DerbyDerbyDerby Calcio Italiano Sassuolo-Milan, quella notte in cui Berardi fece saltare il mondo rossonero

Sassuolo-Milan, quella notte in cui Berardi fece saltare il mondo rossonero

Marco Peluso
Il 4-3 del 2014 ribaltò ogni pronostico: quattro reti di un giovanissimo Berardi, le certezze del Milan in frantumi e l'esonero di Allegri il giorno dopo

Ci sono sconfitte che valgono molto più di tre punti. Il 12 gennaio 2014, il Sassuolo travolse le certezze del Milan con un incredibile 4-3, firmato interamente da un giovanissimo Domenico Berardi. Una rimonta clamorosa, destinata a entrare nella storia della Serie A e a segnare l'ultima partita di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera.

Domenica 11 ottobre 2026, al ritorno dalla sosta per le nazionali, Milan e Sassuolo si ritroveranno di fronte al Mapei Stadium. Sono passati oltre dodici anni da quella notte, ma il ricordo è ancora vivo: perché contro i neroverdi, per il Diavolo, il passato può trasformarsi in un avversario in più.

Gennaio 2014, quando il Milan sembrava avere già vinto e Berardi cambiò tutto

Il Milan arrivava in Emilia con l'ambizione di dare continuità al successo per 3-0 contro l'Atalanta. L'avvio sembrava confermare le attese: Robinho sbloccò il risultato al 9', mentre Mario Balotelli raddoppiò al 13'. In poco più di dieci minuti, la squadra di Allegri aveva indirizzato la partita e sembrava avere il controllo della situazione.

Ma il calcio non rispetta sempre i copioni. Dall'altra parte c'era un Sassuolo in piena lotta per la salvezza, chiamato a reagire dopo una prima parte di stagione complicata. E poi c'era Berardi, un attaccante ancora giovanissimo che quella sera avrebbe trasformato un'occasione in una consacrazione.

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L'allora numero 25 neroverde accorciò le distanze, poi colpì ancora e ancora, completando una rimonta straordinaria. Tre reti nel primo tempo e la quarta all'inizio della ripresa: quattro gol per ribaltare il Milan e consegnare alla storia una delle prestazioni individuali più sorprendenti del campionato. Il gol di Riccardo Montolivo nel finale non bastò a evitare il 4-3. L'esordio rossonero di Keisuke Honda passò in secondo piano, oscurato da una serata che avrebbe avuto conseguenze ben più ampie del previsto.

Il poker di Berardi e la panchina di Allegri: perché quella sconfitta fu fatale

Per Massimiliano Allegri, la sconfitta contro il Sassuolo non rappresentò un incidente isolato. Il Milan attraversava una stagione difficile, lontano dalla vetta e incapace di trovare continuità. Dopo 19 giornate, i rossoneri avevano raccolto sette sconfitte e si trovavano a trenta punti dalla Juventus capolista. Il ko del Mapei Stadium rese impossibile ignorare una crisi che si trascinava da mesi.

MILANO, ITALIA - 6 GENNAIO: L'allenatore del Milan Massimiliano Allegri parla con Mario Balotelli (fuori inquadratura) durante la partita di Serie A tra Milan e Atalanta allo stadio San Siro, il 6 gennaio 2014 a Milano. (Foto di Claudio Villa/Getty Images)

Il poker di Berardi diventò così il simbolo di un problema più profondo: una squadra che, dopo essersi portata sul 2-0, si era fatta rimontare senza riuscire a trovare contromisure. Il Milan aveva talento ed esperienza, ma quella sera non seppe proteggere il vantaggio né arginare l'entusiasmo di un avversario che aveva ormai intuito di poter compiere l'impresa.

Il giorno successivo arrivò l'esonero di Allegri, con Clarence Seedorf chiamato a raccoglierne l'eredità. Sarebbe riduttivo sostenere che quattro gol di un diciannovenne furono l'unica causa dell'addio del tecnico: la situazione rossonera era già compromessa. Ma quella partita fornì l'immagine più evidente del punto di rottura. Berardi non si limitò a battere il Milan: firmò la colonna sonora dell'ultima notte di Allegri sulla panchina rossonera in quella prima esperienza.

Sassuolo-Milan, la bestia nera che ha trasformato un'impresa in una tradizione

Il 4-3 del 2014 non è rimasto un episodio isolato. Negli anni, il Sassuolo ha continuato a mettere in difficoltà i rossoneri, firmando vittorie pesanti anche lontano dall'Emilia. Il 29 gennaio 2023, i neroverdi espugnarono San Siro con un clamoroso 5-2, mentre nel novembre 2021 si erano imposti per 3-1, confermando la propria capacità di colpire il Milan nei momenti più delicati.

MILANO, ITALIA - 29 GENNAIO: Matheus Henrique dell'US Sassuolo festeggia con i compagni di squadra dopo aver segnato il quinto gol della squadra durante la partita di Serie A tra AC Milan e US Sassuolo allo stadio Giuseppe Meazza, il 29 gennaio 2023 a Milano, Italia. (Foto di Marco Luzzani/Getty Images)

In questa rivalità, Domenico Berardi occupa un posto speciale. Il poker del 2014 resta il simbolo assoluto, ma le tante partite complicate per i rossoneri raccontano una storia più ampia: affrontare il Sassuolo ha spesso significato fare i conti con un avversario capace di ribaltare ogni pronostico. Ecco perché i neroverdi sono diventati una vera bestia nera per il Diavolo.

Eppure, il Mapei Stadium non evoca soltanto brutti ricordi. Il 22 maggio 2022, proprio a Reggio Emilia, il Milan conquistò il suo diciannovesimo Scudetto, travolgendo il Sassuolo per 3-0 nell'ultima giornata di campionato. Una vittoria che consegnò alla squadra di Stefano Pioli il titolo atteso da undici anni e trasformò lo stadio emiliano nel teatro di una delle giornate più indimenticabili della storia milanista. Un ricordo dolcissimo, in netto contrasto con le tante serate difficili vissute dai rossoneri contro i neroverdi.

Dal Milan di Allegri a quello di oggi: perché il passato può tornare a pesare

Sono passati più di dodici anni da quella rimonta, eppure Sassuolo-Milan continua a portarsi dietro un bagaglio emotivo particolare. Le rose sono cambiate, gli allenatori si sono alternati e le ambizioni dei due club hanno attraversato stagioni molto diverse. Il Milan resta una società abituata a misurarsi con obiettivi di vertice, mentre il Sassuolo ha costruito la propria identità attraverso organizzazione, valorizzazione dei talenti e capacità di competere anche contro avversari più blasonati.

La sfida di domenica arriva inoltre al rientro dalla sosta per le nazionali, un passaggio della stagione nel quale condizione fisica, disponibilità dei giocatori e capacità di ritrovare immediatamente il ritmo possono fare la differenza. Il Sassuolo di Aquilani avrà l'opportunità di sfruttare il fattore campo; il Milan di Amorim, quella di dimostrare di saper affrontare una trasferta carica di significati senza lasciarsi condizionare dalla memoria. La storia offre un precedente, non una sentenza. Ma è proprio questo a rendere il confronto interessante: capire se il passato resterà un ricordo oppure tornerà a insinuarsi nella partita.

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