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Questa sera andrà in scena la sfida di ritorno dei quarti di finale tra Atletico Madrid-Barcellona. Dopo il 2-0 allo Spotify Camp Nou, i Colchoneros sono con un piede verso le semifinali di Champions League ma la squadra di Hansi Flick arriva alla partita con la convinzione di poter ribaltare il risultato. La sfida di domani, inoltre, sarà anche un confronto generazionale tra due giocatori che potrebbero risultare decisivi ai fini del risultato, ovvero Robert Lewandowski e Julian Alvarez.
La sfida di questa sera che vedrà contrapposte Atletico Madrid-Barcellona è tutto tranne che decisa. E' vero che i Colchoneros partono con due reti di vantaggio, ma è anche vero che i blaugrana più volte nella loro storia si sono trovati in una simile situazione di svantaggio e più volte sono stati in grado di ribaltare la situazione. Motivo per cui domani la partita sarà tutta da giocare dal 1' all'ultimo minuto.
La sfida, inoltre, vedrà da entrambe le parti due giocatori con la maglia numero 9 che rappresentano due generazioni di calcio mondiale: Robert Lewandowski e Julian Alvarez. Da una parte, un bomber venuto dalla Polonia che ha scritta la storia del calcio polacco e grandi pagine del calcio mondiale, dall'altra un ragazzo dalle qualità di un vero leader e che in carriera ha già sollevato una Coppa del Mondo.
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Altezza, forza, equilibrio, passo, intelligenza tattica ed abile di testa oltre con entrambi i piedi nella finalizzazione. Tutte qualità che hanno reso Robert Lewandowski il più grande giocatore polacco di tutti i tempi e uno dei migliori della storia. A 37 anni, il nativo di Varsavia si sente ancora un ragazzino e i numeri gli danno più che ragione. Non a caso, Milan e Juventus sono sulle sue tracce. Sebbene operi principalmente nell'area di rigore avversaria, per il suo senso della posizione e la capacità di tiro, per la forza nel gioco aereo e l'ottimo bagaglio tecnico, Lewa ha dimostrato di essere utile in ogni parte del campo.
I 4 milioni spesi dal Borussia Dortmund nel 2010 per portarlo in Germania hanno fatto di lui il calciatore polacco più pagato della storia e fin da subito Lewandowski ha dimostrato di valere quella somma. Magari in quel momento era poco dato quello che ha fatto negli anni successivi tra Borussia, Bayern Monaco e Barcellona, ma il numero 9 della Polonia non si è mai lasciato prendere dal prezzo che un club aveva speso per lui. Entrava in campo e faceva la cosa che gli riusciva meglio: segnare valanghe di reti. Una qualità che lo ha portato a vincere 31 trofei in carriera.
In Argentina è stato più volte paragonato a Sergio Aguero. Un confronto che non ha mai intimorito Julian Alvarez. Magari non sarà come El Kun ma certo non si può dire che non sia un fenomeno. Di ben 13 anni più giovane rispetto a Robert Lewandowski, il classe 2000 si è dimostrato un centravanti capace di svariare su tutto il fronte offensivo, con un'elegante tecnica individuale, dribbling e velocità. E quando non riesce a trovare la via della rete, si rivela un raffinato assist-man.
Era il 2021 quando l'Argentina scoprì di aver sfornato l'ennesimo diamante purissimo. Un prodotto d'eccellenza della cantera del River Plate, la stessa fucina di talenti che ha regalato al calcio leggende del calibro di Pablo Aimar, Javier Saviola e Ariel Ortega. Eppure, ciò che non si riesce ancora a decifrare è il reale limite del ragazzo. Oggi, a distanza di cinque anni, Julian Alvarez scende in campo lasciando dietro di sé una certezza e un interrogativo. La certezza è che ci troviamo di fronte a un calciatore ogni giorno più completo; il dubbio riguarda invece quali nuovi confini tecnico-tattici o atletici saprà ancora abbattere.
Già Lionel Scaloni lo aveva capito: "Julián farebbe comodo a qualsiasi club. Andava bene a Guardiola al City, va benissimo al Cholo all'Atlético.Servirebbe al Barça come al Real Madrid. Julián è il giocatore che ogni allenatore vorrebbe accogliere a braccia aperte". L'ultima sua perla è stata la punizione all'incrocio dei pali una settimana fa nella sfida al Camp Nou.
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