Dalla salvezza col Parma allo Scudetto dell'Inter: la folle e trionfale parabola di Cristian Chivu
Dopo tre anni passati nel purgatorio della Serie B, il Parma di Fabio Pecchia vince il campionato cadetto 2023-24 e conquista la promozione diretta grazie ai colpi di Bernabé, Bonny e Dennis Man. Le premesse per stupire anche in Serie A ci sono tutte, ma la prima parte della stagione tradisce le aspettative. La compagine emiliana strappa punti preziosi contro giganti come Milan, Lazio, Juventus e Bologna, ma crolla inesorabilmente negli scontri diretti, cadendo in casa contro Cagliari, Genoa e Verona.
Al giro di boa, i crociati occupano il quindicesimo posto, con sole due lunghezze di margine sul baratro. Il girone di ritorno inizia nel peggior modo possibile: un solo punto in sei partite e zona retrocessione piena. La dirigenza esonera Pecchia e affida la panchina a Cristian Chivu, fresco di addio alla Primavera dell'Inter. Il tecnico rumeno getta il cuore oltre l'ostacolo e compatta il gruppo con pragmatismo, blinda la difesa e firma una clamorosa salvezza contro ogni pronostico.
La promessa di inizio stagione e il riscatto autunnale
Parallelamente al miracolo emiliano, Milano vive un vero e proprio dramma sportivo. Il trauma di uno Scudetto gettato al vento all'ultima giornata e l'umiliante 5-0 incassato in finale di Champions League spingono Simone Inzaghi a rassegnare le dimissioni. La dirigenza scommette tutto sull'eroe del Tardini. Cristian Chivu torna a casa, trovando ad accoglierlo uno scetticismo feroce e un ambiente logorato dai fallimenti recenti.Il tecnico non si scompone e fin dal primo giorno di ritiro fissa i suoi giocatori negli occhi, pronunciando una frase programmatica destinata a fare la storia del club: "Non possiamo tornare indietro e cambiare l'inizio, ma possiamo iniziare da dove siamo e cambiare il finale". Le prime battute sul campo sembrano però smentirlo. In campionato la squadra imbarca acqua. Folli sconfitte contro Udinese, Juventus e Napoli precedono il doloroso 1-0 subito nel Derby di novembre. Proprio quando tutto sembra perduto, le parole di inizio stagione diventano realtà. L'Inter si compatta, ignora le ferite di Supercoppa e Champions League e infila un filotto clamoroso, che tocca l'apoteosi a San Valentino: una sassata di Zielinski al 90' stende la Juventus per 3-2 e lancia i nerazzurri a +10 sul Milan.
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La chiusura del cerchio a San Siro e la festa tricolore
Quando il campionato sembra virtualmente chiuso, l'Inter stacca la spina incassando un'altra sconfitta nel derby di ritorno (1-0) e sanguinosi passi falsi contro Atalanta e Fiorentina. A salvare i nerazzurri interviene la provvidenziale sosta per le Nazionali. La squadra torna in campo trasformata, schianta la Roma per 5-2 con un capolavoro da fuori area di Calhanoglu e ribalta clamorosamente il Como da 2-0 a 3-4, trascinata dalla furia di Thuram e dalla doppietta di Dumfries.Il destino, sceneggiatore implacabile, prepara il gran finale per il mese di maggio. L'Inter si presenta al match point scudetto il 3 maggio 2026 a San Siro, proprio contro il Parma. I nerazzurri scardinano senza paura il bunker emiliano imponendosi per 2-0. Al triplice fischio esplode la festa totale, condita dal siparietto di Marcus Thuram scatenato sul prato verde con i suoi inconfondibili occhiali veloci. Cristian Chivu vince il tricolore. Il tecnico onora alla perfezione la promessa di cambiare il finale e legando a doppio filo le due piazze che hanno forgiato il suo mito in panchina.
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