Si dovrebbe rivedere tutto il sistema in maniera radicale e comportarsi come anni nella Nba. Si fermarono per una riflessione totale per poi ripartire più forti di prima, arrivando a valorizzare i 30 club con cifre variabili da 3,5 miliardi a 10 miliardi di dollari per i singoli club".
La burocrazia in Italia "Un aiuto economico dello stato, senza se e senza ma, perché non ci si dovrebbe mai dimenticare che il calcio muove 28 milioni di elettori. Viceversa, il freno alla crescita del calcio in Italia sarà sempre maggiore. E poi sburocratizzare, sburocratizzare, sburocratizzare. Abolire in un solo colpo tutte le norme che limitano e rallentano la realizzazione di nuovi impianti. Impedire a comuni, sovrintendenze e organi superiori di ostacolare la realizzazione, sotto la direzione del supercommissario per gli stadi, eletto ma non ancora del tutto operativo, che possa vigilare sulla qualità dei progetti. Sulle riforme necessarie per migliorare il calcio, sia chiaro: non ne esiste solo una, ma ci vuole coraggio. Questo è quello che manca, perché bisognerebbe azzerare tutto e rifondare il sistema in un modo che guardi al futuro e ai mutamenti generazionali".
Il Napoli 2026/2027 "Il Napoli sarà, come da sempre, forte, competitivo e attraente. Immagini che qui a San Pedro c’è una comunità di 30.000 tifosi del Napoli. Quando all’Egyptian Theatre di Hollywood è stato proiettato il film dell’ultimo scudetto, le reazioni sono state entusiasmanti. Ecco, a tutti i napoletani dico semplicemente che la nostra squadra resterà dove merita, in alto".
Sull'addio di Conte "Con Antonio c’è un rapporto di famiglia che resterà intatto nel tempo. Ripeto, la squadra è forte e resta tale".
Il sistema Italia "Sento parlare della riduzione del campionato di Serie A a 18 squadre da circa 10 anni. Ho già più volte detto che oggi si gioca troppo. Non c’è il tempo sufficiente per allenare la Nazionale. Se riducessimo i campionati a 16 squadre inizieremmo già a diminuire il numero di partite dalle 380 attuali a 240, quindi 140 in meno di ora. Si avrebbero due mesi a disposizione alla fine del campionato per preparare veramente una Nazionale degna di competere ai massimi livelli. Sono sicuro che Malagò sarà la persona giusta al posto giusto e saprà anche risolvere i vari problemi che affliggono la serie A, nonché trovare soluzioni per gli azzurri".
Gli obiettivi futuri "I prossimi anni li dovrò dedicare a risolvere due problemi importanti: stadio di proprietà e centro sportivo. Due problemi che mi impegneranno completamente nel prossimo futuro. Quando penso al Napoli, penso però al colore più bello, quel colore azzurro che congiunge all’orizzonte mare e cielo facendoli diventare una inimitabile immensità".
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