L’altro Rummenigge: la storia di Michael, dal Bayern al Borussia Dortmund
Castore e Polluce, Caino e Abele, William e Harry d'Inghilterra, Franco e Giuseppe Baresi, Chiara e Valentina Ferragni. La Storia è piena di fratelli che, in aggiunta al patrimonio genetico, finiscono per condividere un destino, un mito e una certa quantità di titoli di giornale. Nel calcio, proprio come nella vita, portare lo stesso cognome può essere una benedizione, oppure la condanna di rimanere per sempre nell'ombra di qualcun altro. Un rischio che diventa molto concreto se tuo fratello si chiama Karl-Heinz Rummenigge, è una bandiera del Bayern Monaco, e tu giochi nella stessa squadra.
Così, nel 1988, Michael lasciò Monaco per trasferirsi a Dortmund e provare a costruirsi una carriera con lo stesso cognome ma una storia tutta sua. Un trasloco che, con il senno di poi, si sarebbe rivelato una gran bella idea.
Michael Rummenigge, il fratello di Kalle
Nato a Lippstadt il 3 febbraio 1964, sotto il segno dell'Aquario, Michael raggiunge il fratello maggiore al Bayern Monaco nel 1981, ad appena 17 anni. L'anno successivo diventa professionista e comincia a ritagliarsi un posto in prima squadra: con i bavaresi vincerà tre campionati tedeschi consecutivi, dal 1985 al 1987, e due Coppe di Germania, nel 1984 e 1986. A soli 23 anni ha già un palmares invidiabile, costruito in una delle più importanti squadre d'Europa, inevitabilmente accompagnato dal confronto con Karl-Heinz, già riconosciuto come uno dei migliori attaccanti della sua generazione. Eppure, Michael non è semplicemente il fratello minore di una stella: è un giocatore tecnico, capace di muoversi bene tra centrocampo e attacco.
Dal Bayern al Borussia Dortmund: conquistare il giallonero
Trasferirsi in Westfalia significa cambiare ambiente e prospettiva. Michael ha 24 anni e ha già conosciuto il calcio ai massimi livelli, ma a Dortmund deve dimostrare per la prima volta di poter essere importante anche lontano dall'ala protettiva e, allo stesso tempo, ingombrante di Kalle. In più, il contesto è molto diverso da quello del Bayern, dove competere per un titolo è la normalità. Il Borussia sta attraversando un periodo complicato, e sta cercando di trovare una nuova dimensione, forse anche per questo l'arrivo del Rummenigge più giovane da Monaco desta qualche perplessità tra i tifosi. Ben presto, però, a parlare sarà il campo.
Nella stagione 1988-89, la prima in giallonero, Michael contribuisce alla conquista della Coppa di Germania, sollevata il 24 giugno 1989 a Berlino, battendo il Werder Brema in finale per 4-1. È il primo trofeo importante per il Borussia Dortmund dal 1966: per la squadra è il primo passaggio di una rinascita sportiva che la riporterà ai vertici del calcio tedesco. Per Rummenigge, invece, è l'inizio di un nuovo capitolo, dove questa volta è il solo protagonista.
Michael Rummenigge, cuore giallonero
Il punto più alto della sua esperienza a Dortmund arriva un paio di anni dopo, nella stagione 1991-92. Sotto la guida di Ottmar Hitzfeld, Michael Rummenigge assume un ruolo sempre più centrale nella squadra, fino ad ottenere la fascia di capitano. Quell'anno, il Borussia chiude il campionato al secondo posto, a un passo dal titolo.Nell'album dei ricordi di Michael c'è spazio anche per la finale di Coppa UEFA del 1993, contro la Juventus. Il Dortmund perde entrambe le sfide, ma lui riesce ad andare a segno nella gara di andata, terminata per 3-1 per i bianconeri. La sua avventura tedesca è ormai prossima al termine: nello stesso anno lascia la Bundesliga, dopo aver collezionato 309 presenze tra Bayern e Borussia, e si trasferisce in Giappone agli Urawa Red Diamonds.
In un'intervista, Michael ha spiegato di essere legato a entrambe le squadre, ma quando Bayern Monaco e Borussia Dortmund si affrontano, il suo cuore è solo giallonero, come è comprensibile per chi dal 1989 chiama la Westfalia la sua casa. La sua storia è molto diversa da quella del fratello Kalle, tanto per ruolo che per percorso, ma è stata proprio questa distanza a permettergli di averne una tutta sua.
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