DerbyDerbyDerby Calcio Italiano Serie A ESCLUSIVA Claudio Onofri: "De Rossi è perfetto per il Genoa, si può costruire un progetto solido"
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ESCLUSIVA Claudio Onofri: "De Rossi è perfetto per il Genoa, si può costruire un progetto solido"

Luca Gilardi
L'analisi dell'ex difensore rossoblù sul momento dei liguri e sul grande lavoro di Daniele De Rossi, con uno sguardo rivolto al futuro

La salvezza matematica è ormai a un passo, ma per il Genoa il vero punto di svolta è già arrivato. Non nei numeri, ma nelle idee. È proprio sotto questo aspetto che Claudio Onofri individua la chiave della stagione rossoblù: una rivoluzione silenziosa, nata dal cambio il panchina e diventata in poche settimane una nuova identità.

Con l'arrivo di Daniele De Rossi, il Genoa ha smesso di cercarsi e ha finalmente iniziato a riconoscersi. Il passaggio al 3-5-2 non è stato solo un aggiustamento tattico, ma una presa di coscienza collettiva: uomini nei ruoli giusti, caratteristiche valorizzate, limiti mascherati. Ora che il traguardo è vicino, però, il presente lascia spazio al futuro: perché salvarsi è un punto di partenza, non di arrivo.

Onofri: "De Rossi ha capito come valorizzare i propri uomini. Per il prossimo anno servono una punta e un regista"

Il campionato del Genoa è praticamente finito: come giudichi la stagione dei rossoblù?

"C'è stata una svolta con l'arrivo di De Rossi, che ha saputo mettere gli uomini a propria disposizione nelle posizioni giuste, grazie a un modulo (il 3-5-2) che é l'ideale per molti dei suoi giocatori. In precedenza, invece, Vieira sembrava non averlo intuito e continuava a proporre una difesa a quattro. In quel contesto, Norton-Cuffy e Martin giocavano terzini ed erano limitati. I due che ho menzionato sono più dei mediani esterni. Quindi bisogna dare molto merito a De Rossi per aver capito subito la direzione da intraprendere. In questo senso, voglio menzionare anche l'intuizione di Murgita e Mimmo Criscito, che essendo nel luogo avevano capito che il metodo migliore sarebbe stato quello. L'unica partita in cui hanno preso in mano la squadra, contro il Sassuolo, si é visto un miglioramento immediato e importante. É chiaro che adesso bisogna pensare al futuro, perché la salvezza é praticamente cosa fatta, anche se manca ancora la matematica".

Claudio Onofri

Claudio Onofri al Genoa nel 1976 (ritaglio da figurina nº 114 di Calciatori 1976-1977, Torino, EDIS, 1976)

"É il momento di valutare soluzioni alternative ai giocatori che ricoprono la titolarità al momento. Oppure, nonostante Colombo abbiamo fatto una seconda metà di stagione di livello, guardarsi intorno alla ricerca di un centravanti titolare. Lo stesso Colombo potrebbe rimanere in rosa ed essere pronto a sostituirlo, perché si é meritato la conferma. E poi, servirà sicuramente un sostituto di Badelj, che ormai ha smesso. Pensavo che Malinovskyi potesse ricoprire quella posizione in maniera egregia, e in alcune occasioni lo ha fatto grazie alla sua classe, ma non ha le capacità di interdizione e di smarcamento necessarie per svolgere adeguatamente quel ruolo. Di sicuro, fa comodo avere l'ucraino in rosa, perché é uno di quei giocatori che sbloccano le partite, ma credo che si debba intervenire su quel ruolo. Per il resto, la difesa mi sembra di buon livello: Ostigard, Vasquez e Marcandalli, che é cresciuto tantissimo, danno delle certezze. Le mezz'ali, Frendrup e Masini, possono comporre una mediana all'altezza, che dà sicurezza. Adesso bisogna pensare al futuro, perché c'è la possibilità di farlo con una certa tranquillità".

Onofri: "Colombo può restare come alternativa. Malinovskyi non è un play"

Quindi servono una punta e un regista per alzare il livello

"Colombo é cresciuto moltissimo rispetto a un inizio un po' barcollante e si é meritato la conferma. Però lo terrei insieme a un centravanti di livello o come sostituto, perché nel corso di un campionato ci possono essere cali di rendimento e problemi fisici. Credo che questi siano i due ruoli essenziali su cui dover intervenire. Come dicevo in precedenza, pensavo che Malinovskyi si potesse reinventare in quella posizione nella fase finale della sua carriera, ma al momento non sembra essere così. Non ha fatto male, ha anche risolto qualche partita, stiamo parlando di un grande giocatore. Però gli mancano alcune caratteristiche per poter ricoprire quel ruolo in maniera ottimale. Da mezz'ala, invece, può ancora risolvere le partite, anche a gara in corso".

PISA, ITALIA - 19 APRILE: Lorenzo Colombo del Genoa segna un gol su rigore nel match di Serie A tra Pisa e Genoa all'Arena Garibaldi il 19 Aprile 2026 a Pisa. (Foto di Gabriele Maltinti/Getty Images)

C'è qualcuno che vedresti bene al Genoa in queste due posizioni?

"Vedo giocatori tutti i giorni per lavoro, ma anche per sfizio. Però al momento non ho grovato qualche nome in particolare per il Genoa. Detto questo, penso che avendo le possibilità economiche ma soprattutto di scouting, in quel ruolo ci sono giocatori che possono dare una grande mano. Poi è chiaro che è tutto legato alla possibilità di spesa che uno ha. Anche se il Genoa ha dimostrato di saper scovare dei talenti a basso costo".

Il Genoa ne viene da anni di mercato "a zero": pensi che quest'anno ci sarà qualche cessione importante?

