Ronaldo contro Signori, due partite per l’Europa: lo spareggio UEFA del 1999 che oggi sembra fantascienza
Il 23 maggio 1999, a San Siro, l’Inter batte il Bologna 3-1. Ronaldo segna dopo sette minuti, Dario Šimić raddoppia nel finale, Igor Simutenkov accorcia e Nicola Ventola rimette due gol tra le squadre. Sugli spalti, intanto, si seguono con interesse gli aggiornamenti da Perugia, dove il Milan di Zaccheroni sta vincendo lo scudetto. L’Inter chiude ottava, il Bologna nono. La Serie A è finita, ma le due squadre non possono ancora andare in vacanza: quattro giorni dopo devono ritrovarsi a San Siro, e la domenica successiva al Dall’Ara. Tre partite in otto giorni, con il campionato già archiviato e un posto in Coppa UEFA ancora sul tavolo.
Il motivo è una particolarità del regolamento della Coppa Italia 1998-99. Parma e Fiorentina, finaliste della competizione, hanno già ottenuto la qualificazione alla Champions League attraverso il campionato. Il posto UEFA collegato alla coppa nazionale viene così assegnato attraverso uno spareggio tra le due semifinaliste eliminate, Inter e Bologna. Si gioca con andata e ritorno, senza vantaggi per chi ha chiuso davanti in classifica. Una formula che appartiene a un altro calcio, quello in cui la stagione poteva allungarsi anche dopo l’ultima giornata e una squadra ottava poteva ritrovarsi a giocare due partite supplementari contro la nona. Con Ronaldo e Roberto Baggio da una parte, Beppe Signori e Kennet Andersson dall’altra.
Baggio parte, Signori arriva. E a Bologna si comincia già a luglio
L’estate precedente, a Bologna, la questione più urgente era stata trovare un sostituto a Roberto Baggio. Il Divin Codino aveva segnato 22 gol in Serie A, si era ripreso la Nazionale e aveva giocato il Mondiale di Francia. Poi Massimo Moratti lo aveva portato all’Inter, dove ad aspettarlo c’era già Ronaldo. Giuseppe Gazzoni Frascara aveva risposto con Giuseppe Signori, reduce dalla breve parentesi alla Sampdoria dopo gli anni da protagonista con la Lazio. Tre volte capocannoniere, un sinistro che a Bologna avrebbero imparato a conoscere molto bene e una gran voglia di tornare a segnare con continuità.All’andata, al Dall’Ara, Paramatti, difensore che aveva accompagnato il Bologna nella risalita dalla Serie B, si inventò una rovesciata sotto la curva. Kolyvanov segnò nel finale il gol del 3-1, che si sarebbe rivelato prezioso dopo la sconfitta per 1-0 a Marassi. In finale arrivarono i polacchi del Ruch Chorzów: il Bologna vinse 1-0 in casa e 2-0 in trasferta. Il 25 agosto, in Polonia, Signori segnò all’89’ il suo primo gol ufficiale in rossoblù. Mazzone aveva già messo in bacheca un trofeo e guadagnato l’accesso alla Coppa UEFA prima ancora che il campionato prendesse il via.
Da lì il Bologna non si fermò quasi più. Sporting Lisbona, Slavia Praga, Betis Siviglia e Lione finirono tutti fuori. I rossoblù arrivarono fino alla semifinale contro l’Olympique Marsiglia, dopo mesi passati tra campionato, coppe e trasferte europee. In Francia finì 0-0. Al ritorno, al Dall’Ara, il Bologna si ritrovò a pochi minuti dalla finale, prima che Laurent Blanc trasformasse un rigore contestatissimo. L’1-1 mandò avanti il Marsiglia per la regola dei gol in trasferta. Le proteste non finirono con il fischio dell’arbitro e nel tunnel degli spogliatoi scoppiò una rissa. Una serata che a Bologna avrebbero ricordato a lungo, anche perché la finale di Coppa Italia era già sfumata contro la Fiorentina.
Mazzone aveva portato una squadra partita dall’Intertoto a un passo dalla finale di Coppa UEFA, e ora si ritrovava con un’ultima occasione per tornare in Europa. Davanti aveva l’Inter, la stessa che nell’estate precedente gli aveva portato via Baggio.
L’Inter di Ronaldo e Baggio, quattro allenatori e una stagione storta
A Milano le aspettative erano state ben diverse. Il 6 maggio 1998 l’Inter aveva battuto la Lazio 3-0 a Parigi e conquistato la Coppa UEFA. Zamorano, Javier Zanetti e Ronaldo avevano firmato una finale dominata, con il brasiliano protagonista di un gol rimasto tra le immagini più celebri della sua carriera nerazzurra. L’arrivo di Baggio, pochi mesi dopo, aveva aggiunto altro talento a una squadra già piena di campioni. Sulla carta, un attacco da far perdere il sonno a qualsiasi difesa.Poi era cominciato il campionato e le cose avevano preso tutt’altra piega. Gigi Simoni era stato esonerato a novembre. Al suo posto erano arrivati Lucescu, poi Castellini e infine Roy Hodgson, richiamato per provare a rimettere ordine. Quattro allenatori in una stagione, quattordici sconfitte in campionato, un ottavo posto lontanissimo dalle ambizioni estive. In Champions League l’Inter aveva battuto il Real Madrid a San Siro ed era arrivata ai quarti, prima di essere eliminata dal Manchester United di Ferguson, futuro campione d’Europa. In Italia, invece, aveva perso punti e certezze fino a ritrovarsi fuori dalle posizioni utili per le coppe.
