Prigionieri del mito: il Portogallo di CR7 e il bivio generazionale dell'Argentina dopo l'addio di Messi
Per anni due delle selezioni più importanti del mondo sono state costruite attorno a due giocatori capaci di diventare molto più di semplici leader: Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Due carriere differenti, due modi diversi di interpretare il ruolo di simbolo e leader, ma un peso simile all'interno delle rispettive Nazionali.
Oggi, però, il tempo presenta il conto. Messi ha annunciato il ritiro dall'Argentina dopo 21 anni e dopo aver disputato la finale del Mondiale 2026, chiudendo un ciclo che ha portato a vari titoli, tra cui il titolo Mondiale del 2022. Ronaldo, invece, non ha ancora annunciato l'addio al Portogallo, ma a 41 anni il suo futuro internazionale è inevitabilmente diventato una questione centrale. Il suo recente abbandono dal ritiro della Nazionale, avvenuto dopo le tensioni con il nuovo commissario tecnico Jorge Jesus, ha alimentato ulteriormente le domande sul prossimo capitolo della Nazionale portoghese.
Argentina, Portogallo e il futuro senza Messi e Ronaldo
Ronaldo è ancora presente, ma il Portogallo deve ormai ragionare sulla sua successione. Nel 2026 ha disputato quello che lui stesso aveva indicato come il suo ultimo Mondiale, mentre il presidente della Federazione portoghese Pedro Proença aveva già definito altamente improbabile una sua presenza a un'altra Coppa del Mondo.
Il problema, però, non è soltanto trovare qualcuno capace di segnare i gol di Ronaldo. Il Portogallo dispone già di una generazione estremamente ricca di talento: Bruno Fernandes, Bernardo Silva, Vitinha, João Neves, Rafael Leão e gli altri elementi che hanno formato una rosa competitiva anche senza dipendere esclusivamente dal proprio capitano.
Il Portogallo avrà molte meno difficoltà a dire addio al suo leader. Come detto prima, i giocatori non mancano a differenza dell'Argentina, che ha sì giocatori di qualità, ma nessuno in grado di ricoprire il ruolo di Messi all'interno del gruppo.
Ronaldo invece non ha mai dato l'impressione di essere totalmente accompagnato dai compagni di squadra verso gli obiettivi, forse anche per la nomea dei calciatori portoghesi, quasi tutti protagonisti nei rispettivi club e che quindi non vedevano l'ex Real Madrid con gli stessi occhi con cui gli argentini vedevano (e vedono ancora) Leo.
Ovviamente verranno a mancare le reti di Ronaldo, che in questi anni è diventato il miglior marcatore nella storia delle Nazionali (146 gol in 234 partite), ma ormai a 41 anni non è più in grado di dare quel contributo che per anni ha dato, a differenza di Messi che anche nell'ultimo Mondiale ha trascinato la sua squadra fino alla finale segnando 8 gol e fornendo 4 assist ai compagni giocando a livelli altissimi, favorito anche dalla qualità tecnica superiore e dall'intelligenza calcistica che gli ha permesso di gestire le energie restando però sempre dentro la partita.
© RIPRODUZIONE RISERVATA