"Di sicuro, Frendrup attira l'attenzione di molti club: lui sarà uno dei nomi caldi. Poi andrà definita anche la situazione di Baldanzi, così come quella di Ostigard, che può essere appetibile per squadre di buon livello. Il mercato é difficile da prevedere a cinque giornate dalla fine del campionato".

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Onofri: "Il nuovo modulo ha valorizzato Frendrup e Norton-Cuffy. De Rossi è perfetto per il Genoa"

Hai parlato di alcuni giocatori che sono stati valorizzati da De Rossi: chi ha beneficiato particolarmente del suo arrivo e del cambio modulo?"Frendrup si è dato da fare sia come interditore, come corridore e ci ha messo anche un pizzico di qualità, pur non essendo la sua dote più spiccata. È un giocatore che può diventare ancora più completo e questo modulo lo ha messo al riparo da alcune sue carenze, evidenziandone invece i pregi. Quando giocava con un solo compagno vicino aveva delle difficoltà a impostare il gioco, perché non é una delle sue caratteristiche principali. Poi, come dicevo prima, Norton-Cuffy é un giocatore che non va assolutamente ceduto, perché ha una potenzialità enorme in un modulo come il 3-5-2. O anche in altro sistema di gioco, purché non debba giocare da terzino. È un giocatore da grandi squadre, ha una forza fisica importante e una buona tecnica che gli permettono di andare sul fondo e crossare, mettendo dei palloni importanti per i compagni. Su tutti, direi questi due nomi. Insieme ad Ostigard rappresentano i tre pilastri del Genoa, tutti con una caratura importante".

MILANO, ITALIA - 8 GENNAIO: Davide Bartesaghi del Milan a contrasto con Brooke Norton-Cuffy del Genoa durante il match di Serie A tra Milan e Genoa allo stadio Giuseppe Meazza l'8 Gennaio 2026 a Milano. (Foto di Marco Luzzani/Getty Images)

Ti aspettavi un impatto simile da parte di De Rossi?

"Era difficile aspettarsi qualcosa di così brillante per qualsiasi allenatore, non solo per De Rossi. Sinceramente avevo un po' di timore, perché non aveva un'esperienza così eclatante prima del suo arrivo al Genoa e arrivava in una situazione particolarmente complicata. É vero che il rovescio della medaglia dice che quando arrivi in una situazione così difficile, appena fai qualcosa di meglio vieni idolatrato. Onestamente lui ha fatto tutto molto bene. E soprattutto, ha sempre un'espressione sincera e umile. Unita al suo modo di dialogare con il pubblico e con i giornalisti, fa capire che anche all'interno dello spogliatoio ha una comunicazione molto valida. Gli faccio i miei complimenti, perché non era affatto scontato".

Il tifo genoano é molto caldo e lui é un tipo passionale

"Si sposano alla perfezione. Questo è un modo di essere che piace molto al tifo genoano. Non te lo puoi inventare: o sei così o non lo sei. Si vede che é spontaneo e questo viene apprezzato. Poi ha fatto tutto molto bene a livello tattico e di scelta dei giocatori".

Onofri: "Con De Rossi si può costruire un progetto solido, ha tutto per diventare un top mister"

In ottica futura, dove pensi che possa migliorare la sua squadra?

"É chiaro che quando fai la preparazione, hai la possibilità di trasmettere la tua idea di calcio allenamento dopo allenamento. Quindi é lecito aspettarsi un ulteriore miglioramento. Credo che non sia un obiettivo difficile da raggiungere per uno come De Rossi, perché è intelligente e umile. Conosce le difficoltà che potrà trovare in una piazza come quella di Genova. Sono sicuro che, complice la sua carriera da grande giocatore, sia preparato a ribattere colpo su colpo alle eventuali difficoltà che gli si presenteranno davanti. Gli auguro di diventare un top mister, credo che abbia tutte le potenzialità per farlo".

Pisa SC v Genoa CFC - Serie A

PISA, ITALIA - 19 APRILE: Daniele De Rossi, allenatore del Genoa, dà indicazioni ai suoi durante il match di Serie A tra Pisa e Genoa all'Arena Garibaldi il 19 Aprile 2026 a Pisa. (Foto di Gabriele Maltinti/Getty Images)

Pensi che con lui si possano costruire le basi per un progetto solido e ambizioso?

"Qui subentra anche il discorso societario, che ha un peso importante. Ci vuole una coesione tra società e allenatore. E soprattutto, una coesione "pratica" nella scelta dei giocatori. Se non puoi prendere il primo giocatore della lista, perché costa troppo, ne vai a prendere un altro con le stesse caratteristiche e cerchi di portarlo al livello del primo. Allenatore e società devono mettersi sullo stesso binario. Il treno é guidato da De Rossi, ma gli altri devono fare in modo che lui lo guidi al meglio".

A queste condizioni, potrebbe essere l'uomo giusto?

"Sì, assolutamente. Ne sono sicuro, perché stiamo parlando di una persona che ha giocato a grandi livelli e ha già dimostrato ampiamente di avere un grande spessore umano. Sono convinto che la sua conferma sia un passo determinante per un eventuale miglioramento del Genoa".

Ti manca il derby con la Samp?

"Il derby é molto sentito in una piazza come quella di Genova e credo che sia sempre bello vivere un evento simile. Sono nato a Roma e la prima volta che mio padre mi ha portato allo stadio é stata proprio in occasione di un Roma-Lazio, quando avevo appena sei anni. Detto questo, le tifoserie rivali sperano sempre che l'altra squadra vada male. Dalla parte dei doriani c'è la speranza che il Genoa retroceda, così come al contrario i genoani sperano che la Samp non salga in Serie A. É sintomo di una grande rivalità".