La prigione dorata di Federico Chiesa
Ci sono prigioni senza sbarre, costruite con contratti importanti, grandi stadi e stipendi che pochi possono permettersi. Quella di Federico Chiesa sembra avere proprio queste caratteristiche. L'esclusione dalla lista UEFA del Liverpool ha inevitabilmente complicato anche questa stagione per l'ex Juventus, nonostante l'addio di Arne Slot e l'arrivo di Andoni Iraola le cose non sono cambiate di molto, anzi. Chiesa in estate era stato accostato ad altre squadre, ma alla fine è rimasto all'ombra di Anfield Road.
Escluso dalla lista UEFA del Liverpool
LIVERPOOL, INGHILTERRA - 14 FEBBRAIO: Federico Chiesa, del Liverpool, osserva il gioco durante la partita del quarto turno della Emirates FA Cup tra Liverpool e Brighton & Hove Albion, il 14 febbraio 2026 a Liverpool, Inghilterra. (Foto di Lewis Storey/Ge
L’avventura inglese dell’esterno italiano non ha preso la direzione sperata. Arrivato in Premier League con il desiderio di rilanciarsi e dimostrare di poter essere ancora decisivo ai massimi livelli, Chiesa si è ritrovato progressivamente ai margini, costretto troppo spesso ad osservare i compagni dalla panchina. Il talento non è mai stato realmente in discussione. Quando sta bene, Chiesa possiede accelerazione, imprevedibilità e quella capacità di rompere gli equilibri che lo aveva trasformato in uno dei simboli dell’Italia campione d’Europa nel 2021. Il problema, oggi, è trovare continuità.
Il vero lusso di Federico Chiesa sarebbe tornare a giocare
LIVERPOOL, INGHILTERRA - 9 AGOSTO: Federico Chiesa del Liverpool subisce un intervento da parte di Anis Soubeir dell'AS Monaco durante l'amichevole precampionato tra Liverpool FC e AS Monaco ad Anfield, il 9 agosto 2026 a Liverpool, Inghilterra. (Foto di
Ed è qui che nasce la sua “prigione dorata”: restare significa continuare a vivere all’interno di un club prestigioso e di un campionato straordinario, ma con il rischio concreto di perdere un altro anno importante della carriera. Andarsene, invece, vorrebbe dire probabilmente rinunciare a qualcosa dal punto di vista economico e forse anche del prestigio, per tornare semplicemente a sentirsi protagonista. A 28 anni Chiesa non può più permettersi di aspettare all’infinito. Ha bisogno di minuti, fiducia e soprattutto di una squadra che costruisca attorno alle sue caratteristiche. Il vero lusso, a questo punto della carriera, non è più avere un grande contratto o giocare in uno degli stadi più famosi d’Europa. Il vero lusso per Federico Chiesa sarebbe tornare a giocare.
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