DerbyDerbyDerby Editoriali La stagione della Fiorentina come The Truman Show: dalle ambizioni europee alla crisi
Editoriali

La stagione della Fiorentina come The Truman Show: dalle ambizioni europee alla crisi

Daniele Cirafici
L’annata surreale della squadra toscana tra scelte tecniche sbagliate e una crisi quasi infinita

Un po' come Jim Carrey in "The Truman Show", la Fiorentina all'inizio della stagione 2025/2026, è racchiusa in una bolla: in una sorta di mondo artificiale fatto di ambizioni e positività. Un mondo apparentemente perfetto che però inizia a sgretolarsi molto presto, mentre il percorso viola si trasforma lentamente in qualcosa di sempre più surreale.

Tutte le belle parole e le impressioni che porta Stefano Pioli al suo ritorno sulla panchina della viola, iniziano a essere dubitate man mano che la stagione procede. Un inizio da incubo, 4 punti in 10 giornate è uno dei momenti più catastrofici nella storia della Fiorentina che inizia ormai ad avere seri ripensamenti sulla gestione, sia a livello societario sia a livello tattico.

Come nel film, nel quale il nostro Truman si imbatte per la prima volta in delle "lacune scenografiche": un riflettore cade dal cielo apparentemente sereno, la radio della sua auto intercetta le frequenze dei registi che descrivono i suoi movimenti in tempo reale e un uomo identico al padre defunto, riappare come una comparsa prima di essere portato via da degli agenti della sicurezza. Insomma, sia nel film che nella Fiorentina c'è qualcosa che non torna ai due protagonisti.

Nottingham Forest v ACF Fiorentina - Pre-Season Friendly

Stefano Pioli, Fiorentina (Foto di Clive Mason/Getty Images)

I primi cambiamenti: le dimissioni di Pradè e l'esonero di Pioli

Dopo zero vittorie in 10 giornate e un percorso mai convincente in Conference League, Pradè lascia la squadra tra le critiche dei tifosi e Stefano Pioli viene esonerato. Al suo posto, incaricato di risollevare le sorti della Fiorentina è chiamato a rispondere Paolo Vanoli. L'ex allenatore del Torino raccoglie una squadra disastrata e ultima in classifica.

La sua avventura inizia il 9 novembre 2025 con un pareggio per 2-2 sul campo del Genoa. Risultato che lascia intravedere subito segnali incoraggianti. Poche settimane dopo arriva un’altra prova positiva, l’1-1 casalingo contro la Juventus del 22 novembre. Ottenuto grazie a una prestazione di carattere e personalità davanti ai propri tifosi. Nonostante l’avvio promettente, il mese di dicembre mette in evidenza tutte le fragilità di uno spogliatoio ancora instabile.

La pesante sconfitta interna contro il Verona porta la società a scegliere il ritiro a tempo indeterminato, pur continuando a confermare la propria fiducia nell’allenatore. La prima vera svolta arriva però tra la fine del 2025 e l’inizio di gennaio, quando la Fiorentina conquista due vittorie fondamentali contro Udinese e Cremonese. Sei punti che permettono alla Viola di lasciare l’ultimo posto in classifica e risalire fino al 18° posto, riaccendendo concretamente le speranze salvezza. Nelle nove partite della fase pre-mercato, Vanoli riesce così a conquistare complessivamente 9 punti, gettando le basi per la rimonta della squadra.

FIRENZE, ITALIA - 14 DICEMBRE: L'allenatore Paolo Vanoli, manager dell'ACF Fiorentina, fa un gesto durante la partita di Serie A tra l'ACF Fiorentina e l'Hellas Verona FC allo stadio Artemio Franchi il 14 dicembre 2025 a Firenze, Italia. (Foto di Gabriele Maltinti/Getty Images)

Paratici come "Sylvia": il ritorno che risolleva la Fiorentina

Nel film, Sylvia rappresenta l'unico barlume di autenticità in un intero universo di finzione, l'unica persona che ha guardato Truman non come un prodotto commerciale o un fenomeno da baraccone, ma come un essere umano che meritava la libertà. Con la stessa dedizione, Fabio Paratici ritorna alla Fiorentina il 14 gennaio 2026. In quel preciso giorno la Viola si trova al 18° posto in classifica.

In una stagione già travagliata, arriva la notizia che mai nessuno avrebbe voluto ricevere, la scomparsa del presidente viola, Rocco Commisso. L'accaduto porta a Firenze un clima di profondo dolore e grande commozione.

Nonostante il momento critico, il nuovo Direttore Sportivo ha cambiato immediatamente il destino della Viola. Ha dato una svolta decisiva alla corsa salvezza, sfruttando i suoi contatti in Premier League per colmare le lacune tattiche della rosa con gli arrivi di Solomon e Harrison. Blindando e rilanciando Moise Kean per proteggere lo spogliatoio dalle forti pressioni esterne e garantendo infine a Paolo Vanoli la stabilità societaria necessaria per costruire un girone di ritorno solido e concreto. Percorso che funziona per trovare continuità in Serie A ma che purtroppo per la squadra toscana, in Conference League non basta. La Fiorentina viene eliminata dalla competizione il 16 aprile 2026 ai quarti di finale contro il Crystal Palace.

La salvezza che la Fiorentina raggiungerà a fine campionato, è un po' come la porta che Truman varca per fuggire da quel mondo fatto di finzione. Finalmente i nostri due protagonisti si sono liberati da un momento brutto della loro vita, con la speranza che il futuro possa essergli migliore.

FIRENZE, ITALIA - 22 MAGGIO: Alessandro Ferrari, direttore generale dell’ACF Fiorentina, e Fabio Paratici dell’ACF Fiorentina. Osservano durante la partita di Serie A tra ACF Fiorentina e Atalanta BC allo stadio Artemio Franchi il 22 maggio 2026 a Firenze, Italia. (Foto di Gabriele Maltinti/Getty Images)

I voti della stagione: poche sufficienze e tanta amarezza

Tirando le somme, la stagione della Fiorentina, come ben si nota, è stata tutt'altro che positiva. Le poche sufficienze sono grazie alla salvezza raggiunta, non scontata per la situazione vissuta a fine dicembre.

De Gea: 5
Dodò: 4,5
Pongacic: 4,5
Ranieri: 4,5
Comuzzo: 3,5
Gosens: 5
Fagioli: 6,5Mandragora: 6Ndour: 6,5Fabbian: 4,5
Brescianini: 5,5
Balbo: 5,5
Parisi: 6,5Gudmunson: 5,5
Fazzini: 3,5
Kean: 4,5
Piccoli: 4,5
Solomon: 5,5
Harrison: 3,5
Dzeko: 3,5
Pioli: 2
Vanoli: 6,5Pradè: 1
Paratici: 7