I top e i flop della 37a giornata di Serie A: Roma, derby e Champions. Blackout Juve
Ancora tutto da giocare a novanta minuti dalla fine della Serie A: in ballo due posti Champions e l'ultima zavorra di salvataggio per evitare la retrocessione. Ecco chi ha convinto e chi no nell'ultimo turno di campionato.
I top di giornata: Roma padrona della Capitale, Napoli in Champions, Milan quasi
Sicuramente la partita copertina della settimana è il derby di Roma. Lo è per il valore intrinseco a un derby sentitissimo, lo è per la squallida pantomima che ha preceduto la collocazione nel calendario della gara, lo è per l'importanza di classifica per la Roma. I giallorossi vincono con doppio Mancini e completano una rimonta, dopo il 3-3 con la Juventus e la conseguente crisi, difficilissima da immaginare.Il merito è di Gasperini, bravo a tenere la barra dritta anche in un mare di polemiche tipiche dell'ambiente romano. Di Malen, atterrato sulla Serie A con la navicella spaziale a gennaio, e anche e soprattutto di un gruppo bravissimo a reagire dopo qualche difficoltà di troppo. A novanta minuti dal termine della stagione la Roma ha il destino nelle proprie mani: con tre punti contro il Verona sarà Champions League, un traguardo che manca da anni.
Meriti anche al Napoli, che batte il Pisa, non un grande ostacolo a dir la verità, e conquista un posto nella prossima Champions. In una stagione costellata di infortuni i partenopei centrano l'obiettivo minimo e rendono sufficiente il bilancio. Buona reazione, infine, anche del Milan, che con una prestazione seria e solida riesce a portar via tre punti fondamentali da Genova. Fondamentale adesso vincere contro il Cagliari per ipotecare il discorso Champions. Proverà a mettere il bastone tra le ruote a entrambe il Como, che passa sul Parma e si regala ancora novanta minuti di speranza per settimana prossima.
I flop della 37a di Serie A: tonfo Juve, bianconeri nei guai
Il flop di giornata è senza dubbio la Juventus. I bianconeri sono l'unica delle squadre ancora in corsa per un obiettivo a non aver vinto, anzi, hanno perso in malo modo davanti al proprio pubblico con la Fiorentina. Gli uomini di Spalletti hanno giocato una partita pessima sotto ogni punto di vista, tra errori individuali e scarsa incisività. Questa volta anche il tecnico di Certaldo ha le sue colpe, ovviamente, ma se i bianconeri faticano da anni a qualificarsi in Champions League, per la verità quasi sempre riuscendoci alla fine, la colpa non può essere solo del singolo allenatore.
L'idea di partire con Tudor, nel quale in pochi credevano davvero, per poi esonerarlo dopo una manciata di partite, è ciò che davvero rischia di pregiudicare una stagione intera. E ancora, i tanti colpi di mercato sbagliati. Da Openda a David, da Zhegrova a Koopmeiners, questa Juventus non ha progettualità, anzi, è fossilizzata su alcuni giocatori che hanno dimostrato di non essere all'altezza della storia del club. Ora la Juve andrà a giocare il derby con il Toro nella peggior condizione possibile: costretta a vincere, sperando in un passo falso delle altre. Difficile potesse andare peggio.
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