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Scontri Torino-Juventus: il tifoso ferito si trova ora in coma farmacologico

Luigi Mereu
Il tifoso della Juventus rimasto ferito negli scontri precedenti al Derby della Mole si trova attualmente ricoverato in coma farmacologico.

Il derby della Mole si è trasformato in una giornata di pura guerriglia urbana, lasciando una ferita profonda nello sport cittadino e nazionale. Gli scontri scoppiati ieri pomeriggio nei pressi dello stadio Olimpico Grande Torino hanno drammaticamente rubato la scena a quella che doveva essere una festa del calcio per l'ultima giornata di campionato.

La tensione era alta già dai giorni prima, con vari disordini e con il comunicato rilasciato dal Torino FC che vietava l'ingresso nei vari settori dello stadio con indosso accessori o vestiti bianconeri.

Scontri Torino-Juventus, la ricostruzione degli eventi

Dopo i primi preoccupanti segnali registrati già nel corso della notte, i cortei delle tifoserie organizzate hanno iniziato una vera e propria guerriglia nei pressi dello stadio Olimpico Grande Torino, dando drammatico seguito a giorni di provocazioni reciproche.

I gruppi ultras si sono fronteggiati violentemente, costringendo la polizia a un massiccio intervento per isolare i disordini ed evitare rappresaglie peggiori. Il clima è degenerato rapidamente, caratterizzato da un fitto lancio di oggetti che ha causato il ferimento di diversi agenti delle forze dell'ordine.

TORINO, ITALIA - 24 MAGGIO: Manuel Locatelli della Juventus parla con i tifosi dell'incidente avvenuto prima della partita di Serie A tra Torino FC e Juventus FC allo Stadio Olimpico di Torino il 24 maggio 2026 a Torino, Italia. (Foto di Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Nel corso di questi concitati momenti di violenza, che hanno portato al fermo di circa 8 persone da parte delle autorità, un sostenitore della Juventus è rimasto gravemente ferito alla testa. Secondo le ultime notizie, il ragazzo 36enne è stato sottoposto ad intervento neurochirurgico ed è ora ricoverato in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva dell'Ospedale Molinette di Torino. Sebbene in un primo momento si fosse diffusa l'ipotesi che a colpirlo fosse stato un lacrimogeno esploso dalle forze dell'ordine, le successive ricostruzioni della Questura hanno smentito questa versione.

L'analisi medica ha infatti evidenziato la totale assenza di bruciature sul corpo del ferito, portando gli inquirenti a stabilire che il trauma cranico sia stato causato dall'impatto violento con una bottiglia di vetro scagliata durante gli scontri. La notizia si è diffusa nello stadio, portando la lega a rinviare la partita con i tifosi della Juventus che poco prima avevano minacciato di invadere il campo in caso di fischio d'inizio.

Successivamente, quando i giocatori si trovavano ancora nel tunnel, i tifosi ospiti hanno abbandonato lo stadio in segno di protesta, seguiti anche da una parte del tifo organizzato granata.

Le dichiarazioni del padre della vittima

Ha parlato anche il padre della vittima ai microfoni de "La Stampa", mostrandosi incredulo ma fiducioso per le condizioni del figlio:

"Ho parlato con i medici mi hanno detto che bisogna aspettare, che è necessario capire se l’ematoma verrà assorbito o no. Io e mia moglie abitiamo a Casale Monferrato e, quando mi hanno detto che era capitato un incidente a mio figlio fuori dallo stadio, siamo partiti subito. Non so nemmeno come ho fatto ad arrivare fino a qui, ero completamente in confusione.

Mentre guidavo pensavo: ‘Dio, se devi prendere qualcuno, prendi me'. Perché ho subito pensato al peggio. Adesso non ci resta che sperare, ma so che le Molinette sono un ospedale al top per la neurologia. E poi è positivo che l’abbiano operato".