Inter, ufficiale il ritorno di Stanković: "San Siro è un sogno, Pio e Dimarco sono come fratelli"
Il ritorno a casa è ora realtà: Aleksandar Stanković è di nuovo un giocatore dell'Inter. A due anni di distanza dall'arrivederci a Milano, il centrocampista classe 2005 fa il suo ritorno nel club che lo ha visto muovere i primi passi sul campo da calcio. Un nuovo inizio per il giovane talento, che si ripresenta all'ambiente nerazzurro con alle spalle un bagaglio di esperienze non di poco conto. Intervistato ai microfoni di Inter TV, Stanković ha condiviso le emozioni di questa giornata indimenticabile, ripercorrendo il suo cammino e guardando verso i prossimi traguardi.
Le prime parole di Stanković da giocatore dell'Inter
Sul livello di emozione provato nel ritrovare l'ambiente che lo ha visto crescere e nel coronare il sogno di giocare al Meazza, il centrocampista ha risposto senza filtri: "Troppa emozione, non so spiegarla: io ho iniziato a giocare a calcio per l'Inter perché il mio sogno era giocare a San Siro. Per me questa è un'emozione che devo ancora elaborare".Club Brugge v Rangers - UEFA Champions League Play-offs Round Second Leg
Il rientro a Milano avviene al termine di una stagione da assoluto protagonista all'estero con la maglia del Brugge. In Belgio, il classe 2005 non solo ha conquistato il titolo di campione nazionale e accumulato presenze preziose in Champions League, ma ha anche ricevuto il riconoscimento di miglior talento della stagione. Tracciando un bilancio di questa esperienza e dell'ambiente trovato all'estero, Stanković ha dichiarato: "È stata un'esperienza fantastica, ho imparato tanto sia in campo che fuori, il Club Brugge è una società clamorosa. Tengono tanto ai giovani, dentro e fuori dal campo: mi hanno dato una grossa mano e li ringrazierò per sempre".
Il legame con Chivu e la dinastia degli Stanković
Nell'approdare in Prima Squadra, il centrocampista ritrova una figura fondamentale del suo percorso di crescita: Cristian Chivu. L'attuale allenatore ha seguito da vicino l'evoluzione tecnica e caratteriale del ragazzo durante gli anni condivisi in Primavera, guidandolo nel passaggio verso il professionismo: "Lui ha avuto un grande impatto nella mia carriera, mi ha trovato che ero ancora un bambino in Primavera e avevo appena iniziato a giocare un calcio "serio". Mi ha insegnato tantissime cose, in campo e fuori: Chivu mi ha fatto capire davvero cos'è il calcio e che alla fine conta ciò che fai in campo per poi vincere. Lo ringrazierò a vita: sono contentissimo di rivederlo".Inevitabilmente, il pensiero corre al forte legame dinastico con la società. Il padre Dejan ha scritto pagine di storia nerazzurra, vincendo ogni trofeo possibile con la maglia nerazzurra: "Lui è molto emozionato, forse anche più di me, così come i miei fratelli e mia mamma. Sicuramente per noi come famiglia interista, avendo un papà che ha giocato nell'Inter e ha vinto tutto è veramente un sogno: siamo tutti contenti e sono sicuro che anche lui è fiero di me".
L'ambientamento in Prima Squadra
Guardando all'inserimento nelle dinamiche della Prima Squadra e a ciò che potrà offrire al gruppo, Stanković mostra di voler apprendere dai compagni con più esperienza: "Sarà da vedere con il lavoro e le idee del Mister, che sicuramente sono cambiate rispetto a quando eravamo insieme in Primavera. Dovrò capire tanti aspetti, ma con i campioni che ritroverò imparerò davvero molto, non vedo l'ora. Cercherò di dare una mano e aiutare la squadra con la mia piccola esperienza".Infine, il centrocampista ha voluto dedicare un messaggio alla tifoseria interista. Il pubblico, che lo ha osservato durante la sua intera trafila nel vivaio, si prepara ora ad accoglierlo in una veste completamente nuova: non più sugli spalti da tifoso, ma sul rettangolo di gioco come protagonista: "Sono contento di rivederli allo stadio, questa volta da giocatore e non da tifoso. Spero di regalare loro tante emozioni e non vedo l'ora di sentirli gridare il mio nome".
© RIPRODUZIONE RISERVATA