Contro il Bologna, oltretutto, non aveva nemmeno un conto particolarmente favorevole. Il 17 gennaio i rossoblù avevano vinto 2-0 al Dall’Ara, con un rigore di Signori e un’autorete di Bergomi, che aveva deviato nella propria porta un colpo di testa di Davide Fontolan. Il 3-1 dell’ultima giornata aveva restituito un po’ di soddisfazione ai nerazzurri, ma senza risolvere il problema principale. Per tornare in Coppa UEFA serviva avere la meglio sul Bologna nello spareggio. E a quel punto la squadra di Mazzone aveva già dimostrato di non essere un avversario da prendere alla leggera.
A San Siro Andersson apre, Paramatti raddoppia. Ronaldo resta negli spogliatoi
Il 27 maggio Hodgson manda in campo Ronaldo, Baggio e Ventola insieme. Mazzone risponde con Andersson e Signori, con Marocchi, Ingesson e Cappioli a centrocampo. Il Bologna non perde tempo: dopo sette minuti Andersson segna il gol dello 0-1. Lo svedese è il solito riferimento per i compagni, uno che sa giocare spalle alla porta, far salire la squadra e creare problemi a qualsiasi centrale. L’Inter si ritrova a inseguire dopo aver vinto con due gol di scarto appena quattro giorni prima.
Ronaldo resta in campo soltanto per il primo tempo. All’intervallo Hodgson lo sostituisce con Aron Winter e il Bologna ne approfitta subito. Tre minuti dopo la ripresa, Paramatti segna lo 0-2 con una conclusione dalla distanza. Il difensore della rovesciata contro la Sampdoria, quello che aveva cominciato la stagione segnando nell’Intertoto, si ritrova a fare gol anche a San Siro, quando in palio c’è l’ultima qualificazione europea disponibile.
Roberto Baggio, però, non ha intenzione di arrendersi. Al 59’ accorcia le distanze e lascia all’Inter una possibilità per il ritorno. L’uomo che dodici mesi prima aveva trascinato il Bologna in Europa adesso prova a impedirgli di tornarci. Mazzone porta a casa l’1-2, con un vantaggio prezioso e la possibilità di chiudere i conti davanti al proprio pubblico.
Signori colpisce subito, Bettarini chiude i conti
Il 30 maggio, al Dall’Ara, Ronaldo non c’è. Hodgson schiera Baggio e Ventola in attacco, con Pirlo, Paulo Sousa, Simeone e Cauet a centrocampo. Mazzone conferma Andersson e Signori, senza cambiare ciò che ha funzionato a Milano. L’Inter deve ribaltare il risultato dell’andata, ma il ritorno si mette male quasi immediatamente.Dopo pochi minuti Signori batte Pagliuca e porta avanti il Bologna. Il gol rende ancora più complicata la rimonta nerazzurra. Prima dell’intervallo arriva anche il raddoppio di Bettarini, al 41’. Un terzino, dopo Paramatti all’andata, segna un gol pesantissimo nello spareggio. Il Bologna è avanti 2-0 e l’Inter, con Baggio e Ventola davanti, fatica a trovare una risposta.
Il gol nerazzurro arriva soltanto nel finale, quando Ventola accorcia le distanze. Finisce 2-1, come a San Siro. Il Bologna conquista la qualificazione alla Coppa UEFA vincendo entrambe le partite dello spareggio, con quattro marcatori diversi: Andersson, Paramatti, Signori e Bettarini. L’Inter, che dodici mesi prima aveva alzato il trofeo a Parigi, resta fuori dall’Europa. Ronaldo ha giocato soltanto un tempo all’andata, Baggio ha segnato a San Siro ma non è bastato.
Per Carlo Mazzone quella del 30 maggio sarà l’ultima partita sulla panchina rossoblù. In estate il Bologna affiderà la squadra a Sergio Buso, poi sostituito da Francesco Guidolin. L’allenatore romano chiude così una stagione nella quale ha conquistato l’Intertoto, portato il Bologna fino alla semifinale di Coppa UEFA e ottenuto un’altra qualificazione europea. La nuova qualificazione è arrivata, ma non sarà lui a guidare il Bologna nella competizione successiva.
Mazzone lascia il Dall’Ara dopo aver battuto per la seconda volta in quattro giorni l’Inter di Ronaldo e Baggio. Il Bologna tornerà in Coppa UEFA. Lui, invece, ha appena salutato la panchina sulla quale ha conquistato il diritto di giocarla.
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