Mondiale 2026, cosa aspettarci nel Gruppo C: Brasile super favorito, occhio alla Scozia
Ormai ci siamo. Tra meno di una settimana (11 giugno) prenderà ufficialmente il via il Mondiale 2026. Competizione alla quale, purtroppo, per la terza volta consecutiva non prenderà parte l'Italia. Ma in ogni caso bisogna andare avanti e gustare lo spettacolo che i migliori giocatori del mondo sono pronti ad offrire. Tutto il mondo ha ormai gli occhi fissi sul Nord America. Tutte le partecipanti stanno passo dopo passo prendendo il volo per la spedizione. Manca solo il fischio di inizio.
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Mondiale 2026, Gruppo C: Brasile, Marocco, Scozia e Haiti
Come sempre le sorprese nel Mondiale non mancano e una di queste la troviamo nel Gruppo C, composto da Brasile, Marocco, Scozia e, appunto, la sorpresa Haiti. Quest'ultima è tornata a disputare la fase finale della competizione dopo ben 42 anni. Secondo i pronostici la squadra di Carlo Ancelotti è data per super favorita ma, come accennato, il calcio sa essere imprevedibile, anche perché il Marocco (fresco di titolo di Campione d'Africa) non teme nessuno e lo sta dimostrando da anni, come lo conferma anche il clamoroso quarto posto conquistato nell'ultima edizione in Qatar.
I giocatori in evidenza: dalla curiosità Neymar alla carica di McTominay fino a leader Hakimi
Quando si parla di Brasile ovviamente il giocatore ad essere tenuto più di tutti sotto osservazione non può essere che Neymar, soprattutto ora dopo che il numero 10 carioca ha seriamente rischiato di vedere il Mondiale da casa a causa dei tanti infortuni e delle troppe prestazioni opache con il Santos. Le sue lacrime al momento della notizia della convocazione dicono tutto. Ma Neymar è solo uno dei tanti fenomeni di cui la Seleção dispone. A destare grande curiosità, infatti, è anche Endrick al suo debutto in un Mondiale. Dopo l'esperienza poco esaltante con il Real Madrid, il 19 enne ha trovato continuità e gol con il Lione ma adesso arriva la vera prova del 9.
Stesso discorso per Wesley. Il difensore della Roma è stato uno dei migliori nell'ultima stagione di Serie A e questo Mondiale può rappresentare il definitivo salto di qualità. Il Marocco, a sua volta, può sempre contare sull'esperienza e sulla grande forza da leader di Achraf Hakimi e dell'estremo difensore Bounou. Non bisogna poi dimenticare l'eleganza di Brahim Diaz. Ma qui la vera curiosità porta il nome di Issa Diop. Il difensore del Fulham ha deciso di rappresentare i Leoni d'Atlantico dopo aver rifiutato Francia e Senegal. Il Marocco si è fidato di lui, adesso dovrà ripagare la fiducia.
Nelle fila della Scozia il primo da tenere sotto osservazione è ovviamente Scott McTominay. Il centrocampista dal vizio del gol è pronto a quella che sarà certamente la più grande sfida della sua carriera. Una prova che certo non gli mette alcuna paura. Da tenere d'occhio anche l'altro "italiano" Lewis Ferguson, le cui punizioni possono essere letali. Per Ché Adams, invece, il Mondiale sarà un'occasione per riscattarsi da una stagione poco esaltante con il Torino.
Nella "Cenerentola" Haiti, i giocatori di Haiti da seguire con maggiore attenzione per i loro ruoli chiave sono Jean-Kévin Duverne, difensore centrale o terzino sinistro di grande spessore, che milita nel KAA Gent, con un passato importante anche nel campionato francese. Occhio anche al portiere, veterano e capitano della squadra Johny Placide e Duckens Nazon, attaccante e terminale offensivo principale, noto per il suo fiuto del gol e la fisicità.
Statistiche e curiosità
Il Mondiale è la casa del Brasile. Ma non diciamo solo perché la Nazionale Carioca è ad oggi la squadra con più vittorie (5) ma anche per il fatto che resta l'unica nazione a non avere mai saltato un'edizione organizzata. Insieme all'Italia, è anche l'unica ad aver vinto il Mondiale per due volte consecutive (1966-1970) e allo stesso tempo è insieme alla Germania l'unica ad aver disputato tre finali di fila (1994-1998-2002): due successi e un KO.A confermare quanto Mondiale e Brasile siano un tutt'uno è che i Carioca detengono anche il record di partite vinte (76), di reti realizzate (237) e di partite di imbattibilità (13, 1958-1966). Ma allo stesso tempo, ed è qui che viene il bello, il Brasile detiene anche il record di sconfitta più larga in una fase finale, ovvero l'umiliante 1-7 subìto per mano della Germania nell'edizione casalinga del 2014.
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Anche il Marocco, in termini di record, ne batte uno personale perché mai i Leoni dell'Atlante erano riusciti ad arrivare alla fase finale per tre volte consecutive (2018-22-26). La Scozia, dal suo canto, non ha una grande storia da raccontare in un'edizione del Mondiale ma l'occasione potrebbe arrivare quest'anno perché l'Armata del Tartan non è mai riuscita ad andare oltre la fase a girone. Haiti, invece, è alla ricerca della sua prima vittoria in assoluto in un Mondiale.
Allenatori: stile di gioco
Quando si tratta di compilare la lista dei convocati del Brasile per un Mondiale, il reparto più conteso è da sempre l'attacco. Da quando Ancelotti siede sulla panchina carioca, il nativo di Reggiolo ha delineato fin dall'inizio ha optato per un modulo 4-2-4, dove Vinícius Júnior, Estêvão e Matheus Cunha sembrano ormai i titolari designati e adesso con il ritorno di Neymar resta solo una cosa: i fatti sul campo. Senza mai dimenticare Rodrygo e Raphinha.
La duttilità della rosa di Ancelotti offre un'infinità di opzioni, permettendo al sistema di trasformarsi in un solido 4-2-3-1 o in un classico 4-3-3, a seconda dell'avversario e di come le caratteristiche individuali dei giocatori possano integrarsi tra loro. La Scozia di Clarke offre un misto di esperienza e giovani speranze nel 4-1-4-1 su cui piace puntare l'ex Chelsea. Armi letali possono rivelarsi il capitano Robertson, Ferguson in mediana con McTominay al centro e Adams in zona offensiva.
Mohamed Ouahbi punta su un impianto di gioco moderno e collaudato, basato su un 4-2-3-1 molto dinamico in grado di esaltare la spinta dei terzini e la qualità degli esterni offensivi. La filosofia di gioco di Sebastien Migné si basa su una rigorosa organizzazione difensiva, sul sacrificio collettivo e su rapide transizioni offensive capaci di sfruttare al massimo la velocità naturale degli esterni d’attacco a sua totale disposizione tecnica.
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