La Roma festeggia 99 anni: i migliori momenti della storia giallorossa
Alla fine degli anni 20 il divario tra le squadre del Nord Italia e quelle del Centro-Sud era ancora molto marcato, per questo motivo prese sempre più forza l'idea di creare a Roma un unico club capace di competere ai massimi livelli, soprattutto in vista della nascita del campionato di Serie A a girone unico.
Il 7 giugno 1927, nei locali di via Forlì 16, nacque così l'Associazione Sportiva Roma dalla fusione di Alba Audace, Roman e Fortitudo Pro Roma. L'operazione fu promossa principalmente da Italo Foschi, segretario della federazione romana del Partito Nazionale Fascista, presidente della Fortitudo e membro del CONI, insieme a Ulisse Igliori, presidente dell'Alba. Seguendo le direttive della Carta di Viareggio, i due riuscirono a dare vita a una società che potesse rappresentare la Capitale e competere con le grandi realtà del calcio italiano.
Compleanno Roma: perché si festeggia il 22 luglio?
Sebbene la nascita dell'Associazione Sportiva Roma risalga al 7 giugno 1927, il club celebra tradizionalmente il proprio anniversario il 22 luglio. In questa data si svolse infatti la prima assemblea ufficiale della società, durante la quale venne approvato l'Ordine del Giorno n. 1, il più antico documento ufficiale della storia giallorossa ancora oggi conservato. Quel verbale sancì l'avvio formale dell'attività del nuovo club e pose le basi della sua organizzazione, motivo per cui il 22 luglio è considerato a tutti gli effetti il giorno simbolo della nascita della Roma.
Fin dalle sue prime stagioni, la Roma si impose come una delle protagoniste del calcio italiano, con la squadra che occupò stabilmente le posizioni di vertice del campionato e che addirittura partecipò già nel 1931 alla Coppa dell'Europa Centrale e raggiunse la finale di Coppa Italia nella stagione 1936-1937. In quegli anni il Campo Testaccio divenne il simbolo della nascente identità romanista, contribuendo a creare un legame speciale tra la squadra e i suoi tifosi.
La definitiva consacrazione arrivò nella stagione 1941-1942, quando grazie al successo per 2-0 sul Modena nell'ultima giornata di campionato, la Roma conquistò il primo Scudetto della propria storia. Quel titolo ebbe un valore storico non solo per il club, ma per l'intero calcio italiano: per la prima volta una squadra del Centro-Sud riusciva a interrompere il dominio delle società del Nord nella massima serie.
La finale di "Coppa dei Campioni"
Tra i momenti più importanti dei 99 anni di storia della Roma, un posto speciale spetta sicuramente alla stagione 1983-1984. La squadra di Nils Liedholm riuscì a raggiungere per la prima volta una finale di Coppa dei Campioni, l'attuale Champions League, portando il nome della Capitale sul palcoscenico più prestigioso del calcio europeo.
L'appuntamento con la storia arrivò il 30 maggio 1984, proprio allo Stadio Olimpico di Roma. Di fronte c'era il Liverpool, una delle squadre più forti d'Europa in quegli anni. La partita terminò 1-1 nei tempi regolamentari: gli inglesi passarono in vantaggio con Phil Neal, ma Roberto Pruzzo riportò il risultato in equilibrio. Dopo i supplementari, la sfida si decise ai calci di rigore, dove il Liverpool ebbe la meglio vincendo 4-2.
Un dettaglio simbolico rese ancora più speciale quella serata: la Roma scelse di non indossare lo Scudetto tricolore sulla maglia della finale. In quella stagione il club era Campione d'Italia in carica e avrebbe potuto mostrare il tricolore sul petto, come fatto in altre occasioni da Juventus e Milan. Tuttavia, per la finale europea, la società decise di dare priorità al simbolo del club, la celebre Lupa di Gratton, rinunciando allo Scudetto. La scelta rappresentava l'orgoglio di una squadra che voleva presentarsi in Europa prima di tutto come Roma, portando sul petto la propria identità.
