DerbyDerbyDerby Calciomercato Fiorentina-Kean, Paratici: "Speriamo e vogliamo che sia il nostro numero 9"

Fiorentina-Kean, Paratici: "Speriamo e vogliamo che sia il nostro numero 9"

Luigi Mereu
Fabio Paratici ha parlato in conferenza stampa del futuro della Fiorentina e della possibile permanenza di Moise Kean

Fabio Paratici, arrivato alla Fiorentina nel febbraio 2026, è tornato pienamente operativo dopo la squalifica, legandosi al progetto viola fino al 2030 con un contratto a lungo termine. Il dirigente italiano ha adesso l'obiettivo di contribuire alla risalita della squadra di Firenze dopo una stagione disastrosa finita al quindicesimo posto a quota 42 punti. Uno dei punti centrali del mercato è sicuramente Moise Kean, reduce da una stagione complicata che lo ha visto segnare solamente 8 gol in Serie A, rispetto alle 19 reti della stagione 2024-2025.

Fiorentina-Kean: le parole di Fabio Paratici in conferenza stampa

Durante la conferenza stampa odierna in sede a Firenze, il direttore sportivo viola Paratici ha ribadito la volontà della proprietà di costruire una squadra competitiva, definendo Moise Kean un patrimonio della società e della Nazionale: "Siamo in un periodo di mercato e quindi ci sono delle interlocuzioni con gli agenti. Non sono qui a raccontarvi tutta la verità su quello che ci diciamo in questi incontri. Kean è un patrimonio dell'Italia e della Fiorentina a cui sono molto affezionato, speriamo e vogliamo che sia il nostro numero 9. Poi come tutti i club di calcio, tranne 4 o 5 in Europa, non siamo totalmente padroni del nostro destino".

FIRENZE, ITALIA - 4 GENNAIO: Moise Kean di ACF Fiorentina festeggia dopo aver segnato un gol durante la partita di Serie A tra ACF Fiorentina e US Cremonese all'Artemio Franchi il 4 gennaio 2026 a Firenze, Italia. (Foto di Gabriele Maltinti/Getty Images)

Ribadisce poi la volontà di competere a livelli più alti: "La mia mentalità è molto competitiva, non accetto da me stesso arrivare 4 anni di fila ottavo o settimo. Non lo accetto da me stesso quindi non lo accetto dal mio club. Posso accettare un anno di arrivare quattordicesimo per mettere le basi per arrivare poi quarto o quinto".

Infine ha parlato della decisione di esonerare Paolo Vanoli per prendere al suo posto Fabio Grosso, prima e unica scelta per la dirigenza viola: "Noi fino all'ultimo siamo stati concentrati su Vanoli e sulla salvezza. Lui ha fatto un grandissimo lavoro e noi lo abbiamo supportato per farlo rendere al massimo. Poi si è chiamati a prendere delle decisioni, che non sono basate su quello che una persona ha fatto, ma se sei un capo devi decidere su quello che si potrà fare. Grosso? Era l'unico candidato che avevamo in mente: ci piaceva il profilo".