DerbyDerbyDerby Calcio Italiano Nazionale italiana Under-16, Immobile: "Bisogna far sentire ai ragazzi quel senso di appartenenza"

Nazionale italiana Under-16, Immobile: "Bisogna far sentire ai ragazzi quel senso di appartenenza"

Luigi Mereu
Le parole di Ciro Immobile

Ciro Immobile, dopo una lunga carriera ai massimi livelli, ad agosto ha detto addio al calcio giocato ma, a un mese dal suo ritiro, ha già trovato un nuovo ruolo nel calcio italiano. Giovanni Malagò, presidente del CONI, ha infatti scelto l'ex bomber di Lazio e Torino come capo delegazione dell'Under-16, un ruolo fondamentale per la crescita dei giovani che giocheranno per la Nazionale maggiore in futuro. La scelta non è casuale, e Immobile ha infatti sposato il progetto che lo vedrà al fianco del Commissario Tecnico Giovanni Costantino.

Ieri ha fatto la sua prima esperienza in campo nel suo nuovo ruolo, con gli azzurrini che hanno pareggiato 1-1 contro la Spagna.

Immobile e il nuovo ruolo in Nazionale: "Quello che conta di più è il senso di appartenenza"

Intervistato da Sky Sport, Immobile ha parlato delle prime sensazioni legate al nuovo incarico, del ruolo della sua figura davanti a dei ragazzi che lo hanno vissuto nei momenti migliori della carriera e soprattutto dell’importanza di trasmettere ai ragazzi il senso di appartenenza alla maglia azzurra. Nel corso dell’intervista ha affrontato anche alcuni temi legati alla Nazionale maggiore, da Pio Esposito a Manuel Locatelli, fino al ricordo del gruppo che nel 2021 conquistò il titolo europeo.

ROMA, ITALIA - 16 GIUGNO: Ciro Immobile dell'Italia viene festeggiato da Roberto Mancini, commissario tecnico dell'Italia, dopo aver segnato il terzo gol della sua squadra durante la partita del Gruppo A del Campionato UEFA Euro 2020 tra Italia e Svizzera allo Stadio Olimpico il 16 giugno 2021 a Roma, Italia. (Foto di Mike Hewitt/Getty Images)

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Ha iniziato parlando della partita contro la Spagna e del suo lavoro insieme al CT Costantino: "Non mi aspettavo che tutto partisse così velocemente. Sono felicissimo di questo ruolo, posso ripartire da capo con i ragazzi. Ieri abbiamo fatto una bella partita contro la Spagna, potevamo anche vincere. Aiutare i ragazzi è il mio obiettivo primario. In tutti i sensi, senza intralciare il lavoro che è già partito con mister Costantino. Bisogna far sentire ai ragazzi quel senso di appartenenza che serve per la maglia della Nazionale".

Ha continuato parlando dell'importanza di capire cosa significhi vestire la maglia della Nazionale: "Dobbiamo farlo perché le altre squadre lo stanno facendo. Si aprono scenari importanti, e ovviamente quello che conta di più è il senso di appartenenza. Se giochi all'estero o in Italia non cambia niente quando vesti la maglia della Nazionale".

Ha poi parlato dell'attaccante dell'Inter: "Pio Esposito lo conoscevo già, punto su di lui da quando giocava a La Spezia. È un ragazzo serio e si nota anche in campo. Sono convinto che abbia grandi margini di crescita".

Su Locatelli e la Nazionale che vinse l'Europeo nel 2021: "Mi spiace per Locatelli, perché stava iniziando a essere un punto fermo. È uno che trasmette passione per la maglia, ci servono persone come lui dentro lo spogliatoio. La nazionale del 2021 era piena di capitani, e nel calcio di adesso conta quello".

Sulla situazione generale: "È giusto quello che si dice, che siamo indietro. Però alla fine nessuno prende in mano la situazione".

Sulla sua figura all'interno di un gruppo di ragazzi: "Malagò ha pensato anche a questo chiamandomi, i ragazzi dei 16 anni hanno vissuto i miei momenti migliori, quindi sentono la responsabilità. È giusto che si inizi a responsabilizzare da queste categorie".

Infine, un consiglio per i giovani: "Io ai ragazzi ripeto sempre che il lavoro va fatto quotidianamente, spero che facciano lo stesso nel club perché è lì che si affronta il lavoro quotidiano. Dobbiamo accettare i tempi che cambiano, lavorare all'interno di ogni giocatore è un grande punto di partenza".

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