DerbyDerbyDerby Editoriali Roma-Real Madrid 3-4: Endrick e i corner infrangono i sogni giallorossi nel finale

Roma-Real Madrid 3-4: Endrick e i corner infrangono i sogni giallorossi nel finale

Francesco Lovino
Mourinho si affida alla panchina e alla buona sorte, Gasperini riflette sulla tenuta psicofisica dei suoi

La Roma si ferma all'Olimpico e si arrende all'inarrestabile Real Madrid delle notti di Champions. Benché fossero stati tutt'altro che irresistibili, i Blancos si affidano alle enormi qualità tecniche individuali. Alla banda del Gasp non bastano, al contrario, il gioco corale e la sensazione di costante pericolosità, a fronte di gravi lacune sulla difesa dei piazzati. Il risultato non rispecchia quanto visto in campo e la Roma non esce certamente ridimensionata, anzi. Ciononostante, l'ex Mourinho - osannato con cori e applausi da tutto lo stadio - gioca un brutto scherzo a Gasperini, fermo a un punto conquistato nel girone dopo due partite.

Le sostituzioni dello Special One hanno avuto un impatto decisivo sul match, vinto alla scadere grazie a un Endrick formidabile e ai guizzi di Espi e Rudiger. La doppietta personale di Malen, oltre al primo gol europeo di Marten De Roon, passa così in secondo piano, ma la sensazione di una Roma in grado di tenere testa per 80 minuti ai 15 volte vincitori della Champions League rimane ben impressa nella mente di tanti tifosi giallorossi.

Roma-Real Madrid 3-4: da sogno ad incubo in sette minuti

A testa alta. Di certo non è un trofeo o qualcosa di cui deve andare fiera una grande squadra del nostro calcio. Eppure, tant'è. La Roma è stata la sola squadra in campo sino al 3-2 di Espi, al netto di qualche brivido inevitabile corso sulla schiena di Gollini. Mbappé, oltre al momentaneo 1-1 da fuori area, non è mai desaparecido, soprattutto se paragonato al compagno di reparto Vinicius. Il brasiliano mai entra in partita ed è colpevole, per un preziosismo evitabile a centrocampo, del 2-1 di Malen. Non per altro Mourinho deciderà di rilevarlo, inserendo Endrick.
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ROMA, ITALIA - 14 OTTOBRE: Antonio Rudiger del Real Madrid festeggia segnando il quarto gol della sua squadra durante la partita della fase a gironi MD2 della UEFA Champions League 2026/27 tra AS Roma e Real Madrid C.F. allo Stadio Olimpico il 14 ottobre 2026 a Roma, Italia. (Foto di Paolo Bruno/Getty Images)

Il francese, dal canto suo, non affronta la miglior serata nella competizione, ma sfiora la doppietta - col secondo gol annullato per fuorigioco di pochi centimetri - e impegna Gollini nella ripresa. Per il Real Madrid, negli 80 minuti di controllo totale dei giallorossi, c'è spazio per le occasioni di Cucurella prima e Bellingham poi. Comunque, troppo poco per scalfire le certezze della Roma. I capitolini fanno leva sul frizzante e decisivo Matias Soule, su un Dybala generoso per 45 minuti e sulla efficacia disarmante di Malen. L'olandese coglie due delle tre palle al balzo che gli capitano in area, mentre dopo l'1-0 solo Courtois può negargli la gioia di un altro gol, con un pizzico di fortuna.

Quindi i sette minuti finali, dove il Real Madrid torna a fare il Real Madrid. E la Roma? Come altre volte le era capitato in passato in Serie A - stacca la spina e subisce tre gol in serie. Tradotto: 3 calci d'angolo, due battuti da destra e uno da sinistra. E sarebbero potuti diventare 4 se Bellingham avesse inquadrato la porta sul 3-3. Lo psicodramma si è materializzato e Gasperini deve leccarsi le ferite, mentre l'ex idolo Mourinho sbanca l'Olimpico e rimane a punteggio pieno.

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