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Club Cavaliere Benito Stirpe Frosinone-Torrice, il cuore frusinate che vive per il Frosinone

Stefano Sorce
Il legame con la città, l’amore per i colori giallazzurri e i ricordi vissuti allo Stirpe. Viaggio dentro il mondo del club

A Frosinone il calcio non è soltanto una passione della domenica. È qualcosa che accompagna la vita quotidiana, che entra nei discorsi al bar, nelle trasferte, nelle amicizie e perfino nei momenti più semplici della giornata. Lo racconta con trasporto Gerardo D’Aprile, presidente del Club Cavaliere Benito Stirpe Frosinone-Torrice, uno che il giallazzurro lo vive “H24”, come dice lui stesso.

Da oltre cinquant’anni tifoso del Frosinone, Gerardo parla della sua squadra come di una parte integrante della propria esistenza. La maglia, i colori, il senso di appartenenza: tutto ruota attorno a quel legame costruito negli anni, vissuto ben oltre i novanta minuti. “Fatta eccezione per il lavoro e la famiglia – raccontavivo solo ed esclusivamente per il Frosinone”.

Gerardo D'Aprile presidente del Club Cavaliere Benito Stirpe Frosinone-Torrice

Club Cavaliere Benito Stirpe Frosinone-Torrice, tra memoria, trasferte e amore giallazzurro

Il club nasce da un sentimento forte e personale. Dopo la scomparsa del Cavaliere Benito Stirpe, figura storica per l’ambiente frusinate, D’Aprile sente quasi il dovere morale di creare qualcosa che ne custodisse il ricordo. Il rapporto con la famiglia Stirpe e con il presidente Maurizio era profondo, sincero, e da lì prende forma un club diventato oggi uno dei punti di riferimento della tifoseria giallazzurra. Non solo per numeri, ma soprattutto per presenza e attaccamento:Siamo probabilmente il club che segue di più il Frosinone fuori casa”.

Parlando del rapporto tra squadra e città, emerge subito il senso di comunità che si respira attorno al Benito Stirpe. Oltre diecimila persone allo stadio rappresentano molto più di una semplice statistica. Per Gerardo è il simbolo di un popolo che continua a sostenere i propri colori con orgoglio e fiducia, facendo sentire ai giocatori vicinanza e responsabilità.

Tra i ricordi più belli, sceglie il più recente. Frosinone-Mantova dell’8 maggio 2026 è ancora vivo nei suoi occhi, perché spesso le emozioni più forti sono quelle appena vissute. Ma guardando il percorso del club negli ultimi anni, D’Aprile sottolinea soprattutto la continuità costruita dalla società: quattro promozioni verso la Serie A o playoff conquistati in undici anni, con allenatori diversi ma con una guida societaria sempre solida. Per lui il grande artefice resta Maurizio Stirpe, capace di dare identità e stabilità al progetto. E poi c’è la ritualità del tifo. Quella che rende speciale ogni giornata di campionato. Prima della partita, il ritrovo è sempre nello stesso bar insieme ai tesserati del club. Dopo il fischio finale arriva invece il “terzo tempo”, il momento per stare insieme, commentare, condividere emozioni. Un’abitudine diventata tradizione.

Lo Stadio Benito Stirpe di Frosinone

Quando si parla di giocatori simbolo, Gerardo fatica a fare differenze perché, spiega, tutti meritano rispetto. Però due nomi gli vengono spontanei: Massimo Zappino e Daniel Ciofani. Due figure che, secondo lui, hanno incarnato perfettamente lo spirito del Frosinone e il carattere della sua gente. Molto bello anche il passaggio dedicato ai più giovani. In una realtà come Frosinone, che tra l'altro ospiterà l'evento Cur in Campo 2026, crescere con questi valori significa sentirsi parte di una famiglia allargata. “Noi tifosi siamo tutti amici”, racconta, spiegando come ci sia una volontà concreta di accompagnare i ragazzi più piccoli dentro un ambiente sano, fatto di appartenenza e condivisione.

Infine il concetto più importante: il Frosinone va oltre la categoria. Serie A o Serie B cambia relativamente poco per chi vive questi colori in maniera autentica. La fiducia nel futuro resta forte, così come la convinzione che questa società possa continuare a crescere. Per Gerardo D’Aprile essere frusinati e tifosi del Frosinone significa una cosa molto semplice ma profondissima: rappresentare la propria terra, le proprie tradizioni e un’identità che non si spegne mai. Anche lontano da casa. Per questo il presidente del Club Cavaliere Benito Stirpe guarda con affetto anche ai tifosi sparsi in giro per l’Italia: “È bellissimo vederli in trasferta o sugli spalti quando possono raggiungerci. Anche loro fanno parte della nostra famiglia”.