Secondo e terzo scudetto
Dopo decenni di attesa, il secondo Scudetto arrivò nella stagione 1982-1983. La Roma di Nils Liedholm, guidata in campo da campioni come Paulo Roberto Falcão, Bruno Conti e Agostino Di Bartolomei, conquistò il titolo davanti al proprio pubblico grazie a una squadra equilibrata, spettacolare e consapevole della propria forza. Il trionfo arrivò il 15 maggio 1983 dopo il pareggio contro il Genoa, regalando alla Capitale una festa attesa per 41 anni. Fu lo Scudetto della maturità, quello di una Roma diventata finalmente una grande del calcio italiano.
Il terzo titolo nazionale, quello del 2001, rappresenta invece uno dei momenti più iconici della storia giallorossa. La squadra allenata da Fabio Capello, costruita attorno a giocatori come Francesco Totti, Gabriel Batistuta, Cafu e Vincenzo Montella, dominò la stagione e conquistò il campionato il 17 giugno 2001 battendo il Parma per 3-1 all'Olimpico.
Imomenti migliori dal 2001 in poi in Europa
Negli anni successivi sono arrivate altre notti indimenticabili, come quella del 10 aprile 2018. La Roma si ritrovò contro il Barcellona nei quarti di finale di Champions League, quando all'andata persero 4-1 al Camp Nou, ma grazie a una prestazione a dir poco perfetta e ad uno stadio pieno e carico di energia riuscirono a vincere 3-0 passando il turno e raggiungendo il Liverpool in semifinale. I marcatori di quella partita furono Edin Dzeko, Daniele De Rossi e Kostas Manolas allo scadere da calcio d'angolo.
Il 16 settembre 2015, nella prima giornata della fase a gironi di Champions League, la Roma affrontò il Barcellona campione d'Europa in carica all'Olimpico. Una partita sulla carta impossibile contro la squadra di Luis Enrique, guidata dal tridente delle meraviglie formato da Messi, Suárez e Neymar. Dopo il vantaggio blaugrana firmato da Luis Suárez, al 31' arrivò una delle reti più spettacolari mai viste nella storia della competizione.
Alessandro Florenzi, schierato come esterno destro, recuperò palla nella propria metà campo e, vedendo Ter Stegen molto lontano dalla porta, tentò una conclusione da una distanza incredibile. Il pallone viaggiò per oltre 50 metri prima di scavalcare il portiere tedesco e terminare in rete, facendo esplodere l'Olimpico. Un gol di rara bellezza tecnica e intuizione, che fece immediatamente il giro del mondo e venne inserito tra le reti più belle della stagione europea.
Un'altra pagina speciale è quella della Conference League nel 2022, il primo trofeo internazionale della storia del club. A Tirana, grazie al gol di Nicolò Zaniolo contro il Feyenoord, la squadra, guidata all'epoca dal portoghese José Mourinho, alzò una coppa europea riportando entusiasmo a un'intera città.
L'ottavo re: Francesco Totti
Un altro dei momenti più emozionanti della storia recente della Roma risale al 2016, l'ultima annata della leggenda e bandiera romanista Francesco Totti. Il 20 aprile 2016, sempre all'Olimpico, la Roma affrontava il Torino in una sfida fondamentale per la corsa alla qualificazione europea. I granata si portarono avanti 2-1 e sembravano destinati a conquistare la vittoria, ma l'ingresso del capitano cambiò completamente la partita.
Totti entrò in campo al 86' e impiegò appena pochi secondi per lasciare il segno: al primo pallone toccato realizzò il gol del momentaneo 2-2, sfruttando un errore della difesa avversaria e dimostrando ancora una volta il suo straordinario istinto sotto porta. Poco dopo arrivò il momento destinato a entrare nella storia: Diego Perotti conquistò un calcio di rigore e dal dischetto si presentò proprio il numero 10.
Con tutta la pressione sulle sue spalle e lo stadio interamente dalla sua parte, Totti trasformò il calcio di rigore all'89' regalando alla Roma una vittoria incredibile per 3-2. Un'esplosione di gioia che andò oltre il risultato: fu l'ennesima dimostrazione del legame unico tra il capitano e il suo popolo, pochi mesi prima dell'addio definitivo al calcio e con una situazione scomoda con Luciano Spalletti in panchina.
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