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Giornata di verdetti in Serie A: in attesa di risolvere gli ultimi nodi (quinto posto e terza retrocessa), il campionato si avvia alla conclusione con sempre meno dubbi. Ecco chi ha convinto e chi ha deluso in questo turno.
La copertina se la prende una super Juventus. I bianconeri vincono e convincono contro un avversario ostico come il Bologna e mettono in ghiaccio il quarto posto. Cinque punti di scarto sul Como sono un vantaggio rassicurante, figlio di una crescita nel gioco dei bianconeri nel corso della stagione che ben rispecchia la qualità del lavoro di Spalletti. Con qualche acquisto ben azzeccato la Juventus potrebbe davvero tornare a lottare per il tricolore nella stagione ventura, grazie soprattutto a un allenatore che fa del lavoro quotidiano il suo punto di forza.
Per l'Inter, invece, manca solo l'artimetica e sarà Scudetto, il 21esimo della storia nerazzurra. La nota più lieta, al di là di quanto si vede in campo, è un San Siro che tra Roma e Cagliari è tornato a ruggire. Contro i sardi ha incantato Barella, protagonista non solo con il gol, ma anche nel resto della prestazione. Positivo, poi, anche il periodo di Thuram, ancora a segno. Tre punti importanti per ripartire anche per il Milan, in pieno stile Max. Nonostante l'avversario decisamente sotto tono, inferiore in tutto, non era una vittoria da dare per scontata, visto il periodo di forma dei rossoneri. Senza brillare, certo, ma i tre punti contavano più di ogni cosa: musetto davanti, come direbbe Allegri.
Il Sassuolo invece gioca una partita di grande attenzione, snaturandosi rispetto alle uscite precedenti, e batte un Como spento. Grosso si dimostra un allenatore più che valido e i neroverdi tornano nelle prime 10. Stagione più che positiva per gli emiliani. Ottima prestazione anche della Lazio di Sarri, superiore a 360° a un Napoli irriconoscibile nella partita del Maradona. Al di là del fatto che i tre punti servano a poco, non era così scontato trovare stimoli ed energie per una partita del genere prima della partita più importante della stagione, quella di Coppa Italia. Complimenti quindi all'allenatore toscano e a i suoi giocatori. Infine, due vittorie da titoli di coda della stagione: Parma e Genoa. Entrambe senza brillare, tutte e due salve con ampio anticipo: bravo Cuesta, checché se ne dica, e bravo De Rossi.
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Il Como perde ancora. Se a Udine il pareggio poteva starci, se l'Inter era avversario ostico, decisamente meno sono le giustificazioni per la partita di Sassuolo. I lariani giocano una pessima partita a tutto tondo, senza mai rendersi granché pericolosi, e pagano due disattenzioni gravi in campo aperto. Gravissima, anzi, la prima: un contropiede subito da calcio d'angolo a favore, inaccettabile in un momento così delicato della stagione. E poi, il capitolo Morata: va bene le rotazioni in vista della partita di Coppa Italia di questa sera contro l'Inter, ma l'attaccante spagnolo non è all'altezza, in questo momento, della situazione. Meglio inventarsi altre soluzioni se Douvikas aveva bisogno di riposare.
Come il Milan settimana scorsa, anche il Napoli molla quando il traguardo Scudetto sembra sfumare. Il passo falso di Parma, che ha estromesso definitivamente i partenopei dalla corsa al tricolore, porta alla terribile prestazione contro la Lazio di sabato pomeriggio. La squadra di Conte ha giocato una delle peggiori partite di questo biennio: soltanto il calo del Como e una Roma dal rendimento altalenante fan sì che gli azzurri siano ancora sicuri di arrivare tra le prime quattro.
Gli ultimi due flop sono dedicati a Italiano e Orban, per motivi diversi. L'allenatore del Bologna, dopo una partita giocata male dai suoi, si lascia andare a un: "La stagione è già 'finita'". Chiaro, i felsinei sono nella terra di nessuno in classifica, ma una frase del genere dimostra, probabilmente, una totale disconnessione dall'ambiente e dalla piazza. Dopo due brutte prestazioni, era forse meglio parlare di campionato da onorare, invece di dare la sensazione di avere le valigie in mano.
Orban, a proposito di mani, si è invece reso protagonista di un comportamento inaccettabile, andando alla rissa con un sostenitore del Verona che gli chiedeva un autografo. Il tifoso ha toccato la sua macchina? Ha sbagliato, senza se e senza ma. E' una reazione giustificabile quella del giocatore dell'Hellas? No, perché la violenza non è mai la soluzione. E anche se può sembrare retorica, è fondamentale che l'episodio di domenica pomeriggio non venga nascosto sotto il proverbiale tappeto, come spesso accade in casi simili.
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