Inghilterra-Spagna, Wembley riaccende la sfida di Berlino
Non è una finale, ma è avvincente come se lo fosse ugualmente. Quando si incrociano Inghilterra e Spagna, il ricordo corre va inevitabilmente a Berlino. Quella notte del 14 luglio 2024 la Roja vinse 2-1 e conquistò l’Europeo.
Sabato, a Wembley, le due nazionali si ritrovano per la prima giornata della Nations League. Cambia la competizione, non il peso della sfida. Per di più vi è un dettaglio che rende tutto ancora più interessante: nel frattempo la Spagna è diventata anche campione del mondo, mentre l’Inghilterra ha chiuso il Mondiale 2026 al terzo posto. Due percorsi diversi, con la stessa voglia di sfidarsi.
Spagna, vietato sedersi
La squadra di Luis de la Fuente arriva a Wembley con un’eredità pesante: quella di chi ha già vinto quasi tutto. Europeo nel 2024, Mondiale nel 2026 e Nations League nel 2023. Il rischio, semmai, è trasformare il successo in un punto d’arrivo. L’allenatore spagnolo dovrà quindi chiedere alla sua squadra di ripartire dal principio: possesso, pressione, qualità tecnica e capacità di occupare il campo. La Spagna non ha bisogno di cambiare pelle. Deve dimostrare di saper mantenere la stessa intensità anche dopo aver raggiunto la vetta.Tra tutti spicca Lamine Yamal. Il talento che a Berlino era ancora una promessa è oggi uno dei simboli della nuova generazione spagnola. Il suo duello con la difesa inglese sarà uno dei temi della serata. Dall’altra parte c’è Thomas Tuchel. L’Inghilterra riparte dopo il terzo posto mondiale e trova immediatamente un avversario che non concede tempo per prendere le misure.
Wembley può diventare il dodicesimo uomo, ma servirà soprattutto una squadra capace di reggere il confronto tecnico. Jude Bellingham e Harry Kane sono i riferimenti principali: il centrocampista del Real Madrid arriva da un ottimo avvio di stagione, mentre Kane ha raggiunto rapidamente quota 100 gol in Bundesliga. Il problema, però, è nelle assenze. L’Inghilterra arriva alla sfida con diversi forfait, tra cui quelli di Declan Rice, Cole Palmer e Marcus Rashford secondo le ultime informazioni disponibili. Il centrocampo sarà la partita.
La chiave potrebbe essere tutta lì: chi riuscirà a tenere in pugno la partita?
La Spagna proverà a tenere il pallone, muovere l’Inghilterra e creare possesso palla maggiore attraverso il palleggio. Gli inglesi dovranno trovare il modo di spezzare quella ragnatela, accorciare il campo e trasformare rapidamente il recupero del pallone in una transizione offensiva.È qui che la partita può cambiare volto. Se la Roja riuscirà a giocare nella metà campo inglese, aumenteranno le possibilità di vedere Yamal e gli altri uomini offensivi ricevere palloni in condizioni favorevoli. Se invece l’Inghilterra riuscirà ad alzare il ritmo e ad attaccare lo spazio, la sfida potrebbe diventare molto più fisica e verticale. Berlino è ancora lì. Attendiamo Wembley.
Poi c’è la memoria. A Berlino segnò Nico Williams. Pareggiò Cole Palmer. Decise Mikel Oyarzabal. Una finale che sembrava destinata ai supplementari e che invece la Spagna chiuse nel finale.
Sono passati due anni, ma alcuni protagonisti sono ancora lì. E soprattutto è rimasta la rivalità. Dal 2000 le due nazionali si sono affrontate dieci volte: sei vittorie spagnole, tre inglesi e un pareggio. A Wembley, però, la storia non scenderà in campo. Ci saranno due squadre nuove, due allenatori, nuovi equilibri e una generazione di talenti pronta a prendersi la scena. La Spagna arriva da campione. L’Inghilterra vuole trasformare Wembley nel teatro della risposta. Berlino appartiene al passato: la prima puntata del nuovo duello europeo comincia adesso.
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