Manenti: "Penso di non aver fatto errori sulla storia di Parma"
Giampietro Manenti rappresenta senza dubbio una delle figure più surreali, grottesche e drammatiche dell'intera storia del calcio italiano, protagonista assoluto del definitivo collasso del Parma Calcio avvenuto nel corso del 2015. La vicenda si inserisce nel contesto di una società gloriosa ma ormai devastata dai debiti accumulati dalla precedente gestione di Tommaso Ghirardi, che aveva ridotto il club a un passo dal baratro economico. In questo scenario di totale disperazione si inserisce Manenti, un oscuro imprenditore lombardo alla guida di una misteriosa azienda con sede in Slovenia, la Mapi Group, che nel febbraio di quell'anno acquista il Parma alla cifra simbolica di un solo euro, promettendo l'arrivo immediato di capitali freschi e fantomatici bonifici internazionali per sbloccare la situazione.
Le parole dell'ex proprietario del Parma, intervistato nel documentario "Uno, nessuno, Manenti"
Nel documentario "Uno, nessuno, Manenti", Giampietro Manenti respinge il ruolo di unico responsabile del fallimento del club, presentandosi invece come vittima di un sistema pre-compromesso. Manenti sostiene che il dissesto fosse ereditato dalle gestioni precedenti e descrive i suoi annunci sui fondi in arrivo non come una truffa, ma come la convinzione, seppur ingenua, di sbloccare bonifici internazionali.
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