Mondiale 2026, alla scoperta del Gruppo A: Messico favorito, occhio al ritorno della Repubblica Ceca
Manca sempre meno all'inizio del Mondiale 2026. Tra 2 giorni esatti ci sarà il tanto atteso fischio di inizio della competizione per eccellenza del calcio, giunta alla sua 23^edizione alla quale, per la terza volta consecutiva, non ci sarà l'Italia. Un'assenza pesantissima che però non toglie l'alta qualità che offrono e che sono pronti a dare i migliori giocatori del mondo, alcuni di essi giunti al loro ultimo Mondiale in carriera, un motivo in più per provare a lasciare il segno.
Mondiale 2026, Gruppo A: Messico, Sudafrica, Corea del Sud e Repubblica Ceca
Quest'oggi la redazione va alla scoperta delle squadre che inaugureranno il Mondiale 2026, ovvero il Gruppo A, composto da Messico, Sudafrica, Repubblica Ceca e Corea del Sud. Il Messico, uno dei tre paesi ospitanti, ha tutti i favori del pronostico per passare il turno da primo in classifica nonostante la pressione di giocare davanti ai propri tifosi. Un particolare che infatti non intimorisce la squadra di Javier Aguirre.
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A destare curiosità è il ritorno al Mondiale della Repubblica Ceca dopo ben 20 anni di assenza. Galvanizzati dalla sorprendente vittoria sulla Danimarca nei playoff, i ragazzi di Miroslav Koubek sono pronti a regalare altre sorprese. Magari proprio ai padroni di casa. Ma un'altra insidia porta il nome di Corea del Sud, una squadra che nella storia dei Mondiale è diventata popolare proprio per aver ribaltato i pronostici: Italia, Spagna, Germania e Portogallo ne sanno qualcosa.
Più indietro nelle gerarchie è il Sudafrica di Hugo Broos e non solo perché la nazionale africana non prende parte al torneo dal 16 anni (l'ultimo disputato in casa nel 2010) ma anche perché nelle sole tre recenti partecipazioni non è mai riuscita ad andare oltre la fase a girone. Ma come sappiamo, il bello del calcio sta proprio nell'effetto a sorpresa. Mai sottovalutare gli avversari.
I giocatori in evidenza: il riscatto di Santiago Gimenez, Schick è tornato, Son sempre più nella storia
Tutti gli occhi dei tifosi messicani saranno ovviamente sul simbolo della squadra, ovvero Guillermo Ochoa. Prima escluso e che di colpo si ritroverà a difendere la porta del Tricolor nel suo sesto Mondiale. Nonostante i suoi 41 anni, Memo non invecchia mai. Anzi. Il Mondiale, inoltre, può essere una grande occasione di riscatto per Santiago Gimenez dopo le due opache stagioni con il Milan. Determinanti possono essere anche Raul Jimemez, veterano e terzo bomber di sempre della Nazionale (45 reti) ed Edson Alvarez, una delle poche note positive della stagione catastrofica del West Ham.
Si scrive Corea del Sud, si legge Son. Difficilmente il calcio sudcoreano conoscerà un altro giocatore del calibro dell'ex Tottenham. Stesso discorso per il calcio asiatico in generale. Il capitano delle Tigri, giunto al suo quarto Mondiale, può rivelarsi un'arma a doppio taglio grazie alla sua ormai più nota velocità combinata all'invidiabile dribbling. Come non dimenticare poi l' "azzurro" Kim. L'ex Napoli è un punto fermo del reparto difensivo di Hong Myung-bo, la cui fisicità si è dimostrata un fattore determinante nello scudetto partenopeo del 2023.
Tra le fila dei Bafana-Bafana il giocatore più rappresentativo è il portiere e capitano Ronwen Williams. Militante nel Mamelodi Sundowns è salito alla ribalta internazionale per le sue straordinarie doti nel parare i calci di rigore. Un altro giocatore che può fare la differenza è Teboho Mokoena, anche lui militante nel M. Sundowns: uno dei migliori centrocampisti del continente africano, noto per la sua abilità nel recuperare palloni e per il suo tiro potente dalla distanza.
Statistiche e curiosità
Il Mondiale 2026 parte con una grande curiosità. La partita inaugurale sarà Messico-Sudafrica, ovvero la stessa del Mondiale 2010, giocato però in suolo africano. Mai due stesse squadre avevano disputato due volte la partita inaugurale nella storia del Mondiale. Per quanto riguarda il Tricolor, un dato statistico curioso è che dall'edizione del 1994 a quella del 2018, la corsa dei messicani si è interrotta sempre agli ottavi di finale: per ben dunque 7 volte consecutive.I Bafana Bafana, come accennato, non sono mai riusciti a superare i gironi eliminatori nelle loro quattro partecipazioni. L'eliminazione nell'edizione casalinga del 2010, inoltre, ha fatto dei sudafricani il primo paese ospitante ad essere eliminata nella fase a gironi. Molto meglio ha fatto la Corea del Sud nell'edizione di casa del 2002, dove ha chiuso con un clamoroso quarto posto (non senza polemiche) che rappresenta il miglior piazzamento non solo della storia sudcoreana ma anche per una nazionale asiatica.
La Repubblica Ceca torna a disputare un Mondiale dopo ben 20 anni di assenza. I miglior piazzamento è stato il secondo posto ottenuto nel 1934 e nel 1962, quando all'epoca però si chiamava Cecoslovacchia. Nel 2006, ultima partecipazione, la corsa si è chiusa subito nella fase a gironi.
Allenatori: stile di gioco
L' idea di calcio di Javier Aguirre si fonda su una rigorosa e ferrea organizzazione difensiva collettiva e sul temperamento. Il tecnico del Tricolor chiede ai centrocampisti un continuo sacrificio in fase di ripiegamento per poi innescare verticalizzazioni improvvise. Questa strategia mira a valorizzare al massimo la rapidità degli esterni e la fisicità delle punte d’area di rigore.
Miroslav Koubek ha improntato il proprio credo calcistico su una straordinaria organizzazione difensiva, plasmando una squadra unita, ferrea e difficilissima da scardinare per chiunque. La sua gestione ha riportato grande entusiasmo e fiducia all’interno di tutto l’ambiente sportivo ceco dopo anni di transizione. Il tecnico ha saputo compattare lo spogliatoio isolando i calciatori dalle forti pressioni esterne, valorizzando al massimo le caratteristiche dei singoli elementi a disposizione.
Hugo Broos, allenatore del Sudafrica, proverà a ribaltare i pronostici tramite una rigorosa organizzazione collettiva e sulla valorizzazione del gruppo. Il tecnico chiede ai centrocampisti un continuo sacrificio in fase di non possesso per poi innescare immediatamente la velocità delle ali. Tutto per valorizzare al massimo l’estro di giocatori rapidi e la fisicità delle punte.
La disciplina tattica e l'intensità atletica costante sono due qualità importanti negli schemi di Myung - Bo. Questo permette alla squadra di attuare un pressing asfissiante fin dalle prime battute della contesa. Il tecnico sudcoreano ha saputo ricostruire il gruppo valorizzando l’immenso talento dei singoli elementi, integrando i veterani più esperti con le nuove promesse nate nei settori giovanili nazionali, creando un’alchimia di squadra perfetta.
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