Manchester City e Chelsea regine del calciomercato 2026: la Premier domina
Il calciomercato estivo del 2026 ha confermato ancora una volta la capacità dei club di Premier League di muovere cifre enormi. La classifica pubblicata da Transfermarkt sulle spese per club vede infatti ben otto squadre inglesi nelle prime dieci posizioni, con il Manchester City davanti a tutti grazie a oltre mezzo miliardo di euro investito nei nuovi acquisti.
Il dato più impressionante è proprio quello dei Citizens, che hanno speso 526,2 milioni di euro per 9 acquisti. Alle loro spalle troviamo il Chelsea, secondo con 406,7 milioni per 10 giocatori, mentre sul terzo gradino del podio c'è il Tottenham, arrivato a quota 366,4 milioni con appena 5 acquisti.
Fulham v Chelsea FC - Premier League 2026/27
Manchester City al primo posto: 526,2 milioni spesi
La formazione del nuovo allenatore Enzo Maresca è quella che ha investito maggiormente sul mercato. I 526,2 milioni spesi dal Manchester City rappresentano una cifra superiore di quasi 120 milioni rispetto al Chelsea, secondo classificato.Il dato diventa ancora più significativo considerando il numero di operazioni: sono 9 gli acquisti effettuati dal City, per una media superiore ai 58 milioni di euro per giocatore. Una strategia che testimonia la volontà della società di continuare a costruire una rosa competitiva ai massimi livelli, senza badare troppo alle cifre quando viene individuato il profilo giusto.
Chelsea e Tottenham completano il podio
Alle spalle del City c'è il Chelsea, che ha investito 406,7 milioni di euro distribuendoli su ben 10 nuovi acquisti. I Blues confermano così la propria presenza costante nelle classifiche delle società più attive sul mercato internazionale.Ancora più particolare è il caso del Tottenham. Gli Spurs sono terzi con 366,4 milioni, ma hanno effettuato soltanto 5 acquisti. Questo significa che il club londinese ha concentrato una quantità enorme di risorse su pochi giocatori, con una spesa media superiore ai 73 milioni per operazione. Il podio è quindi interamente inglese e fotografa perfettamente la distanza economica che la Premier League continua ad avere rispetto agli altri grandi campionati europei.
Newcastle e Aston Villa, altre due inglesi nella top 5
La supremazia inglese prosegue immediatamente sotto il podio. Il Newcastle è quarto con 313 milioni di euro spesi per 8 acquisti, mentre l'Aston Villa occupa la quinta posizione con 300,2 milioni investiti su altrettanti 8 giocatori.Cinque dei primi cinque club della classifica appartengono dunque alla Premier League. Un dato che diventa ancora più evidente osservando la parte restante della graduatoria. Al sesto posto troviamo il Liverpool, con 264,6 milioni per 5 acquisti, seguito dall'Arsenal, che ha raggiunto quota 227,1 milioni con 4 operazioni. In mezzo alle due inglesi c'è il Real Madrid, ottavo con 225 milioni spesi per 4 giocatori.
Ipswich Town e Hull City: la sorpresa della classifica
Tra i dati più curiosi ci sono quelli di Ipswich Town e Hull City, rispettivamente nona e undicesima. L'Ipswich ha investito 220,7 milioni di euro in 14 acquisti, mentre l'Hull City ha raggiunto quota 175,7 milioni con addirittura 15 operazioni. Numeri che sorprendono soprattutto se confrontati con quelli di alcuni grandi club europei. La classifica dimostra quindi che la capacità di spesa non è più una caratteristica esclusiva delle società che lottano abitualmente ai vertici del calcio europeo.
Juventus e Milan provano a tenere il passo
La prima italiana presente nella graduatoria è la Juventus, quattordicesima con 164,4 milioni di euro investiti per 9 acquisti. Poco più indietro troviamo il Milan, quindicesimo con 163,7 milioni spesi per 6 giocatori.I due club italiani sono quindi molto vicini tra loro, ma la distanza dalle prime posizioni rimane enorme: la Juventus, attraverso il lavoro di Carnevali, ha investito meno di un terzo della cifra spesa dal Manchester City. Il confronto evidenzia ancora una volta il peso economico della Premier League nel mercato internazionale. La graduatoria delle spese estive 2026 dice qualcosa di molto chiaro: oggi il campionato inglese dispone di una capacità di investimento che gli altri campionati fanno sempre più fatica a seguire.
© RIPRODUZIONE RISERVATA