DerbyDerbyDerby Calcio Italiano Tiziano Crudeli in ESCLUSIVA: "Bari in Serie C specchio del calcio italiano"
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Tiziano Crudeli in ESCLUSIVA: "Bari in Serie C specchio del calcio italiano"

Carmine Panarella
Il noto giornalista e opinionista di fede rossonera si è soffermato sul triste epilogo stagionale del club biancorosso, appena retrocesso, e sul nostro movimento calcistico

La voce è quella inconfondibile di Tiziano Crudeli, storico volto televisivo e tifoso milanista, che commenta con amarezza la recente retrocessione del Bari in Serie C. Tra ricordi delle grandi presidenze del calcio italiano, modelli societari e affetto per la Puglia, Crudeli ha analizzato il momento della piazza biancorossa senza troppi giri di parole. L'intervista è stata svolta in collaborazione con Lorenzo Giliberti.

Tiziano Crudeli: "Atalanta e Lecce esempi virtuosi"

Hai seguito Bari-Sudtirol? Si aspettava la retrocessione? "No, sinceramente no. Mi ha colpito molto. Per me il Bari è sempre stato una società medio-alta del calcio italiano, una realtà importante, se penso poi che negli anni ’90 le ambizioni erano giocarsela per l’Europa poi. Essere caduti così in basso fa riflettere sul fatto che questo sia lo specchio del calcio italiano attuale".

Parla di disponibilità economiche? "Beh non solo. Molti investimenti non si rivelano all’altezza della situazione. Però una squadra può ottenere risultati anche senza avere i budget delle grandi, se dietro c’è una struttura seria, se si scelgono bene direttore sportivo, allenatore e collaboratori".

Le vengono in mente esempi virtuosi? "Sì, penso a realtà come l’Atalanta, oppure al lavoro fatto da Pantaleo Corvino a Lecce. Ha saputo investire bene, valorizzare giocatori e creare organici competitivi. Questa è programmazione, ci vuole competenza, e forse questa è mancata tantissimo".

Tiziano Crudeli: "Il tifoso vuole crescita, investimenti, prospettiva"

Lei ha vissuto da vicino presidenti come Berlusconi, Moratti, Ferlaino. Che differenza c’è rispetto ai patron di oggi, tra cui i De Laurentiis? "Una volta c’erano presidenti che investivano tantissimo per vincere subito. Io, da tifoso del Milan, ero abituato a pretendere risultati immediati e grandi investimenti. Oggi invece molte società lavorano in prospettiva, puntano sui giovani e sulla crescita graduale per poi rivenderli e incassare".

Fosse un tifoso del Bari: conti in ordine o investimenti più ambiziosi? "È una domanda difficile. Con una proprietà come quella dei De Laurentiis magari non rischi certe situazioni economiche o penalizzazioni, però il tifoso vuole anche vedere crescita, investimenti, prospettiva. Serve equilibrio".

Spera di tornare a seguire il suo Milan a Bari quanto prima? "Io amo la vostra regione. Bari, Lecce, Foggia: ogni trasferta in Puglia mi ha lasciato qualcosa di positivo. Dal punto di vista umano, estetico e affettivo è sempre stata una terra speciale, e quindi lo spero da sempre".