Mondiale 1986, Urss-Belgio 3-4: l'ottavo di finale folle che non ti aspetti
Quando si conobbero gli accoppiamenti per gli Ottavi di Finale del mondiale di Messico 1986, in pochi avrebbero previsto che quello che successe tra Urss e Belgio. Le due squadre arrivarono alla sfida con percorsi e pretese quasi completamente diverse. Da una parte i sovietici, vincitori del proprio girone davanti alla Francia di Platini. Dall’altra i belgi, qualificatisi al torneo passando per i playoff e arrivati alla fase finale come migliore terza. Tutti i pronostici vedevano l'Urss vincere facilmente con il Belgio, ma i pochi spettatori dello stadio Nou Camp di León assisterono invece a una delle gare più combattute e belle del Mondiale 1986, se non tra le più belle della storia della competizione.
1986 FIFA World Cup USSR vs Canada
Il percorso di Urss e Belgio a Messico 1986
L’Unione Sovietica arriva alla partita dopo aver chiuso il Gruppo C primo a pari punti con la Francia. Con lo scontro diretto in pari, è grazie a una differenza reti nettamente migliore che la squadra sovietica è davanti. Tanto si deve alla vittoria per 6-0 all’Ungheria. Il Belgio è nel Gruppo B, quello con i padroni di casa del Messico. I Diavoli Rossi chiudono terzi, dietro anche al Paraguay, ma grazie ai 3 punti totali chiude come migliore terza del torneo. Accede così agli Ottavi.Per il passaggio del turno, la squadra allenata da Guy Thys deve ringraziare la Fifa. Dopo tre edizioni (1974-1978-1982), si abbandona l’idea dei “mini” gruppi post gironi iniziali e si torna alla fase a eliminazione diretta con ottavi e quarti di finale. E dato che le squadre sono 24, è necessario ripescare le 4 migliori terze. Un’altra curiosità di questo Mondiale è che il Messico diventa la prima Nazione a ospitare per due volte la massima competizione per Nazionali.
1986, Urss-Belgio 3-4: la partita
L’Ottavo di Finale tra Urss e Belgio è anche una rivincita di quattro anni prima, quando si incontrarono proprio in uno dei mini gruppi, da cui uscirono entrambe ai danni della Polonia. Allora finì 1-0 per i sovietici. Nel 1986 i Diavoli Rossi sono ancora allenati da Thys, come nel precedente Mondiale. Per i sovietici invece torna dopo qualche anno il “colonnello” Valerij Lobanovskij, soprannominato così proprio per il grado ottenuto nell’Armata Rossa e per i suoi metodi "militari". Il tecnico puntava tutto sulla preparazione atletica per creare delle macchine al posto di uomini, con l’obiettivo di avere dei giocatori universali a disposizione, ovvero in grado di giocare in qualsiasi ruolo. Infine, fu tra i primissimi a usare il computer per studiare gli avversari e preparare scientificamente le partite.
La gara fu inaspettatamente super combattuta e dall’intensità enorme una volta in marcia. Il Mondiale del Messico è ricordato anche perché la “Ola” fece la sua prima comparsa sugli spalti e proprio a essa può essere paragonato l’andamento della partita. La Ola non parte subito, ha bisogno di tempo e di diversi tentativi. All’inizio l’Urss parte all’attacco, ma nei primi 20 minuti si rende pericolosa solo con un tiro di Yakovenko, parato. Un primo giro, seppur con la partecipazione parziale, arriva al 27esimo, quando Igor Belanov riceve palla al limite dell’area, se la sposta sul destro e scaglia un tiro violentissimo che colpisce prima il palo all’altezza dell’incrocio e poi si insacca. Vantaggio Urss come da pronostico e il ritmo inizia a salire. Anche il Belgio inizia ad attaccare.
Al secondo tempo la Ola è ormai partita e diventa inarrestabile. I sovietici ripartono subito all’assedio e nella stessa azione prendono prima un palo con Belanov e poi di vedono salvare un tiro a botta sicura di Yakovenko sulla linea. Al 56esimo il Belgio pareggia. Con la difesa schierata malissimo, una palla in mezzo arriva a un solitario Vincenzo Scifo (figlio di minatori italiani immigrati) e insacca senza problemi. Quindici minuti dopo è la difesa belga a sbagliare in uscita, e ancora una volta è Belanov a segnare il vantaggio con un rasoterra potente in diagonale. L’Ola non accenna a fermarsi e sette minuti dopo Ceulemans trova il pareggio, lanciato in solitaria in rete.
Negli ultimi dieci minuti entrambe le squadre si buttano in attacco. Prima Yaremchuk colpisce la traversa, poi Scifo va a botta sicura di testa, ma trova il portiere avversario super reattivo sulla linea. Si va ai supplementari, ma la Ola non accenna a fermarsi. Il copione dei primi minuti è lo stesso, con i sovietici all’attacco. Questa volta però è il Belgio a passare. Sfruttando per la terza volta consecutiva una difesa avversaria posizionata malissimo, i Diavoli Rossi trovano il 3-2 con un colpo di testa di Demol tutto solo in area di rigore.
Nel secondo tempo supplementare cambia l’inerzia. Gli ospiti mantengono l’iniziativa e al 110 mettono il quarto gol con una splendida volée di Claesen di destro all’altezza del dischetto. La Ola inizia ad avere i primi sussulti, ma un minuto dopo l’Urss ottiene un rigore che ancora Belanov realizza. Il ritmo però non riprende e inizia a calare inesorabilmente. Come sempre qualcuno prova a tenerla in vita per 1/2 giri in più senza successo. In questo caso è Yevtushenko, che all'ultimo secondo di gara sbaglia un cross che però si trasforma in tiro. Serve un attento Pfaff per evitare il gol. A quel punto l’arbitro fischia la fine. Al Nou Camp passa il Belgio 4-3.
Il cammino del Belgio e le parole di Clough
L’esito lascia tutti a bocca aperta. La super favorita Unione Sovietica è fuori da quello che fu il suo penultimo Mondiale prima della dissoluzione del 1991. Lobanovskij si rammaricò, dicendo che la squadra avrebbe potuto senza problemi arrivare in fondo. Chi lo fece in parte fu invece proprio il Belgio. La squadra di Thys superò la Spagna ai Quarti, mentre uscì in Semifinale dai poi campioni dell’Argentina. Sì giocò quindi la finale 3/4 posto con la Francia, perdendola. I Diavoli Rossi chiusero il Mondiale con la peggior difesa (15 gol) e con Scifo nominato miglior giovane.La partita è ricordata soprattutto per il grande spettacolo che le due squadre misero in scena. Percorso e rose erano tutte a favore dei sovietici. Nel calcio però nulla è scritto e forse questo è uno degli esempi più chiari. Le ultime parole sulla partita le lasciamo a Brian Clough, storico allenatore del Nottingham Forest: “I ritmi della partita sono stati incredibili. Il calcio ha vinto, anche se i sovietici hanno perso”.
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